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La posizione di EUROCHAMBRES sul sistema di scambio di emissioni (ETS)

In un position paper pubblicato alla fine di luglio 2014, EUROCHAMBRES ha risposto alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea sull’Emission Trading System (ETS) post-2020 carbon leakage provisions, ovvero il sistema di scambio delle quote di emissioni di gas effetto serra da parte di determinate tipologie di impianti e, nello specifico, delle perdite di carbonio nel periodo post-2020. Nel documento delle Camere di Commercio Europee emerge un cauto giudizio positivo in merito al funzionamento dell’Emission Trading System  e dei risultati da esso raggiunti nella riduzione di emissioni di CO2. Inoltre, EUROCHAMBRES crede fermamente che l’Unione europea debba orientarsi e concentrare i propri sforzi verso una pianificazione di lungo periodo nei settori dell’energia e del clima: una strategia di questa portata, potrebbe, di fatto, assicurare alle imprese la fiducia nei confronti dell’UE di cui esse necessitano per agire in condizioni di parità nei confronti dei competitors internazionali. A parere di EUROCHAMBRES, l’Europa dovrebbe quindi impegnarsi nella conclusione di un accordo internazionale, entro il 2015, in materia di riduzione delle emissioni di CO2 e più in generale sui temi legati al clima, il quale dovrebbe, inoltre, avere carattere vincolante per assicurarne il rispetto e per tutelare da ulteriori oneri amministrativi le imprese ad alta intensità energetica. L’Unione europea, tuttavia, pur emettendo ogni anno circa il 10% delle emissioni di gas serra del pianeta, non deve essere l’unico attore impegnato in tema  di cambiamenti climatici ed energia.

Sarebbe inoltre auspicabile l’impegno per la messa in atto di misure di adattamento energetico, oltre alle già previste misure di mitigazione delle emissioni di CO2, perché solo in tal modo sarà possibile ottenere dei risultati economicamente quantificabili.

Questi, in sintesi, i punti salienti della risposta di EUROCHAMBRES alla consultazione pubblica:

  • il sistema ETS, unicamente inteso, non può essere giudicato totalmente adeguato ad aumentare la competitività dei prodotti europei nel mercato globale, a meno che gli obiettivi fissati da questo tipo di sistema non vengano adottati anche da Paesi terzi;
  • l'UE dovrebbe mettere in pratica dei meccanismi di supporto alle imprese europee per ridurre i potenziali svantaggi nei quali le imprese potrebbero incorrere in termini di competitività nel mercato globale;
  • il sistema di rimborso per le imprese che rispettano i parametri di emissione di CO2 (free allocation) è certamente un buon incentivo alla riduzione delle stesse, ma non è sufficiente. A tal proposito EUROCHAMBRES  ritiene che, per il periodo post-2020, non dovrebbe essere fissato nessun limite al budget relativo alle indennità per le perdite di carbonio e che la parte di finanziamenti a supporto di ricerca e innovazione dovrebbe aumentare, garantendo così non soltanto la riduzione delle emissioni di CO2, ma anche l’aumento della competitività delle imprese;
  • una nuova possibile fonte di finanziamento dedicato alle PMI a basso consumo energetico dovrebbe provenire da un apposito meccanismo di ricavi d’asta, i cui proventi potrebbero essere reinvestiti al fine di sostenere progetti di riduzione delle emissioni e, più in generale, l’efficientamento energetico;
  • i criteri d’identificazione dei settori esposti al rischio carbon leakage non dovrebbero basarsi limitatamente al costo del carbonio, ma essere implementati attraverso un’analisi qualitativa e quantitativa di fattori come i costi indiretti, il rapporto esportazioni/importazioni e la redditività del settore;
  • infine, EUROCHAMBRES invita la Commissione ad applicare in materia di free allocation un approccio dinamico e basato su livelli di produzione effettivi delle PMI o secondo una media mobile di livelli di produzione, possibilmente attraverso dati recenti ed aggiornati.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Dicembre 2014 08:41 )