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La vigilanza di mercato

Ai sensi della normativa europea, un bene può essere considerato sicuro, ed è quindi ammesso a circolare nel mercato, quando non presenta alcun rischio oppure presenta unicamente rischi ridotti ritenuti compatibili con l'impiego del prodotto ed accettabili nel contesto di un'elevata tutela della salute e della sicurezza delle persone.
Affinchè il quadro normativo europeo sia realmente efficace, sono state individuate azioni correttive articolate su tre livelli:
• a livello imprenditoriale, obbligando i produttori ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire i rischi associati ai prodotti da essi forniti, assicurando la tracciabilità dei prodotti pericolosi ed informando le competenti autorità nazionali sulla loro eventuale pericolosità;
• a livello di Stati membri, istituendo un sistema di allarme rapido (RAPEX) per segnalare alla Commissione europea i prodotti ad alto rischio che richiedono un tempestivo ritiro dal mercato;
• a livello europeo, con l’adozione da parte della Commissione europea di decisioni formali che vietino la vendita di prodotti pericolosi.

Le attività collegate alla vigilanza di mercato sono svolte, a livello europeo, dalla  Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione.

Obiettivi
Iter normativo
Il punto di vista europeo

Obiettivi

La vigilanza di mercato mira a garantire la salvaguardia della salute dei cittadini che acquistano beni di consumo, mediante controlli sulla sicurezza dei prodotti non alimentari come giocattoli, elettrodomestici, automobili e cosmetici.
Essa si prefigge di identificare e ritirare i prodotti a rischio prima che raggiungano il mercato. A tal fine risulta essenziale il coordinamento a livello europeo e lo scambio di informazioni tra Stati membri, per consentire alle autorità di vigilanza di intervenire tempestivamente.

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Iter normativo

Con una risoluzione approvata l'8 marzo 2011, il Parlamento europeo ha manifestato di condividere il progetto di riforma della normativa europea sulla sorveglianza di mercato, annunciato dalla Commissione già nel 2010, ed ha invitato quest’ultima a presentare una proposta in merito.

L’esecutivo comunitario ha quindi pubblicato, il 13 febbraio 2013, un pacchetto composto da una comunicazione, un piano pluriennale e due proposte di regolamento (la prima sulla vigilanza di mercato, la seconda sulla sicurezza generale dei prodotti). L’iniziativa è volta a rafforzare e potenziare la vigilanza di mercato per tutti i prodotti non alimentari, inclusi quelli importati da Paesi terzi, e ad aumentare la sicurezza dei prodotti di consumo circolanti nel mercato unico. Attualmente la normativa dell’Unione in questi due settori è frammentata e contenuta in diversi testi legislativi. Le proposte presentate dalla Commissione intendono, da un lato, migliorare il coordinamento tra le autorità per l’esecuzione dei controlli sui prodotti e l’applicazione delle norme di sicurezza; dall’altro, assicurare una maggiore coerenza tra le norme che disciplinano l’identificazione e la tracciabilità dei prodotti di consumo.

Il piano pluriennale per la vigilanza di mercato definisce 20 azioni concrete da realizzare entro il 2015 per rendere più sicuro il mercato dei prodotti di consumo nel quadro normativo attuale e fino all'entrata in vigore delle nuove norme. Tra le iniziative previste si ricordano: l’utilizzo dei risultati dei test di sicurezza già effettuati in uno Stato membro anche in altri Paesi dell'Unione europea, senza che ne sia necessaria la ripetizione; lo sviluppo di criteri per determinare la reale efficienza dei diversi sistemi di controllo ed individuare così possibili interventi volti a rendere più sicura la sorveglianza in Europa; la creazione di metodologie specifiche che permettano di effettuare controlli su beni ad alta tecnologia e su prodotti innovativi difficilmente valutabili per via delle loro caratteristiche.

La proposta di regolamento relativa alla vigilanza di mercato è intesa a semplificare il quadro esistente ed a istituire un sistema di vigilanza maggiormente cooperativo all’interno dell’Unione. Il regolamento ridurrà infatti il numero di atti legislativi in tale ambito, eliminerà le sovrapposizioni esistenti, limiterà al minimo la necessità di classificare i prodotti ed assimilerà le norme e le procedure di valutazione applicabili a tutti i prodotti. Ciò si tradurrà in un'applicazione più omogenea delle disposizioni legislative, in un miglioramento della protezione dei consumatori e degli altri utilizzatori, in condizioni commerciali più uniformi per gli operatori economici, in una riduzione degli oneri amministrativi ed in una maggiore condivisione delle informazioni tra le autorità di vigilanza.

In tale ambito, fondamentale è l’individuazione dei criteri di selezione e delle funzioni dei laboratori di riferimento dell'Unione europea. Essi sono designati dalla Commissione, mediante atti di esecuzione, in relazione a prodotti specifici o categorie o gruppi di prodotti oppure a rischi specifici connessi a una categoria o ad un gruppo di prodotti. I laboratori devono soddisfare alcuni criteri, tra i quali la presenza di personale qualificato ed attrezzature adeguate. Per quanto riguarda i loro compiti, essi, tra le altre cose, effettuano prove sui prodotti in relazione ad attività di vigilanza del mercato e di indagine, risolvono eventuali controversie derivanti da una divergente valutazione dei rischi tra autorità di vigilanza nazionali, operatori economici ed organismi di valutazione della conformità, danno pareri tecnici o scientifici indipendenti alla Commissione ed agli Stati membri.

Ai fini di un maggiore e più efficace coordinamento tra autorità di vigilanza, si intendono sinergie tra la banca dati ICSMS (sistema di informazioni e comunicazione per la vigilanza del mercato) ed il sistema di allarme rapido esistente (RAPEX), agevolando così il regolare scambio di informazioni sui risultati delle diverse attività di controllo. In questo senso, la proposta prevede l’istituzione di un Forum Europeo di Vigilanza del Mercato, ossia una piattaforma per la cooperazione e lo scambio di informazioni non soltanto tra le autorità degli Stati membri, ma anche tra queste, gli operatori economici e le altre parti interessate, come le associazioni dei consumatori.
Il regolamento stabilisce anche un elenco di compiti attribuiti al Forum, tra i quali,
- agevolare lo scambio di informazioni sui prodotti che presentano un rischio e sui risultati delle prove;
- scambiare conoscenze e migliori pratiche;
- migliorare la cooperazione a livello UE in materia di individuazione, ritiro e richiamo dei prodotti che presentano un rischio;
- rendere semplice l'accesso, il recupero e la condivisione delle informazioni sulla sicurezza dei prodotti raccolte dalle autorità nazionali;
- fornire consulenza e assistenza alla Commissione europea;
- contribuire all'uniformità delle pratiche amministrative relative alla vigilanza del mercato negli Stati membri.
Al fine di rafforzare ulteriormente il suo ruolo in futuro, è considerata la possibilità, in occasione della prossima revisione del regolamento, di attribuire al Forum il potere di formulare raccomandazioni vincolanti, qualora esso ritenga siano necessarie per migliorare e rafforzare la qualità e le pratiche di vigilanza nei Paesi membri e in particolare alle frontiere esterne dell'Unione.

Il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria ha approvato la proposta della Commissione il 15 aprile 2014, confermando tutte le importanti novità proposte dalla Commissione europea.

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Il punto di vista europeo

Nel maggio 2013, BUSINESSEUROPE ha accolto con favore il pacchetto e l’attenzione rivolta non soltanto alla salute ed alla sicurezza, ma anche alla salvaguardia di altri interessi pubblici (quali l’efficienza energetica). L’associazione ritiene inoltre che la semplificazione del quadro normativo esistente contribuirà alla crescita, apportando benefici per consumatori ed imprese, e sottolinea come la vigilanza di mercato possa essere più effettiva attraverso un miglioramento della cooperazione transfrontaliera (anche con Paesi terzi), un rafforzamento dei controlli ai confini esterni dell’Unione, che devono tuttavia essere rapidi, ed un’efficiente immissione dei prodotti sul mercato. Il regolamento suggerisce che la sorveglianza di mercato sia in parte finanziata attraverso il versamento di contributi da parte degli operatori economici; in quest’ambito, BusinessEurope invita a procedere con cautela ed a non prendere inutili misure correttive al fine di ottenere guadagni. L’associazione ricorda infine l’importante contributo che le associazioni europee possono fornire al Forum Europeo di Vigilanza del Mercato.

Eurocommerce sostiene la proposta della Commissione europea di istituire il Forum Europeo di Vigilanza del Mercato e di tenere in maggiore considerazione le opinioni degli operatori e delle autorità nazionali, in quanto contribuirebbero alla creazione di legami di fiducia tra questi e ad una migliore applicazione del principio di mutuo riconoscimento. Tuttavia, esprime preoccupazione per l’effettiva implementazione di standards per i prodotti, la cui applicazione da parte di laboratori accreditati potrebbe limitare l’innovazione. Eurocommerce invita infine la Commissione ad introdurre la possibilità di aggiornare le informazioni relative ad un prodotto presenti nel sistema RAPEX, piuttosto che inoltrare una nuova domanda.

Nel giugno 2013, BEUC e ANEC, due associazioni europee a tutela degli interessi dei consumatori, hanno espresso alcune considerazioni in merito alla proposta della Commissione europea, al fine di assicurare un maggior livello di protezione per i consumatori. In particolare, esse ritengono che le sanzioni comminabili dovrebbero tenere in considerazione, tra i criteri possibili, la gravità della violazione, i guadagni illeciti ed i potenziali danni ai consumatori. Le associazioni auspicano infine una maggiore cooperazione tra organizzazioni dei consumatori e le autorità di vigilanza.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:32 )