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L'interconnessione dei registri delle imprese

I registri delle imprese forniscono importanti informazioni sulla vita dell'impresa quali la forma giuridica, la sede legale, il capitale sociale, i rappresentanti legali ecc. 
Attualmente i registri delle imprese sono organizzati su base nazionale (come in Svezia,  in Irlanda e in Danimarca), regionale (come nel caso dell'Austria) o locale (il caso della Germania) e non permettono di accedere con facilità alle informazioni sulle imprese aventi sede in altri Stati membri. I maggiori ostacoli derivano dal fatto che i sistemi di registrazione non sono uniformi a livello europeo e spesso le informazioni non sono aggiornate e sono disponibili nella sola lingua del registro.
Pertanto, l'Unione europea, tramite la Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione, lavora da tempo alla creazione di un sistema che migliori l'interoperabilità dei registri, consentendo la rapida e facile fruizione delle informazioni sulle imprese europee, sia a fini commerciali, sia per l’accesso alla giustizia.

Obiettivi

La crescente integrazione dei mercati nazionali ha determinato il moltiplicarsi degli scambi transfrontalieri, rendendo necessaria la messa a punto di strumenti atti a condividere le informazioni riguardanti le imprese.
A livello europeo, nonostante numerosi interventi normativi in materia di pubblicità delle società, sulle fusioni transfrontaliere e sulla pubblicità delle succursali, la cooperazione tra i registri delle imprese avviene ancora su base volontaria.
L'Unione europea intende quindi migliorare l'interconnessione dei registri, sia nell'interesse delle imprese che operano all'estero o che intendono aprire una succursale in un altro Stato membro, sia a tutela dei consumatori. Recenti studi sul commercio elettronico hanno infatti evidenziato una scarsa fiducia dei consumatori nelle vendite online, dovuta principalmente alla difficoltà di reperire informazioni sull'affidabilità dell'impresa fornitrice del bene o servizio.
Oltre ad aumentare la fiducia dei consumatori nelle transazioni oltreconfine, si stima che il progetto di interconnessione dei registri delle imprese a livello europeo comporterebbe un risparmio di spesa annuale pari a 69 milioni di euro.

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Iter normativo

Già da tempo l’Unione europea sta attuando misure volte a favorire l’interconnessione dei registri delle imprese: il 1° gennaio 2007 è scattato l’obbligo per tutti gli Stati membri di adeguarsi alla modalità elettronica di tenuta dei registri e nel corso degli anni sono stati messi a punto strumenti atti a favorire una migliore applicazione del quadro normativo esistente:
• il Registro Europeo delle Imprese (EBR) di cui Infocamere è socio fondatore, è un progetto su base volontaria avviato con il sostegno della Commissione europea e al quale partecipa oggi la maggioranza dei registri dell’UE;
• il progetto Interoperabilità dei Registri delle imprese in Europa (BRITE) è un’iniziativa di ricerca intrapresa da alcuni membri del progetto EBR, tra cui Infocamere, e finanziata in larga parte dalla Commissione europea. Tra gli obiettivi del progetto, lo sviluppo di un modello d’interoperabilità avanzato e innovativo, una piattaforma informatica e uno strumento di gestione per consentire l’interazione dei registri delle imprese in tutta l’UE;
•  il Sistema d’Informazione del Mercato Interno (IMI) è uno strumento finalizzato a rafforzare la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri per migliorare il funzionamento della legislazione sul mercato interno. Si tratta di un’applicazione web sicura gestita dalla Commissione europea e utilizzata come ausilio per l’applicazione della Direttiva Servizi.

Nel novembre 2009, la Commissione europea ha pubblicato un Libro Verde sull’interconnessione dei registri delle imprese in cui illustra il quadro esistente e prende in esame le modalità possibili per migliorare l’accesso alle informazioni sulle imprese all’interno dell’UE e garantire una più efficace applicazione delle direttive sul diritto societario. A seguito di una proposta presentata dalla Commissione europea, la direttiva sull'interconnessione dei registri delle imprese è stata adottata il 13 giugno 2012 e dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 7 luglio 2014. Il  testo normativo sarà completato tramite atti d'implementazione elaborati da comitati di esperti nazionali provenienti dai vari Stati membri.
La Commissione europea, inoltre, si riserverà il diritto di emendare parti non essenziali del testo normativo attraverso i c.d. atti delegati.

La nuova direttiva prevede la modifica di tre direttive preesistenti:

  • direttiva 666 del 1989 sulla pubblicità delle succursali: la modifica mira ad assicurare che tutte le succursali estere, così come le società, abbiano un unico identificativo europeo che ne consenta l'individuazione e il collegamento alla società alla quale appartengono. Il registro delle imprese dello Stato dove si trova la succursale sarà obbligato a inviare elettronicamente le informazioni concernenti i dati registrati a nome della stessa. Resterà una scelta degli Stati membri individuare il modo (se legale o meramente informativo) con cui effettuare le notifiche e il valore da annettere alle sedi distaccate. In ogni caso, gli Stati membri dovranno assicurare la tempestiva cancellazione dai registri delle filiali la cui società capogruppo si sia estinta;
  • la direttiva 56 del 2005 sulle fusioni transfrontaliere: la modifica migliorerà l'accesso transfrontaliero alle informazioni base sulle imprese registrate obbligando gli Stati membri a rendere disponibili i documenti e le informazioni attraverso un'unica piattaforma elettronica europea. Poiché sussistono delle differenze nell'implementazione della direttiva in esame da parte dei vari Stati membri, ulteriori informazioni dovranno essere trasmesse a corredo dei dati trasmessi per spiegare il valore legale delle informazioni registrate in base al diritto societario nazionale, con particolare riferimento all'affidamento dei soggetti terzi. Tutti gli Stati membri dovranno poi creare una rete per interconnettere elettronicamente i propri registri. Le modalità di tale cooperazione saranno elaborate da un gruppo di esperti e adottate sotto forma di atti delegati;
  • la direttiva 101 del 2009 sulle garanzie a vantaggio dei soci e dei terzi: la modifica intende garantire che i documenti e le informazioni contenute nei registri delle imprese siano sempre aggiornate. Sarà quindi previsto un termine di 21 giorni per l'aggiornamento dei dati a partire dal momento in cui è avvenuta la modifica. A tal fine, gli Stati membri dovranno assicurarsi che le società comunichino in tempo tutti i cambiamenti rilevanti ai fini dell'iscrizione nel registro delle imprese e che la registrazione degli stessi avvenga senza ritardo.
    Sarà introdotto un identificativo unico per tutte le società a responsabilità limitata in modo da agevolare la loro identificazione in ambito europeo e consentirne il collegamento con le loro succursali all'estero.

Il punto di vista europeo

L’orientamento attuale spinge ad attuare iniziative concrete che permettano la partecipazione di tutti gli Stati membri all’EBR, prendendo in considerazione l'opportunità di rendere l’iscrizione obbligatoria ed eventualmente integrandolo nel portale sulla giustizia elettronica, parte del progetto europeo e-Justice.
In un momento di fragilità economica, tali iniziative potrebbero permettere di ristabilire la fiducia nei mercati, garantendo un accesso più facile dei creditori, dei partner commerciali e dei consumatori a informazioni ufficiali e aggiornate sulle società.
Come rilevato da EUROCHAMBRES nel 2010, la creazione di un registro elettronico europeo per le imprese potrebbe essere, inoltre, l’impulso per l’adeguamento di registri delle imprese nazionali, che richiedono ancora la compilazione di documenti cartacei per trasmettere le informazioni alle pubbliche amministrazioni. É evidente che simili meccanismi gravano le imprese di oneri amministrativi obsoleti e ingiustificati, ponendosi in contrasto con le spinte provenienti dall’era della comunicazione digitale e con le più recenti iniziative europee sulla semplificazione amministrativa.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:28 )