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La posizione di EUROCHAMBRES sulla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli

In un position paper del febbraio 2015, EUROCHAMBRES ha risposto positivamente alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea riguardante la protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli. Nel documento delle Camere di Commercio europee emerge un giudizio complessivamente positivo in merito alla costituzione di un sistema unico, che potrebbe risolvere il problema della disomogeneità tra i gradi di protezione garantiti dagli Stati membri, che provoca disuguaglianza tra i produttori e non garantisce uniformemente i consumatori.

EUROCHAMBRES ritiene inoltre che tale estensione potrebbe ridurre il rischio di un uso ingannevole delle IG, che favorirebbe la contraffazione e la concorrenza sleale, aumentando così la garanzia di una corretta informazione al consumatore.

La rete delle Camere di Commercio europee ha individuato alcune caratteristiche chiave che il nuovo sistema dovrebbe avere:

  • un unico sistema di protezione a livello comunitario è necessario per evitare le carenze e le disfunzioni nel riconoscimento reciproco tra gli Stati membri. La protezione delle IG dei prodotti agricoli dovrebbe servire da modello per il settore non alimentare;
  • le condizioni di qualificazione dovrebbero essere simili a quelle della IGP (indicazione geografica protetta) e non a quelle del DOP (denominazione di origine protetta) per prodotti agricoli, onde evitare che i prodotti che sono semplici derivati da materie prime di denominazione protetta siano invece registrati come provenienti dalla zona geografica interessata. Centrale nell’ambito IGP è l’elemento “reputazione” che deve essere tutelato attraverso l’eliminazione di qualsiasi pratica che possa indurre in errore il consumatore sulla reale origine del prodotto registrato;
  • qualità, reputazione e altre caratteristiche dovrebbero essere considerate, alternativamente o cumulativamente, requisiti obbligatori per evitare che la protezione dei prodotti diventi irragionevolmente ampia;
  • la registrazione, per proteggere un IG per i prodotti non agricoli, dovrebbe essere volontaria. La durata della protezione, salvo il caso di cancellazione, dovrebbe essere illimitata proteggendo così in maniera efficiente il nome del prodotto e la sua connessione con il patrimonio culturale della zona. La Commissione europea o gli Stati membri dovrebbero essere in grado di cancellare un IG anche dopo la registrazione, sia di propria iniziativa che sulla base di una richiesta da uno stakeholder interessato. Le Camere di commercio, per via della loro struttura a base locale, possono contribuire con un apporto positivo alla determinazione dei criteri del prodotto e del loro esame;
  • le norme nazionali dovrebbero essere mantenute invariate oltre all’adozione di nuove norme comunitarie.

EUROCHAMBRES ritiene che un sistema unitario volontario potrebbe dare una spinta alla promozione della qualità dei prodotti, soprattutto nelle zone periferiche, dove spesso si concentrano le attività tradizionali. Grazie ad esso, infine, la conservazione dei mestieri tradizionali e del patrimonio culturale acquisterebbe un nuovo impulso, raggiungendo effetti positivi in termini di occupazione e di sviluppo delle economie locali.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 16 Febbraio 2016 15:31 )