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La posizione di EUROCHAMBRES sullo scambio delle quote di emissione(EU-ETS)

In un position paper del marzo 2015, EUROCHAMBRES ha risposto alla consultazione pubblica sulla revisione della direttiva sul sistema europeo per lo scambio delle quote di emissione (EU-ETS). La direttiva perfeziona il sistema EU-ETS poiché prevede un sistema di aste per l'acquisto delle quote di emissione, i cui introiti finanziano misure di riduzione delle emissioni e di adattamento al cambiamento climatico. Nel documento delle Camere di commercio europee emerge un giudizio complessivamente positivo in merito al sistema UE di scambio come attualmente disciplinato e che si prospetta raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 del 21% entro il 2020. In tale contesto EUROCHAMBRES considera fondamentale assicurare la stabilità delle azioni politiche, poiché la prevedibilità e la certezza del diritto garantiscono la definizione e il rispetto delle regole di lungo termine fondamentali per spronare i necessari investimenti nel settore delle tecnologie a bassa emissione. Per lo stesso motivo, EUROCHAMBRES raccomanda che lo stato di rilocalizzazione delle emissioni non deve essere rivisto ogni cinque anni, ma soltanto quando le altre aree economiche stabiliscono i livelli, in termini di costi per le industrie, di CO2 (non prima del 2030). Se da un lato EUROCHAMBRES ritiene che il sistema ETS dell’UE sia uno strumento chiave per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’UE, dall’altro sottolinea che l'uso di livelli di produzione storici come dati obsoleti per l'assegnazione delle quote è una delle principali debolezze del sistema ETS.

EUROCHAMBRES sollecita, quindi, l’utilizzo dei dati più recenti al fine di incentivare la crescita così da essere in linea con l'obiettivo di reindustrializzazione dell'UE. Al fine di tutelare sia l’ambiente che la prosperità dell'Europa, le azioni per il clima e le politiche di sviluppo devono essere perseguite in maniera congiunta. Inoltre, i responsabili politici dell'UE devono garantire politiche che consentano alle industrie europee ad alta intensità energetica di prosperare, attraverso un quadro di lungo termine sulle condizioni di produzione efficienti all'interno dell'UE. Questo è un requisito fondamentale per affinché l'Europa prevalga nella competizione globale e garantisca la crescita e l'occupazione future. Pertanto, la revisione della direttiva ETS deve essere completamente valutata alla luce del suo impatto sulla competitività, sulla crescita e sull'occupazione. Il ruolo delle imprese nella revisione della direttiva ETS non dovrebbe essere limitato a seminari e consultazioni pubbliche. E' fondamentale che la voce delle imprese e dei settori interessati, che hanno anni di esperienza di vita reale con l’ETS corrente, siano considerati in maniera preponderante. Soprattutto in tempi di bassa crescita e alta disoccupazione, le preoccupazioni delle imprese rispecchiano quelle dell'Europa. Un ulteriore punto debole è la non trasparenza del “fattore di correzione transettoriale” (CSCF) il quale, penalizzando le imprese più performanti, riduce le quote gratuite più velocemente del loro effettivo potenziale di riduzione delle emissioni. In particolare, quando il fattore di riduzione lineare passa da 1,74% a 2,2%, il CSCF è altamente problematico perché la quantità di quote assegnate liberamente potrebbe ridursi in modo così significativo che anche gli impianti più efficienti sarebbero costretti ad acquistare ulteriori certificati. Di conseguenza, EUROCHAMBRES propone di eliminare dalla direttiva in questione il CSCF.

EUROCHAMBRES raccomanda, inoltre, il raggiungimento di un accordo ambizioso e giuridicamente vincolante alla COP 21 di Parigi, con un ruolo di primo piano per i mercati. Ad ogni modo, l'EU ETS sarà solamente adottato o duplicato da altri Paesi se il sistema dimostrerà che le azioni per il clima e per il progresso economico non si escludono a vicenda.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 16 Febbraio 2016 15:43 )