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La posizione di EUROCHAMBRES riguardo la consultazione sulla Effort Sharing Decision (ESD)

In un position paper di giugno 2015, EUROCHAMBRES ha espresso il proprio parere in merito alla consultazione sulla Effort Sharing Decision (ESD). La decisione stabilisce dei target di emissioni annuali per gli Stati membri per il periodo 2013-2030. Questi target colpiscono le emissioni in tutti quei settori esclusi dall’EU Emissions Trading System (EU ETS)*, come i trasporti (ad eccezione dell’aviazione e del trasporto marittimo internazionale), le costruzioni, l’agricoltura e i rifiuti.

Nello specifico, le Camere di Commercio europee hanno fornito il proprio parere rispetto al meccanismo di flessibilità, alla fissazione di target nazionali per le emissioni di gas serra non coperte dall’EU ETS, alle azioni complementari europee nei settori coperti dall’ESD ed al capacity building.

Rispetto al meccanismo di flessibilità, EUROCHAMBRES pensa che l’attuale soglia del 5% fissata dall’ESD sia restrittiva e non riesca a garantire un’adeguata flessibilità agli Stati membri. Difatti, un aumento delle emissioni di gas serra è solitamente direttamente proporzionale ad una maggiore produzione industriale e crescita economica, che non dovrebbero essere compromesse da un meccanismo inflessibile. Per tale ragione, le Camere di Commercio europee chiedono una cancellazione o, almeno, un significativo miglioramento della soglia del 5%.

In relazione alla fissazione di target nazionali per le emissioni di gas serra non coperti dalla EU ETS, EUROCHAMBRES suggerisce che il criterio principale per determinare i target ESD sia un calcolo di efficacia dei costi piuttosto che il calcolo attuale sulla base del Pil pro capite. Inoltre, le indennità EU ETS non dovrebbero essere usate dagli Stati membri per raggiungere i target ESD nazionali, in modo tale da non scalfire maggiormente il settore industriale. In aggiunta, le misure che potrebbero abbassare la sicurezza degli investimenti e della pianificazione delle installazioni EU ETS dovrebbero essere evitate. Per questo motivo, è di cruciale importanza che le indennità delle emissioni intese per il settore EU ETS non siano reindirizzate. In ogni caso, se gli Stati membri insistono per limitare l’ammontare delle indennità EU ETS per raggiungere i target nazionali EDS, questa possibilità dovrebbe essere soggetta a chiare restrizioni ed utilizzabile una sola volta.

Rispetto alle azioni complementari a quelle europee coperte dall’ESD, le Camere di Commercio europee sono favorevoli ad una riduzione degli oneri amministrativi e ad una semplificazione dei regolamenti, al fine di evitare politiche incoerenti e sovrapposizioni.

Infine, in relazione alla capacity building e ad altre misure mirate alla facilitazione delle politiche nazionali e di quelle sotto l’ESD dopo il 2020, gli attuali impegni, secondo EUROCHAMBRES, sembrano essere sufficienti.

maggiori informazioni

*Il sistema europeo di scambio delle emissioni (EU ETS) fissa dei limiti per le emissioni di anidride carbonica agli impianti industriali in tutta Europa, ma permette che i diritti ad emettere anidride carbonica possano essere commercializzati.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 16 Febbraio 2016 15:51 )