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La posizione di EUROCHAMBRES sulla conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP21)

In un position paper del novembre 2015, EUROCHAMBRES ha espresso la sua posizione sulle tematiche e i possibili risultati della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP21) che si sta svolgendo a Parigi. Di fronte alla rilevanza sempre attuale di obiettivi tra loro collegati quali la prosperità economica e il rispetto dell’ambiente, EUROCHAMBRES concorda con l’Unione Europea circa la necessità di  creare un regime climatico internazionale ambizioso e legalmente vincolante.

Per combattere il riscaldamento globale, che ha  provocato e provocherà fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti, l’impegno da parte degli Stati deve essere congiunto ed includere l’adozione e l’implementazione da parte dei Paesi più industrializzati di chiare politiche di contenimento delle emissioni.

L’ Associazione delle Camere di Commercio europee auspica che il futuro accordo stipulato a Parigi possa portare a nuovi investimenti, i quali, nel medio-periodo, siano in grado di generare sistemi di prezzi del carbone, per tutti i maggiori produttori, comparabili e armonizzati. Allo stesso tempo, il Green Climate Fund, un importante strumento multilaterale d’investimento lanciato in occasione della Conferenza sul clima di Cancun nel 2010, deve poter operare come catalizzatore per gli investimenti destinati ai Paesi in via di sviluppo che vogliono ridurre le emissioni di anidride carbonica e a fronteggiare gli inevitabili impatti del cambiamento climatico in corso.

Il documento sottolinea il ruolo chiave che può essere svolto dalle energie rinnovabili e dalle nuove tecnologie “verdi”, per realizzare la transizione verso un’economia a bassa emissione di carbonio, che richiede però nuovi investimenti in ricerca e sviluppo e la messa a punto di tutte le infrastrutture necessarie per realizzarla.

Per attuare l’implementazione di tali strategie, e affinché l’accordo abbia successo, l’Unione e gli Stati membri devono quindi seguire le seguenti linee d’azione:

  • adattare la loro politica energetica creando condizioni vantaggiose in termini di energie rinnovabili e di misure di efficienza energetica;
  • riformare il Sistema europeo per lo scambio di emissioni (EU-ETS) migliorandone le capacità e l’efficacia;
  • aiutare i Paesi in via di sviluppo a rafforzare i loro sistemi di regolamentazione e aumentare la fiducia delle imprese per attirare investimenti privati;
  • dare concretezza all’obiettivo di un’Unione dell’Energia attraverso una regolamentazione che promuova lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica e allo stesso tempo la riduzione delle emissioni;
  • creare un mercato di prodotti a bassa emissione di carbonio;
  • far sì che la Commissione possa essere più intransigente nei confronti di quegli Stati che non rispettano la legislazione vigente in materia.

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