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Il riutilizzo delle informazioni del settore pubblico

Gli enti pubblici raccolgono e trattano una notevole quantità di dati, molti dei quali presentano un potenziale commerciale, in quanto possono essere riutilizzati da terzi per lo sviluppo di nuovi servizi di uso quotidiano. La Direzione Generale Reti di Comunicazione, Contenuti e Tecnologia della Commissione si occupa di disciplinare il riutilizzo delle informazioni del settore pubblico a livello europeo.

Obiettivi

Da tempo, ormai, l'Unione europea lavora affinché le informazioni del settore pubblico siano messe a disposizione dei privati, in modo da poter essere riutilizzate o integrate per la creazione di applicazioni quali mappe per sistemi di navigazione o applicazioni per l'informazione turistica.
A tal fine, sono stati predisposti una serie di strumenti quali:

  • una piattaforma informatica per tenere aggiornati gli utenti sugli sviluppi normativi, le buone prassi e i nuovi prodotti e servizi ottenuti grazie al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico;
  • un gruppo di esperti per lo studio di sistemi di condivisione delle informazioni del settore pubblico, lo scambio di buone prassi e l'attuazione di iniziative di supporto;
  • un progetto finanziato dalla Commissione europea per lo sviluppo di un network PSI.

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Iter normativo

Nel 2003 la Commissione europea ha varato una direttiva che introduce un quadro di riferimento europeo per il riutilizzo delle informazioni del settore pubblico. La normativa, nota con l'acronimo di PSI Directive, regola le modalità con cui le amministrazioni possono rendere disponibili le informazioni in loro possesso, affinché siano utilizzate in modo efficiente e trasparente per contrastare pratiche discriminatorie e situazioni di monopolio.
Gli studi condotti dalla Commissione europea a seguito del recepimento della nuova normativa – quadro negli ordinamenti giuridici dei vari Stati Membri hanno messo in luce che la direttiva ha avuto effetti positivi in alcuni settori, come quello geografico e meteorologico, ma esistono ancora alcuni ostacoli al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico. Fra questi, in particolare: la discriminazione tra i potenziali utenti, le tariffe troppo alte previste per il reimpiego dei dati e politiche complesse per il rilascio delle necessarie licenze. A ciò si aggiungono problemi di ordine pratico: molti utenti ignorano la possibilità di avvalersi delle informazioni delle Pubbliche Amministrazioni e queste ultime non riconoscono il potenziale economico dei dati a loro disposizione.
Giunta alla conclusione che la direttiva 98/03 non abbia espresso tutto il suo potenziale, la Commissione europea ha quindi deciso di procedere alla sua revisione, in linea con quanto stabilito da una delle azioni chiave dell’Agenda digitale europea.
Nell’ambito delle iniziative volte a raccogliere dati sull’incidenza, sugli effetti e sull’applicazione delle norme UE in materia, è stata condotta una consultazione pubblica per approfondire il contesto generale in cui si colloca il riutilizzo delle informazioni del settore pubblico e il contenuto della direttiva PSI, prendendo in considerazione possibili azioni da intraprendere per abbattere le barriere ancora esistenti per l’accesso ai dati in possesso delle Pubbliche Amministrazioni.
Gli esiti della consultazione hanno portato all'adozione di un pacchetto di proposte da parte della Commissione europea che si compone di:
- una comunicazione dal titolo: 'Dati aperti un motore per l'innovazione, la crescita e una governance trasparente';
- una decisione relativa al riutilizzo dei documenti della Commissione;
- una direttiva relativa alla modifica della normativa europea sul riutilizzo delle informazioni del settore pubblico;.

Quest'ultima, formalmente adottata dal Consiglio alla fine di giugno 2013, stabilisce che le informazioni pubbliche - eccetto le informazioni private - saranno accessibili on-line e le aziende private potranno utilizzarle per offrire nuovi servizi e applicazioni. La nuova direttiva cambierà l'approccio delle amministrazioni pubbliche e la riluttanza delle persone a condividere le informazioni. Le imprese potranno attingere ai dati pubblici gratuitamente o a costi molto bassi.

In quest'ambito, la Commissione europea ha successivamente lanciato una consultazione, aperta fino al 22 novembre 2013, sugli orientamenti riguardanti le licenze standard raccomandate, le serie di dati e la tariffazione per il riutilizzo di documenti del settore pubblico. La direttiva invita infatti la Commissione europea ad assistere gli Stati membri nella sua attuazione in modo coerente mediante l’elaborazione di linee guida su questi tre temi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:28 )