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La politica industriale europea

L'industria europea è all'origine di oltre l'80% delle esportazioni UE e delle attività di ricerca e innovazione. La sua importanza è testimoniata dal fatto che quasi un lavoratore su quattro, spesso altamente qualificato, nel settore privato è impegnato in quest'area e che ogni nuovo posto di lavoro creato nell'industria manifatturiera dà origine a posti di lavoro in altri settori. Tuttavia, la quota di attività manifatturiere rispetto al PIL dell'UE è ulteriormente scesa, attestandosi al 15% nell’estate del 2013, molto lontana dall'obiettivo del 20% fissato per il 2020. A livello europeo, la definizione delle linee guida della politica industriale è di competenza della Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione europea.

Obiettivi

Rispondere alla crisi dell’industria europea predisponendo un quadro di condizioni favorevoli allo sviluppo e all’innovazione delle imprese, al fine di rendere l’UE più capace di attrarre investimenti industriali e nuovi posti di lavoro.

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Iter normativo

In seguito all’adozione, nel 2010, di una delle iniziative faro della Strategia Europa 2020,"Una politica industriale integrata per l’era della globalizzazione", nell’ottobre 2012, la Commissione ha riesaminato la situazione del settore attraverso la pubblicazione della Comunicazione “Un’industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica”, sulla quale il Consiglio ha adottato le proprie conclusioni nel dicembre dello stesso anno. Esse prevedono azioni volte a favorire la ripresa e a garantire la competitività: investimenti nell’innovazione, la garanzia di migliori condizioni di mercato, l'accesso al credito e ai capitali più favorevoli, azioni per adattare la manodopera alle trasformazioni industriali. Da parte sua, il Parlamento europeo ha approvato, il 15 gennaio 2014, una risoluzione d’iniziativa sulla reindustrializzazione dell'Europa per promuovere la competitività e la sostenibilità. Con essa, si sottolinea il ruolo fondamentale svolto dall'industria europea per affrontare le sfide sociali, attraverso l’offerta di posti di lavoro, beni e servizi ed entrate fiscali, e per sostenere la transizione dell’Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio. A ciò ha fatto seguito, il 22 gennaio 2014, la pubblicazione di due comunicazioni da parte della Commissione con la prima, per una rinascita industriale europea, si invitano le Istituzioni europee ad adottare proposte in materia di energia, trasporti, spazio e reti di comunicazione digitali, nonché ad applicare la legislazione sul completamento del mercato interno. Fra le priorità di intervento individuate dalla Commissione vi sono:

  • la massimizzazione del potenziale del mercato interno, attraverso lo sviluppo di infrastrutture e l’offerta di un quadro normativo semplificato (in particolare procedendo alla revisione dello Small Business Act);
  • l’attuazione di strumenti di finanziamento europei basati su combinazioni efficaci tra i programmi COSME e Horizon 2020, i Fondi strutturali e le risorse nazionali, ed il conferimento di un ruolo più strategico alla Banca europea per gli investimenti in materia di erogazione dei prestiti;
  • una maggiore integrazione progressiva delle PMI nelle catene di valore globali al fine di promuoverne la competitività e assicurarne l'accesso ai mercati internazionali a condizioni più favorevoli.

La seconda comunicazione riguarda il mercato interno per i prodotti industriali ed è intesa a rivedere l’attuale legislazione e migliorarne la qualità e l'efficacia; eliminare i rimanenti ostacoli agli scambi commerciali e creare un ambiente favorevole alla crescita delle imprese; aggiornare l’acquis in base agli ultimi metodi di produzione, agli sviluppi nella filiera produttiva ed agli ultimi trends globali. In questo quadro, di particolare interesse appare la volontà della Commissione di:

  • favorire una più rapida transizione verso una sorveglianza di mercato elettronica;
  • garantire il sostegno ai meccanismi intesi a facilitare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità di vigilanza e la Commissione  europea, quali RAPEX e ICSMS (Information and Communication System on Market Surveillance);
  • rafforzare il ricorso all’accreditamento attraverso un approccio coerente rispetto al settore regolamentato;
  • sfruttare pienamente le sinergie tra SOLVIT, rete EEN ed i punti di contatto prodotti.

Da ultimo, il Consiglio ha adottato, il 25 settembre 2014, le conclusioni sulla integrazione sistematica della competitività industriale in tutte le politiche europee al fine di creare una base industriale forte per l’economia dell’Unione. Per perseguire questo scopo, si rileva la necessità di rafforzare il ruolo del Consiglio Competitività trasformandolo in un vero e proprio Consiglio dell’economia reale, che lavorerà sulla base delle informazioni che dovranno essere fornite dalla Commissione europea. Questa necessità richiede un rafforzamento della capacità istituzionale e meccanismi di governance più efficaci per la gestione e il monitoraggio delle riforme strutturali nella competitività e l'area dell'economia reale, anche attraverso la collaborazione degli Stati membri.

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Il punto di vista europeo

Nel giugno 2013, EUROCHAMBRES ha espresso le proprie preoccupazioni per la mancanza di indirizzi strategici nella comunicazione della Commissione ed ha auspicato azioni specifiche rispetto agli oneri amministrativi, agli elevati prezzi dell’energia, alle carenze di competenze ed allo svantaggio competitivo delle industrie europee nel mercato globale. La Commissione dovrebbe infine affrontare rapidamente le tematiche più urgenti identificate dall’associazione nel suo “programma in 10 punti per una più forte base industriale per l’economia europea”. Successivamente, nel novembre 2013, EUROCHAMBRES ha auspicato interventi immediati a favore della riduzione degli oneri nell’industria manifatturiera dell'economia europea in alcuni settori:

  • formazione professionale e istruzione: è necessaria un’univocità di modelli in tutta l'UE, basati sulla combinazione di formazione in aula e training on the job, nonché su un’efficace collaborazione tra gli istituti scolastici e le imprese;
  • energia a basso costo: oltre che per risolvere gli svantaggi a livello di concorrenza, l’uso efficiente dell'energia è di fondamentale importanza anche per favorire le energie rinnovabili in termini di costi ed efficienza e per completare il mercato interno dell'energia.

Da parte sua, BUSINESSEUROPE (l'associazione delle Confindustrie europee) ha accolto con favore la rinnovata attenzione prestata alla competitività dell’industria europea e ha riconosciuto l’importante contributo della comunicazione al miglioramento delle condizioni per gli investimenti e l’innovazione nell’Europa del ventunesimo secolo.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:12 )