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Agenda europea per l'economia collaborativa

In base ad un sondaggio Eurobarometro condotto nel marzo 2016, la maggioranza degli intervistati conoscono l’economia collaborativa - ossia quel modello economico basato su un insieme di pratiche di scambio e condivisione siano questi beni materiali, servizi o conoscenze - e quasi un terzo di quelli che hanno utilizzato i servizi offerti dalle piattaforme collaborative hanno erogato un servizio almeno una volta. Gli utilizzatori, d’altronde, apprezzano che questo tipo di economia sia facilmente accessibile e meno costosa rispetto a quella tradizionale e che i prodotti o servizi possano soprattutto essere scambiati piuttosto che pagati. Tuttavia, gli intervistati hanno individuato tre lacune: la difficoltà a comprendere chi sia il responsabile del servizi nel caso dovessero emergere dei problemi e la mancanza di fiducia nelle transazioni via internet o nel venditore. Da qui l’importanza della comunicazione della Commissione europea "Un'agenda europea per l'economia collaborativa", pubblicata il 2 giugno 2016.

Obiettivi

L'agenda si propone come guida per comprendere come il diritto vigente dell'UE dovrebbe essere applicato a questo settore in rapida evoluzione e chiarire le questioni essenziali affrontate sia dagli operatori del mercato che dalle autorità pubbliche. Cio' dovrebbe garantire maggior sostegno ai a questi soggetti affinché operino con fiducia nel settore dell'economia collaborativa.

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Iter normativo

gli orientamenti della guida rispondono a varie questioni emerse in passato. Cosi', rispetto ai requisiti di accesso al mercato, si afferma che, lungi dal ricorrere a divieti assoluti di un'attività se non in ultima istanza, i prestatori di servizi dovrebbero essere obbligati a ottenere autorizzazioni o licenze per l'esercizio di impresa solo se strettamente necessario a soddisfare pertinenti obiettivi di interesse generale. Le piattaforme non dovrebbe essere soggette ad autorizzazioni o licenze quando agiscono solo da intermediari tra i consumatori e coloro che offrono realmente il servizio (quali servizi di trasporto o di alloggio). Gli Stati membri dovrebbero inoltre distinguere tra i privati cittadini che offrono servizi occasionalmente e i prestatori che agiscono in qualità di professionisti, ad esempio stabilendo delle soglie basate sul livello di attività.

Rispetto alla responsabilità, la comunicazione ritiene che le piattaforme di collaborazione possano essere esonerate dalla responsabilità per le informazioni che esse conservano per conto di coloro che offrono un servizio. Esse tuttavia non dovrebbero essere esonerate dalla responsabilità per qualsiasi servizio offerto dalle stesse, come i servizi di pagamento. La Commissione incoraggia le piattaforme di collaborazione a continuare ad adottare azioni volontarie per la lotta contro i contenuti illeciti online e per accrescere la fiducia. Per quanto riguarda il diritto degli utenti, gli Stati membri dovrebbero garantire che i consumatori godano di un livello di protezione elevato dalle pratiche commerciali sleali, senza però imporre obblighi sproporzionati ai privati che forniscono servizi solo occasionalmente.

L’Agenda si occupa, infine, dei rapporti di lavoro e della fiscalità. Rispetto ai primi, partendo dal presupposto che il diritto del lavoro è per la maggior parte di competenza nazionale ed è integrato dalla giurisprudenza e dagli standard sociali minimi dell'UE, gli Stati membri possono tenere presenti criteri quali il rapporto di subordinazione con la piattaforma, la natura del lavoro e la retribuzione al momento di decidere chi può essere considerato un lavoratore subordinato di una piattaforma.

Rispetto alla fiscalità, i prestatori di servizi e le piattaforme dell'economia collaborativa sono tenuti a pagare le imposte pertinenti tra cui le imposte sul reddito delle persone fisiche, delle società e l'imposta sul valore aggiunto.

La comunicazione invita gli Stati membri a riesaminare e, se necessario, modificare la legislazione vigente in conformità a tali orientamenti. La Commissione intende monitorare il contesto normativo in rapida evoluzione e gli sviluppi economici e delle imprese. Essa, inoltre, seguirà l'andamento dei prezzi e della qualità dei servizi e individuerà i possibili ostacoli e problemi che derivano dalla presenza di normative nazionali divergenti o da vuoti normativi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:09 )