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La posizione di EUROCHAMBRES sulla proposta di riforma dell'ETS

EUROCHAMBRES ha recentemente pubblicato un position paper sulla proposta legislativa di riforma della Direttiva ‘EU Emissions Trading System’ da parte della Commissione europea. Il Sistema per lo scambio di quote d’emissione di gas a effetto serra dell’UE (EU ETS) è la principale misura dell’Unione Europea in attuazione del Protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei settori industriali a maggior impatto sui cambiamenti climatici ed è regolato dalla Direttiva 2003/87/CE e successive modificazioni (Direttiva ETS), che trasferiscono in Europa a livello di impianti industriali il meccanismo di cap&trade introdotto a livello internazionale.

Ritenendo la riforma, pubblicata dalla Commissione lo scorso luglio, non abbastanza efficace ed esaustiva, le Camere di Commercio europee propongono alcuni emendamenti e concordano con la conclusioni del Consiglio del 24 ottobre 2014 secondo cui le misure esistenti per prevenire il rischio di emissioni di carbonio debbano continuare ad esistere dopo il 2020 e che le installazioni più efficienti non si trovino a fronteggiare costi aggiuntivi. In particolare EUROCHAMBRES sottolinea la necessità che le installazioni più funzionali ricevano il 100% dei certificati richiesti senza spese e senza successive riduzioni. Per permettere ciò, gli effetti nocivi del fattore di correzione a sezione trasversale (CSCF) devono attenuarsi. Una debolezza del sistema, a cui bisogna far fronte, secondo EUROCHAMBRES, è dovuta sicuramente all’uso di un’allocazione non dinamica delle indennità che disincentiva la crescita e utilizza dati non aggiornati né in linea con i target europei di industrializzazione.

In secondo luogo è utile una valutazione orientata alla realtà. EUROCHAMBRES considera i parametri come fondamentali incentivi per ridurre le emissioni di CO2, tuttavia questi devono riflettere i cicli tecnologici reali nei settori specifici ed essere tecnicamente fattibili ed economicamente realizzabili. Quindi si propone di basare i parametri sulle emissioni reali del 10-15% dei migliori esecutori e di aggiornarli all’inizio di ogni periodo commerciale. Tutta la revisione deve essere trasparente e deve essere evitato un eccessivo carico amministrativo per quanto concerne la raccolta e la verifica dei dati. Un terzo emendamento, proposto dalle Camere, riguarda la protezione robusta e a lungo termine contro le emissioni di carbonio. A tal proposito EUROCHAMBRES suggerisce sia che siano messe a disposizione delle linee guida in materia, e inoltre   che il principio di parità di trattamento nella protezione dei commerci dai costi diretti e indiretti del carbonio debba applicarsi in tutti gli Stati membri, evitando distorsioni competitive.

Con riferimento ai meccanismi compensativi per il settore dell’energia, EUROCHAMBRES suggerisce di utilizzare i redditi da emissioni per trasformare i costi del settore dell’energia in maniera efficiente, impedendo altresì che tali meccanismi conducano ad una distorsione della concorrenza all’interno dell’UE. Le Camere, infine, dopo aver richiesto alla Commissione di dedicare una parte più consistente del bilancio alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione, accolgono favorevolmente l’intenzione dell’Esecutivo di estendere la portata del NER 300, un programma che sostiene il 50% dei c.d. “costi pertinenti” di un progetto richiesti per l’applicazione di una tecnologia CCS (a basso tenore di carbonio). Tutti questi strumenti permettono di creare un ambiente aziendale efficiente e a basso utilizzo di carbonio e genereranno in futuro sostanziali benefici per il clima. EUROCHAMBRES invita perciò i co-legislatori ad assicurare un equilibrio fra gli aspetti ambientali ed economici, emendando la proposta della Commissione nei prossimi mesi.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Giugno 2016 10:36 )