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La posizione di EUROCHAMBRES sulla proposta di modifica della direttiva sul distacco dei lavoratori

EUROCHAMBRES ha pubblicato un position paper in risposta alla proposta della Commissione europea di modifica della direttiva sul distacco dei lavoratori presentata l’8 marzo 2016, il cui obiettivo è quello di  migliorare il Mercato interno ed il Piano di Investimenti per l’Europa, di lanciare la piattaforma riguardante il lavoro in nero e l’imminente pacchetto sui trasporti e la direttiva sulla trasparenza. A tal fine, la proposta di revisione intende sostituire l’obbligo esistente di garantire ad un lavoratore distaccato un salario minimo con l’obbligo di fornire una remunerazione che sia conforme alle condizioni generali ed alle norme del Paese ospitante.

Date le differenti e le numerose componenti relative alla remunerazione, ogni Paese dovrà specificare quale di queste sarà un elemento obbligatorio della retribuzione dei lavoratori distaccati; la loro conformità dipenderà dalla trasparenza della pubblicazione di queste regole effettuata dal Paese ospitante. La revisione prevede inoltre una clausola secondo la quale nel caso in cui la durata del distacco sia superiore ai 24 mesi sono applicate le condizioni stabilite dal diritto del lavoro degli Stati membri ospitanti. Al riguardo, EUROCHAMBRES ha dichiarato di essere contraria alla proposta di revisione in quanto vi è il rischio di dar vita a situazioni incerte dal punto di vista giuridico e non in linea con un regolamento del 2004 secondo il quale la sicurezza sociale dello Stato Membro in cui il lavoratore è distaccato diventa applicabile dopo 24 mesi, a meno che non  sia diversamente concordato tra le rispettive amministrazioni.

Secondo EUROCHAMBRES, inoltre, tale proposta di revisione non risulta essere necessaria in quanto è già sufficiente l’attuale livello di protezione basato sulla legislazione sociale europea e sottolinea come invece sarebbe meglio assicurare un maggiore controllo del lavoro in nero e rafforzare la direttiva sul distacco dei lavoratori a livello nazionale. Al riguardo, le esistenti problematiche relative all’implementazione della direttiva sul distacco dei lavoratori, quali l’inefficace cooperazione amministrativa tra gli uffici di ispezione del lavoro degli Stati Membri, l’insufficiente condivisione di informazioni e i bassi livelli di applicazione delle norme esistenti, dovrebbero avere priorità nella direttiva relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi del 2014, la quale dovrà essere recepita negli ordinamenti nazionali entro il 18 giugno 2016.  La Commissione inoltre - afferma EUROCHAMBRES - non ha presentato alcun dato che sia capace di dimostrare che la libera circolazione dei servizi, regolata dalle norme vigenti sul distacco, abbia effettivamente portato ad una riduzione dei salari dei lavoratori locali o abbia causato la loro disoccupazione e, nella valutazione di impatto allegata, non è presente un’analisi approfondita degli effetti della proposta sia per quanto concerne la fornitura transfrontaliera di servizi nei diversi settori sia rispetto all’intero mercato interno, essendo essa focalizzata  invece soltanto sull’analisi di impatto sui mercati del lavoro dei Paesi ospitanti.

EUROCHAMBRES, oltre a temere la definizione di nuove barriere ed ostacoli al Mercato unico causate dall’aumento dei costi e dall’incertezza giuridica che le imprese che distaccano i lavoratori dovranno affrontare, evidenzia come tali cambiamenti potranno aumentare gli oneri amministrativi e causare perdite dei posti di lavoro, nonché fornire incentivi e opportunità per aggirare le nuove disposizioni restrittive attraverso il lavoro sommerso ed il falso lavoro autonomo.

Per tali ragioni, EUROCHAMBRES ha esortato la Commissione europea a riesaminare tali proposte, a ritirarle dal programma di lavoro e ad analizzare con attenzione i risultati futuri dell’implementazione della sopracitata direttiva del 2014 prima di intraprendere qualsiasi altra azione.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 13 Febbraio 2017 11:44 )