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Le nuove competenze professionali

La gravità della crisi finanziaria ha reso particolarmente difficile prevedere l'evoluzione dell'economia mondiale:  per garantire la ripresa europea appare tuttavia essenziale rafforzare il capitale umano e l'occupabilità attraverso un miglioramento delle competenze, in modo da assicurare una migliore corrispondenza fra le competenze offerte e la domanda del mercato del lavoro. Per questo da oltre due anni la Commissione, attraverso il lavoro portato avanti dalla Direzione Generale Occupazione, affari sociali e pari opportunità, ha varato un'iniziativa europea di sostegno all'occupazione di ampia portata.

Obiettivi

Il potenziamento delle competenze professionali ed un migliore abbinamento tra le abilità professionali e le necessità del mercato del lavoro potranno contribuire alla ripresa economica e alla strategia per la crescita e l'occupazione. Ciò richiederà politiche più efficaci nel campo dell'istruzione e della formazione e di una modernizzazione dei mercati del lavoro.

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Iter normativo

Sul tema delle competenze professionali, la Commissione europea ha adottato nel dicembre del 2008 una comunicazione volta a migliorare, sia su scala europea che su scala nazionale, la capacità di previsione e di anticipazione delle competenze richieste da parte dei cittadini e delle imprese. Intitolata Competenze nuove per lavori nuovi, la comunicazione presenta proposte per garantire la riduzione del gap tra l'offerta e la domanda di lavoro e modalità che permettano di analizzare e prevedere più efficacemente le competenze che saranno necessarie nel mercato del lavoro del futuro. Infatti, la trasformazione verso un’economia caratterizzata da basse emissioni di gas carbonici e la crescente importanza dell'economia della conoscenza, con particolare riferimento alla diffusione delle TIC (Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione) e delle nanotecnologie, presenta un grande potenziale per la creazione di posti di lavoro sostenibili. L’acquisizione di nuove abilità per poter sfruttare appieno la capacità di ripresa dall’attuale crisi economica, costituisce, quindi, una priorità per l’Unione europea e per le autorità pubbliche nazionali, per i soggetti che garantiscono l’istruzione e la formazione, per le imprese, per i lavoratori e per gli studenti.

Queste, in sintesi, le valutazioni riportate nel documento della Commissione:

  • nel medio e nel lungo termine, esiste in Europa un potenziale per la creazione di nuovi posti di lavoro;
  • da qui al 2020, si prevede un aumento significativo del fabbisogno di capacità professionali, altamente specializzate e qualificate;
  • vi è la necessità di garantire un’efficace corrispondenza tra l’offerta di competenze e la domanda del mercato del lavoro.

A seguito dell’iniziativa Competenze nuove per lavori nuovi, è stata presentata nel febbraio 2010 la relazione del gruppo di esperti indipendenti, istituito nel marzo 2009, contenente una serie di raccomandazioni, volte a:

  • implementare la capacità di anticipare i futuri bisogni di competenze del mercato del lavoro;
  • sviluppare strumenti di misurazione rispetto agli squilibri strutturali;
  • coinvolgere i potenziali stakeholders (imprenditori, istituzioni scolastiche ed universitarie, lavoratori ecc.) anche attraverso la creazione di Consigli europei settoriali;
  • sviluppare sistemi di monitoraggio dei fabbisogni lavorativi in Europa anche instaurando delle connessioni con le politiche migratorie.

Inoltre, sono stati presentati due studi condotti dal Centro Europeo per la Formazione Professionale (CEDEFOP): il primo - Future skill needs in Europe. Medium-term forecast - fornisce una previsione, riferita ad ogni Stato dell’UE, sull’occupazione ed il fabbisogno di competenze in Europa fino al 2015, che mostra un incremento occupazionale per i lavoratori altamente qualificati a svantaggio dei lavoratori meno qualificati; il secondo - Future skill supply in Europe. Medium-term forecast up to 2020 - presenta i risultati del progetto pilota di Cedefop avente l’obiettivo di fornire previsioni sulla disponibilità di differenti competenze in Europa fino al 2020, le quali confermano, per quasi tutti i Paesi Ue, un sostanziale aumento della richiesta di lavoratori dotati di specializzazioni medio - alte.

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Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES ha manifestato, nel dicembre 2010, il proprio scetticismo sulla comunicazione della Commissione europea Agenda for new skills and jobs, avente come oggetto il raggiungimento del target del 75% dei cittadini occupati all’interno dell’Unione europea entro il 2020. Se da una parte il documento individua in maniera corretta diversi settori in cui gli Stati membri devono affrettarsi, come la riforma dei sistemi di previdenza sociale, il riconoscimento delle competenze acquisite al di fuori dell’istruzione tradizionale e gli incentivi per la creazione di nuove forme di lavoro, dall’altra, tuttavia, pare non identificare nel modo migliore le cause della disoccupazione.
Nel campo della flessicurezza, ad esempio, viene vista con perplessità l’idea di esplorare “un unico modello di contratto di lavoro a tempo indeterminato che porti ad un aumento graduale della tutela del lavoro fino a raggiungere il livello attuale garantito dai contratti a tempo indeterminato”. Ciò, infatti, non farebbe altro che rinforzare la rigidità del mercato del lavoro in quegli Stati dotati di una normativa eccessivamente restrittiva nei riguardi dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato.

La comunicazione propone nuovi strumenti per favorire l’inserimento dei cittadini europei nel mondo del lavoro e per risolvere la questione dell’insufficienza delle competenze. Eurochambres ritiene, tuttavia, che la Commissione dovrebbe concentrarsi sulle motivazioni per le quali gli strumenti vigenti in materia non abbiano raggiunto l’obiettivo prefisso.

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I programmi europei di finanziamento

L’Unione europea finanzia la formazione professionale dei suoi cittadini attraverso il programma di apprendimento permanente Lifelong Learning con l’obiettivo di creare nuovi e maggiori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale, incentivando gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione nell’ UE in modo che essi diventino un punto di riferimento di qualità a livello mondiale.

Troverete maggiori informazioni nella sezione Monitoraggio bandi di gara del sito.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:53 )