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Il passaporto elettronico

Rappresentando oltre il 70% di tutta l'attività economica nell'Unione europea, con un'incidenza simile avviene nell'ambito dell'occupazione, i servizi sono cruciali per il Mercato unico. Tuttavia, nonostante i miglioramenti apportati dalla Direttiva sui Servizi (Direttiva 2006/123/CE) e dalla Direttiva sulle qualifiche professionali (Direttiva 2005/36/CE), imprese e professionisti incontrano ancora troppe difficoltà nell’operare oltre i confini nazionali. Di conseguenza, nel maggio 2016, la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica rispetto ad una possibile proposta volta a introdurre un passaporto servizi, per affrontare gli ostacoli normativi presente sopratutto in alcuni settori: costruzioni, servizi alle imprese e assicurazioni.

Obiettivi

Gli obiettivi principali riguardano la semplificazione delle procedure amministrative: infatti, secondo varie ricerche l'83% delle imprese, ed in particolare le PMI, dichiarano che gli attuali procedimenti rappresentano un ostacolo per lo sviluppo del loro business. In particolare, le aziende sono costrette a presentare differenti documentazioni nel Paese d'origine e in quello ospitante senza alcuna interazione fra le rispettive amministrazioni: ciò comporta maggiori costi, controlli non allineati e un eccessiva perdita di tempo.

Iter normativo

Sebbene l'obiettivo della consultazione sia quello di fornire maggiori spunti per la futura proposta legislativa che dovrebbe essere pubblicata entro la fine del 2016, la Commissione ha divulgato alcune caratteristiche fondamentali del nuovo strumento. Il passaporto servizi è concepito come un'unica e comune procedura elettronica con chiare e definite scadenze, sulla base del Sistema d'Informazione del mercato interno(IMI), che permetterà di semplificare lo sviluppo dei businesses a livello transnazionale. Attraverso l'introduzione del passaporto per i servizi, ogni Stato membro potrà rilasciare potrà certificare che un’impresa possiede tutti i requisiti necessari per operare in un altro Stato membro. In linea con il principio once only, il passaporto eliminerà la possibilità per un'impresa di ricevere da parte di un altro Stato membro richieste di informazioni e documenti già forniti allo Stato Membro di appartenenza, attraverso la creazione di un archivio elettronico comune a livello europeo e moduli di notifica armonizzati in cui le traduzioni avverrebbero automaticamente. Lo strumento, inoltre, favorirà l’espansione dell'attività economica a livello transfrontaliero, migliorando le relazioni tra Stati membri in un’ottica di trasparenza e di realizzazione di un Mercato unico dei servizi. Tale mezzo potrà inoltre essere utile a contenere altre tipologie di informazioni o dati a fini fiscali, previdenziali o assicurativi permettendo, in tal modo, sia una maggior trasparenza sia un alleggerimento a livello burocratico. La verifica della correttezza e veridicità delle informazioni, oltre che della notifica al Paese ospitante, sarà onere dello Stato d'origine. Ciò nonostante, il Paese ospitante ha il diritto di verificare la conformità con i proprio requisiti nazionali ed imporre delle tutele in linea con la legislazione europea.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:32 )