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Tracciabilità e sicurezza alimentare

La libera circolazione di alimenti sicuri e sani è un aspetto fondamentale del mercato interno e contribuisce in maniera significativa alla salute e al benessere dei cittadini, nonché ai loro interessi sociali ed economici. Rendere l’Unione europea un luogo più sano e più sicuro è la missione della Direzione Generale Salute e sicurezza alimentare della Commissione europea.

Obiettivi

La politica perseguita dalla Commissione europea negli ultimi anni rispetto alle problematiche connesse alla filiera alimentare si è sviluppata sostanzialmente in tre direzioni volte a:

  • migliorare il funzionamento della filiera alimentare in Europa, ossia porre rimedio ai problemi identificati nel corso del monitoraggio del mercato alimentare al fine di favorire la crescita e la competitività futura nel settore agroalimentare europeo, affrontare l'impatto della globalizzazione e coglierne le opportunità;
  • modernizzare, semplificare e chiarire la legislazione sull'etichettatura UE e correggere alcune regole in modo da adattarle ai bisogni dei consumatori;
  • rafforzare l'applicazione dei controlli relativi alla sicurezza dei prodotti attualmente in vigore nell'UE, anche attraverso lo sviluppo di una politica per la salute degli animali che meglio garantisca  la salute pubblica e sostenga l’allevamento e l’economia rurale.

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Iter normativo

Rispetto alla filiera alimentare, la Commissione europea è stata impegnata sinora in due principali attività. In particolare, nel 2008 è stato costituito un gruppo di alto livello sulla competitività dell'industria agroalimentare che ha provveduto a redigere nel 2009 una relazione contenente trenta raccomandazioni ed una tabella di marcia di iniziative chiave per dare impulso all'industria agroalimentare europea. Al fine di controllare gli sviluppi delle raccomandazioni, il Commissario Tajani ha deciso di istituire il 30 luglio 2010 un nuovo gruppo di esperti con competenze ampliate, sotto forma di un Forum di alto livello per un migliore funzionamento della filiera alimentare. Il Forum assiste la Commissione nell'elaborazione della politica industriale nel settore agroalimentare.
In secondo luogo, la Commissione ha adottato, nell’ottobre 2009, una comunicazione ("Migliorare il funzionamento della filiera alimentare in Europa") che si articola in dieci iniziative politiche finalizzate a porre rimedio ai problemi identificati nel corso del monitoraggio del mercato alimentare.  Sulla base di esso, il Consiglio ha adottato  nel marzo 2010 un documento che si concentra su cinque priorità da perseguire al fine di migliorare il funzionamento della filiera alimentare:

  • migliorare la struttura e consolidare il settore agroalimentare, ad esempio integrando i produttori agricoli e le PMI del settore della trasformazione ad altri anelli della filiera alimentare;
  • lottare contro le pratiche commerciali sleali, attuando dei controlli più rigorosi;
  • incoraggiare le iniziative di autoregolamentazione, come i contratti standard e l’adozione di buone pratiche commerciali;
  • stabilire un equilibrio tra politica agricola e regole della politica della concorrenza;
  • aumentare la trasparenza, sviluppando il controllo e la formazioni dei prezzi.

Quanto all’etichettatura dei prodotti alimentari, il Parlamento e il Consiglio dell’UE hanno adottato, il 25 ottobre 2011, il regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che sostituisce i precedenti regolamenti comunitari in materia. Con questa normativa, entrata in vigore il 13 dicembre 2014, l’UE vuole migliorare l’informazione e la tutela del consumatore, semplificando la legislazione sull’etichettatura. Essa si applicherà agli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della filiera produttiva e a tutti gli alimenti destinati al consumatore finale. In particolare, il regolamento stabilisce le informazioni obbligatorie che devono necessariamente essere presenti in etichetta (es. identità, composizione, indicazione del Paese di origine dell’alimento) e quelle facoltative che, se indicate, non possono occupare lo spazio disponibile per le informazioni obbligatorie. Tuttavia, le norme in materia di etichettatura obbligatoria, indicanti i valori nutrizionali per i prodotti alimentari trasformati, si applicheranno solo a partire dal 13 dicembre 2016.

Rispetto alle problematiche connesse alla sicurezza alimentare, la Commissione europea ha adottato invece una nuova strategia per la salute degli animali nell’Unione europea, “Prevenire è meglio che curare”, che prevede un ambizioso programma di lavoro della durata di 6 anni (2007/2013) e comprende azioni concrete dirette a ottenere risultati chiari. Dei quattro pilastri/obiettivi su cui è costruita anche l’agenda dell'apposito Gruppo di lavoro consultivo per la catena alimentare e per la salute animale e vegetale (di cui fa parte il Presidente della Camera di Commercio di Parma, Andrea Zanlari, a nome di Eurochambres) si ricorda quello volto al miglioramento della prevenzione, del controllo e della capacità di gestire le crisi, all’interno del quale si pone la questione ”identificazione e tracciabilità”.
Obiettivi finali sono:
• definizione del sistema TRACES (sistema veterinario integrato web-based che collega tra di loro le autorità veterinarie competenti e gli stessi operatori commerciali in tutti gli Stati membri) come portale unico per tutte le questioni veterinarie;
• interoperabilità di basi di dati nazionali relative all’identificazione degli animali. Introduzione di procedure elettroniche (a lungo termine);
• realizzazione di uno studio di fattibilità sull’introduzione di un sistema di identificazione elettronico (con particolare attenzione rivolta ai ruminanti) sia su base volontaria che obbligatoria;
• introduzione della certificazione elettronica per sostituire la certificazione cartacea per quanto riguarda gli spostamenti degli animali vivi (scambi intracomunitari e importazioni).
• realizzazione di un sistema integrato elettronico più ampio, con una base di dati unificata che comprenda tutti gli elementi dell’attuale sistema per quanto riguarda la certificazione, l’identificazione e la situazione di salute e benessere degli animali.

In quest’ambito, nel maggio 2013, la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento con la quale intende rafforzare l'applicazione delle norme di salute e sicurezza per tutta la filiera agroalimentare. Il pacchetto di misure proposte, che è stato approvato dal Parlamento europeo il 15 aprile 2014, prevede un approccio modernizzato e semplificato per la protezione della salute e strumenti di controllo più efficaci per garantire l'effettiva applicazione della legislazione in materia. Parallelamente, nel giugno 2013, la Commissione ha presentato un'altra proposta di regolamento, approvata dalla plenaria del Parlamento europeo il 2 aprile 2014, con cui si mira a conformare ed unificare il quadro finanziario per la gestione delle spese relative alla filiera alimentare, alla salute e al benessere degli animali, alla sanità delle piante e al materiale riproduttivo vegetale. In particolare, l'obiettivo del regolamento è quello di sostenere finanziariamente gli interventi dell'Unione e degli Stati membri volti a garantire un elevato livello di protezione della salute dell'uomo, degli animali e delle piante lungo l'intera filiera alimentare, nonché un elevato livello di protezione e di informazione dei consumatori dei prodotti di tali filiera.

Nello stesso mese di giugno 2013, la Commissione europea ha pubblicato la relazione annuale sul Sistema di allarme rapido europeo per alimenti e mangimi (Europe’s Rapid Alert System for Food and Feed - RASFF), un importantissimo strumento informatico che semplifica il flusso transfrontaliero di informazioni tra le autorità nazionali preposte alla sicurezza alimentare e dà ai cittadini europei un elevato livello di sicurezza alimentare. La relazione rivela che nel 2012 quasi il 50% delle notifiche ha riguardato il respingimento alle frontiere della UE di alimenti e mangimi che presentavano rischi per la sicurezza alimentare.  In particolare, le notifiche RASFF hanno raggiunto un totale di 8 797, in diminuzione del 3,9% rispetto al 2011. Di queste, 3 516 sono notifiche originali (40%) e 5 281 sono notifiche di follow-up (60%). Da queste cifre emerge una contrazione delle notifiche originali del 7,8% contro una delle notifiche di follow-up dell’1,2%. 526 notifiche di allarme in tutto hanno riguardato rischi gravi riscontrati in prodotti sul mercato: ciò rappresenta un calo del 14% rispetto al 2011.

Si ricorda, infine, che in risposta al crescente fenomeno delle frodi alimentari, il Parlamento europeo ha approvato, il 14 gennaio 2014, una risoluzione di iniziativa con la quale ha chiesto alla Commissione di sviluppare una definizione uniforme di frode alimentare ed ha sottolineato l’importanza di un miglioramento della legislazione europea in tema di etichettatura, in particolare rispetto all’indicazione di origine. Inoltre, gli europarlamentari hanno accolto favorevolmente la proposta della Commissione di aumentare le sanzioni, sebbene ritengano che esse dovrebbero essere rese ancora più aspre, soprattutto in caso di recidiva o in presenza di circostanze particolarmente gravi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Luglio 2016 13:37 )