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La politica europea della qualità

Il settore agroalimentare dell’UE, di competenza della Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo rurale della Commissione, gode di una reputazione di alta qualità grazie a investimenti di innovazione e di dedizione all’eccellenza: queste caratteristiche permettono alle nostre produzioni di potersi presentare con successo sui mercati internazionali.

Obiettivi

La finalità della politica di qualità condotta dall’Unione europea è quella di proteggere i consumatori nei confronti di dichiarazioni fuorvianti dei produttori agroalimentari circa l’autenticità dei loro prodotti.

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Iter normativo

La legislazione comunitaria stabilisce requisiti rigorosi che garantiscono il raggiungimento di elevati standard di tutti i prodotti europei. In aggiunta, l'UE ha sviluppo dei sistemi di qualità che identificano quei prodotti alimentari che rispondono a più specifiche caratteristiche. In quest'ambito, il 10 dicembre 2010 la Commissione europea ha adottato il Pacchetto Qualità dei prodotti agricoli, un insieme di misure che riguarda la sicurezza alimentare, la certificazione e la genuinità dei prodotti agricoli. Questo corpus normativo è il risultato diretto di un percorso di approfondimento durato alcuni anni,  comprendente la pubblicazione del Libro verde sulla qualità (2008) e la Comunicazione sulla politica di qualità dei prodotti agricoli (2009). Nel pacchetto, che mira dichiaratamente a modernizzare gli strumenti vigenti in tema di politica di qualità e a fornire ai consumatori maggiori informazioni sui prodotti, sono contenuti diversi provvedimenti:

Il regolamento sui regimi di qualità applicabili ai prodotti agricoli, adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio alla fine del 2012, prevede il rafforzamento del regime di riferimento per le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche protette (DOP e IGP), la revisione del regime per le specialità tradizionali garantite (STG) e la costituzione di un unico quadro a favore di indicazioni facoltative di qualità.

Ciò permetterà dunque di ottenere un regime semplificato per i sistemi DOP, IGP e STG, sotto un unico strumento ed un quadro di riferimento più solido per la promozione e la protezione dei prodotti agricoli di qualità.
Rispetto ai DOP e IGP (esclusi vini, vini aromatizzati e spiriti), le iniziative chiave che concorrono a rafforzare e semplificare i sistemi sono:
- il riconoscimento dei ruoli e delle responsabilità dei gruppi che fanno domanda di registrazione dei nomi, relativamente al monitoraggio, alla promozione ed alla comunicazione;
- il rafforzamento e la chiarificazione del livello di protezione dei nomi registrati e dei simboli comuni europei;
- lo snellimento delle procedure per la registrazione dei nomi.
E' stato quantificato in 30 anni il tempo necessario affinché un prodotto possa essere considerato tradizionale secondo la definizione di Specialità tradizionali garantite (STG), dal momento che alcuni Stati membri avrebbero difficoltà nel giustificare il requisito di 50 anni, originariamente proposto dalla Commissione.
Infine il regolamento introduce tra i termini facoltativi quello di “prodotto di montagna” e impegna la Commissione a presentare, entro 12 mesi dall’entrata in vigore del regolamento, uno studio sulla possibilità di introdurre il nuovo termine facoltativo “prodotto delle isole”.

Lo scopo della seconda proposta, invece, è quello di consentire alla Commissione di modificare con maggior facilità le norme di commercializzazione e le regole di etichettatura d’origine, puntando, per il futuro, anche ad una razionalizzazione delle norme settoriali di commercializzazione attualmente in corso. La Commissione propone, inoltre, di inserire in etichetta l’indicazione del luogo di produzione, salvaguardando peraltro la specificità di alcuni settori, soprattutto nel caso dei prodotti agricoli trasformati.
È da segnalare, inoltre, la proposta di introduzione della nuova menzione prodotto di montagna, a tutela di una specifica area di origine dei prodotti. Ulteriore testimonianza, infine, del carattere innovativo di questa iniziativa è la proposta di costituire un unico comitato per la politica della qualità per tutti i regimi, in sostituzione dei due comitati attuali, competenti rispettivamente in materia di denominazioni di origine e indicazioni geografiche e di specialità tradizionali garantite. La Commissione AGRI del Parlamento europeo ha adottato, nel luglio 2011, un progetto di relazione in merito, con cui sostiene che si debba raggiungere una maggiore chiarezza ed un quadro di riferimento europeo più completo, inserendo tutte le norme di commercializzazione, obbligatorie o facoltative, e garantendo così maggiore chiarezza e semplificazione agli operatori e ai consumatori.

La Commissione europea ha inoltre pubblicato il 1° febbraio 2013 uno studio sull’uso del “marchio per i prodotti agricoli ed alimentari di montagna”. Secondo il documento, il 65% dei consumatori europei ha una percezione positiva dei prodotti di montagna, che vengono infatti collegati a tradizione, autenticità, semplicità e produzione su piccola scala. Tuttavia, questa popolarità può comportare un cattivo utilizzo del termine “prodotto di montagna” nella commercializzazione dei prodotti agricoli.
Lo studio descrive i sistemi esistenti nei vari Stati Membri ed esplora l’opzione di regolamentare meglio l’uso del termine “prodotto di montagna” attualmente incluso nel nuovo regime di qualità, entrato in vigore il 3 gennaio 2013. Il regolamento in questione fissa infatti le condizioni per l’uso del termine e dà facoltà alla Commissione di prevedere regole pratiche.

Per promuovere la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici in Europa, il 24 marzo 2014 la Commissione ha pubblicato una proposta di regolamento al fine di aggiornare la normativa esistente in materia. La proposta si pone l’obiettivo di facilitare il passaggio degli agricoltori alla produzione di prodotti biologici, armonizzando le norme dell’UE e riducendo gli oneri amministrativi a carico degli agricoltori. In quest’ambito, è stato altresì’ pubblicato un Piano d’azione per aiutare gli agricoltori ad adeguarsi alla proposta di riforma.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:49 )