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La politica energetica europea

La maggior parte delle fonti di energia attualmente in uso in Europa proviene da Paesi extra UE e si basa sui combustibili fossili che, oltre a rappresentare una risorsa limitata, producono emissioni altamente inquinanti. Pertanto, nel 2007, l’UE, attraverso il contributo della Direzione Generale per l’Energia della Commissione europea, ha adottato una nuova politica energetica basata su fonti rinnovabili ed ecosostenibili.

Obiettivi

La politica energetica di questi ultimi anni punta ad aumento dell’efficienza energetica europea, che consenta un approvvigionamento a lungo termine e aiuti a ridurre il surriscaldamento globale.

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Iter normativo

Nel dicembre 2008 i leader UE si sono incontrati per attuare una vasta riforma della politica energetica europea e hanno messo a punto un pacchetto di misure volte ad ottenere, entro il 2020, un abbattimento delle emissioni di gas serra pari al 20% e il potenziamento della rete energetica in vista del passaggio a fonti di energia rinnovabili. Sono state inoltre programmate riforme infrastrutturali volte a rendere l’UE sempre più autonoma dai Paesi fornitori di energia. Tra queste figura, in particolare, la creazione di un corridoio che, partendo dal Mar Caspio e passando attraverso la Turchia, trasporti il gas fino all’Europa.

Oltre ad aver adottato un rinnovato approccio al tema dell’energia, nel 2009 l’UE ha lanciato un programma per finanziare progetti di supporto alla nuova politica. Il regolamento 663 del 2009 istituisce, infatti, un Programma Energetico Europeo per la Ripresa (European Energy Programme for Recovery - EEPR) che, con un budget complessivo di 3980 milioni di euro, finanzia progetti in tre settori principali: infrastrutture per il gas e l’energia elettrica, energia eolica in mare, cattura e stoccaggio del carbonio.

Per valutare lo stato di attuazione dell’EEPR, nell’aprile 2010 la Commissione europea ha pubblicato una relazione che mette in evidenza il buon esito dell’iniziativa. Nonostante la crisi finanziaria, si è infatti raggiunto l’obiettivo di finanziare in poco tempo numerosi progetti di qualità, accelerando nel contempo gli investimenti nelle infrastrutture.

Sempre nel 2010, la Commissione europea ha adottato una comunicazione sul futuro della politica energetica - Energia 2020 che definisce cinque obiettivi strategici per i dieci anni successivi:

  • il raggiungimento dell’efficienza energetica nell’UE;
  • la garanzia di alti livelli di sicurezza;
  • il consolidamento della leadership europea nel campo delle tecnologie energetiche;
  • il rafforzamento della dimensione esterna nel settore energetico;
  • il completamento del mercato interno dell’energia entro il 2015, come ribadito dalla relativa comunicazione del novembre 2012.

In relazione a quest'ultima tematica, il Consiglio dell'Unione europea ha adottato, il 7 giugno 2013, le conclusioni sul miglior funzionamento del mercato interno dell'energia, con le quali ha invitato la Commissione a procedere con l'attuazione delle azioni indicate nelle conclusioni stesse ed a presentare relazioni periodiche agli organi del Consiglio. Da parte sua, il Parlamento europeo ha adottato, il 10 settembre 2013, una risoluzione con la quale ha invitato la Commissione a compiere ulteriori sforzi per stimolare la diffusione di tecnologie di stoccaggio dell'energia e per incoraggiare quegli investimenti nelle infrastrutture che siano in grado di favorire l'innovazione senza ostacolare il funzionamento del mercato interno. Inoltre, gli eurodeputati hanno sottolineato l’importanza del Meccanismo per collegare l'Europa, pur deplorando che il bilancio per la componente "Energia" sia esiguo rispetto alla proposta della Commissione.

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Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES ritiene che il punto di partenza per azioni future nel settore dell’efficienza energetica sia un minor consumo di energia (e quindi livelli inferiori di emissioni di gas serra) per unità di prodotti e non in termini assoluti. L’esigenza delle PMI europee, infatti, è essere informate su come tagliare i consumi nella catena produttiva senza vincoli normativi relativi a livelli assoluti di sfruttamento energetico: nello scenario comunitario ciò si tradurrebbe in una limitazione della crescita economica. Gli investitori e i consumatori devono percepire che l’obiettivo di efficienza energetica combina due elementi chiave per la ripresa economica dell’Unione: riduzione dei costi e lotta al cambiamento climatico. Le Camere di Commercio svolgeranno nel suddetto processo la funzione di promuovere la diffusione d’informazioni sul tema energetico tra le PMI e la creazione di reti di mercato tra attori economici. A tal fine le infrastrutture energetiche europee (in particolare la rete elettrica) devono essere compatibili con le sfide del futuro: sono necessari investimenti importanti per assicurare approvvigionamento energetico e competitività a livello trans europeo e un adeguato sistema normativo che deve incoraggiare i gestori a cogliere le carenze attuali delle reti presenti e valutare la necessità di nuove infrastrutture per assecondare la crescente domanda di energia.

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I programmi europei di finanziamento

Rispetto alla programmazione 2014-2020, l'implementazione della politica energetica sarà finanziata dal programma Horizon 2020 e dai Fondi strutturali. Per maggiori informazioni sulle possibilità di finanziamento si rimanda alla sezione Monitoraggio bandi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:49 )