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La rete transeuropea dei trasporti

Nell’ambito della vasta politica europea dei trasporti, gestita principalmente dalla Direzione Generale per la Mobilità e i Trasporti della Commissione europea, l’Unione europea sta portando avanti efficacemente il programma di sviluppo di una rete transeuropea di trasporto. La cosiddetta TEN-T, che deve consentire alle persone e alle merci di circolare rapidamente e con facilità fra gli Stati membri e garantire buoni collegamenti internazionali, dà infatti un contributo fondamentale alla costruzione dei collegamenti mancanti o all’eliminazione delle strozzature nella nostra struttura di trasporto perché crea una rete unica, multimodale, che integra in modo efficiente le reti di trasporto terrestre, marittimo e aereo di tutta la UE.

Obiettivi

Gli obiettivi della rete transeuropea di trasporti sono quelli di garantire la mobilità delle persone e dei beni, offrire agli utenti infrastrutture di qualità, sfruttare l'insieme dei modi di trasporto, essere economicamente sostenibile, servire l'insieme dell’Unione europea, essere estesa agli Stati membri dell'Associazione europea di libero scambio, ai Paesi dell'Europa centrale e orientale e ai Paesi mediterranei.

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Iter normativo

Nel dicembre 2013 è stato adottato il regolamento sugli orientamenti per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, facente parte della più ampia iniziativa Connecting Europe, al fine di garantire una mobilità più sicura e meno congestionata e spostamenti più agevoli e rapidi.
L’obiettivo è istituire una rete centrale di trasporto (TEN-T), da realizzare entro il 2030, che costruisca i collegamenti transfrontalieri mancanti, elimini le strozzature, ammoderni le infrastrutture, e snellisca le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri ed imprese in tutta l'Unione europea, migliorando i collegamenti intermodali e contribuendo agli obiettivi dell'UE in materia di cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 dei trasporti.
Il finanziamento previsto è pari a circa 26,25 miliardi di euro, di cui 11,3 miliardi sono destinati al Fondo di coesione per essere spesi esclusivamente dagli Stati membri che ne possono beneficiare.

Per la realizzazione di tale rete saranno creati nove corridoi principali di trasporto, che devono includere tre modi di trasporto, tre Stati membri e due sezioni transfrontaliere:
Baltico-Adriatico (che attraverserà la regione delle Alpi orientali e l’Italia nord-orientale),
- Mare del Nord-Mar Baltico,
Mediterraneo (passando per l’Italia settentrionale da Ovest a Est),
- orientale-Mediterraneo orientale,
scandinavo-mediterraneo (dal Trentino-Alto Adige fino alla Puglia ed alla Sicilia),
Reno-Alpi (che passa attraverso la Svizzera e termina a Genova),
- Atlantico,
- Mare del Nord-Mar Mediterraneo,
- Reno-Danubio.
I progetti selezionati che rientrano nello sviluppo dei corridoi europei saranno finanziati dal programma in maniera prioritaria.

Da parte sua, il Consiglio ha adottato, il 3 dicembre 2014, le conclusioni sulle infrastrutture dei trasporti e sulla rete transeuropea (TEN-T), con le quali i ministri sottolineano l'importanza degli investimenti quale volano per la crescita e la competitività, e sostengono l'importanza degli strumenti finanziari, i quali sono in grado di attrarre capitali di investimento per portare dei benefici economici e strutturali a tutti gli Stati membri. In quest’ottica, si ricorda l’importanza della norma che permette di combinare finanziamenti europei con risorse nazionali e capitali privati. Il Consiglio ha invitato pertanto la Commissione, in cooperazione con la Banca europea per gli investimenti ed altri possibili soggetti, ad avviare iniziative intese a fornire l'assistenza tecnica necessaria agli Stati membri per porre in essere progetti per le infrastrutture dei trasporti con potenziali investitori, nonché di migliorare l'attuazione del quadro giuridico in materia.

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Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES raccomanda agli Stati membri di accelerare le decisioni politiche relative ai progetti indispensabili per migliorare l’efficacia delle reti di trasporto in Europa. Inoltre rileva come la mancanza di un programma comunitario specifico di finanziamento dei progetti transeuropei condizioni il miglioramento della rete di trasporti in UE. La strada da percorrere è giusta ma ancora lunga in ottica di efficienza: i fondi europei destinati al cofinanziamento delle opere dovrebbero quindi aumentare considerevolmente.

Da parte sua BUSINESSEUROPE (l'associazione delle Confindustrie europee) ritiene che le politiche destinate alle reti TEN-T dovrebbero adottare un approccio più integrato (basato su criteri di interoperabilità) per migliorare il funzionamento del mercato interno e l'efficienza dei trasporti. La Commissione dovrebbe, inoltre, sviluppare una metodologia rigorosa per identificare e selezionare i progetti prioritari sulla base di una valutazione socio-economica. Infine, si ritiene necessario un impegno a livello europeo e nazionale per un adeguato sostegno finanziario soprattutto ai progetti di respiro transfrontaliero. In quest’ottica, il futuro delle reti TEN-T dovrebbe comprendere l'obbligo per l'UE di fornire e monitorare un Quadro di valutazione europeo per registrare i fondi impiegati e spesi da ciascun Stato membro.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:51 )