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L'e-government

In tempo di crisi economica le tecnologie dell'informazione della comunicazione (ICT) possono aiutare il settore pubblico a sviluppare strumenti innovativi per offrire servizi ai cittadini, migliorando l'efficienza e riducendo i costi.
Nonostante ciò l'e-governemnt è scarsamente sviluppato in ambito europeo e solo pochissimi cittadini si avvalgono dei servizi offerti. È per questo che l'Unione europea, tramite la Direzione Generale Reti di comunicazione, Contenuti e Tecnologie, sta portando avanti una politica volta al potenziamento dei servizi di e-government in tutto il mercato interno.

Obiettivi

Promuovere l'e-government può aiutare a migliorare la competitività dell'Europa e consentire alle autorità pubbliche di offrire servizi migliori e vantaggiosi in tempi di ristrettezze finanziarie.
L'e-signature, l'e-procurement, l'e-invoicing, le carte d'identità elettroniche e la condivisione delle informazioni del settore pubblico sono solo alcune delle misure che, una volta implementate, creeranno le condizioni per lo sviluppo di una rete di servizi transfrontalieri, utilizzabili dai cittadini e dalle imprese indipendentemente dal Paese europeo in cui si trovano.

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Iter normativo

Il 5 dicembre 2010 la Commissione europea ha varato il Piano d'azione 2011-2015 per l'e-government, un ambizioso programma basato sulla collaborazione con le autorità pubbliche degli Stati membri al fine di ampliare e perfezionare i servizi che queste offrono via internet.
Si tratta di una delle Azioni chiave dell'Agenda digitale europea, che mira a diffondere in tutta Europa i benefici delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT).
Il Piano d'Azione, alla sua seconda edizione dopo quello varato nel 2006, punta ad attuare le quattro priorità individuate dalla Dichiarazione di Malmö, resa nel corso della quinta Conferenza Interministeriale sull'E-government tenutasi nel 2009:
- maggiore partecipazione dei cittadini e delle imprese grazie a servizi di e-government strutturati sulle esigenze degli utenti: migliore accesso alle informazioni, maggiore trasparenza ed efficienza degli strumenti di coinvolgimento degli stakeholders nel processo politico;
- maggiore mobilità nel mercato interno grazie a servizi di e-government che consentano lo svolgimento di tutti i tipi di  attività, dall'avviamento di un'impresa allo svolgimento di un'esperienza di studio, in qualunque parte d'Europa;
- aumento dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa grazie a servizi di e-government che riducano gli oneri burocratici, migliorino i processi organizzativi e promuovano un'economia sostenibile e a basso consumo;
- predisposizione di strumenti chiave e condizioni legali necessari per l'attuazione delle priorità individuate.

L'obiettivo finale del Piano d'azione consiste nella transizione verso una nuova generazione di servizi e-government aperti, flessibili e ininterrotti a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Migliorando l'accesso a tali servizi, si punta poi ad aumentarne l'uso del 50% da parte dei cittadini e dell'80% da parte delle imprese.

Il Parlamento europeo ha approvato, il 20 aprile 2012, una risoluzione di iniziativa con la quale gli eurodeputati hanno affermato di sostenere il Piano di azione per l’e-government che, ritengono, rappresenti un’opportunità unica per modernizzare e ridurre i costi della Pubblica Amministrazione sia a livello nazionale che europeo. Essi, inoltre, hanno affermato che, per assicurare un efficace utilizzo dei servizi transfrontalieri di e-government, sarà necessario introdurre un quadro legislativo chiaro e coerente in tema di mutuo riconoscimento della firma digitale. Infine, i parlamentari europei si sono soffermati sia sull’e-procurement che sulla fatturazione elettronica (e-invoicing).

Si ricorda, infine, la consultazione pubblica sul nuovo Piano d'azione per l'e-Government per il periodo 2016-2020, lanciata dalla Commissione Europea il 30 ottore 2015 al fine di raccogliere i pareri dei singoli cittadini, di imprese o organizzazioni private, delle amministrazioni pubbliche locali, regionali, nazionali sulla fornitura all’interno dell'UE di servizi pubblici efficienti, efficaci e di facile accesso e utilizzo. Dopo la scadenza, fissata il 22 gennaio 2016, i risultati saranno analizzati dalla Commissione insieme con gli Stati membri e contribuiranno a definire il nuovo Piano d'azione eGovernment 2016-2020.

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Il punto di vista europeo

BUSINESSEUROPE ritiene che la Commissione europea ed i governi nazionali dovrebbero essere più ambiziosi e concentrare gli sforzi per andare oltre gli obiettivi stabiliti nel piano d'azione sull’e-government (l’utilizzo di tali servizi da parte del 50% dei cittadini e dell'80% delle imprese europee entro il 2015) ed ottenere rapidamente benefici e risparmio dei costi. L’associazione ricorda, inoltre, che l’e-government comporta per le autorità pubbliche un ripensamento dei loro processi ed un miglioramento delle strutture organizzative, favorendo una modernizzazione complessiva della Pubblica Amministrazione e permettendo ai dipendenti pubblici di acquisire competenze digitali specializzate.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:26 )