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La politica europea di vicinato

La politica europea di vicinato (PEV) offre ai Paesi vicini all'UE un rapporto privilegiato, basato su un impegno reciproco verso valori comuni quali: democrazia, diritti umani, Stato di diritto buon governo, princîpi dell'economia di mercato e sviluppo sostenibile.
La PEV coinvolge i 16 Paesi più prossimi all'UE: Algeria, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Georgia, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Moldavia, Siria, Territori Palestinesi Occupati, Tunisia e Ucraina.

Obiettivi

La politica europea di vicinato mira a consolidare i rapporti tra l'UE e i Paesi vicini ed evitare l'emergere di nuove linee di divisione, in modo da rafforzare la stabilità e la sicurezza delle relazioni.

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Iter normativo

La PEV si basa sugli accordi esistenti tra l'UE e gli altri Paesi coinvolti - Accordi di Partenariato e Cooperazione (APC) o Accordi di Associazione (AA) - e la sua attuazione è promossa congiuntamente e monitorata attraverso i comitati e sub-comitati istituiti nel quadro di tali accordi. La Commissione europea, sotto la propria responsabilità, pubblica ogni anno le relazioni sui progressi PEV.

Con ciascun partner della PEV, l’UE stabilisce un Piano di azione bilaterale che definisce un programma di riforme politiche ed economiche con priorità a breve e medio termine (da 3 a 5 anni).
Poichè con alcuni Paesi (Algeria, Bielorussia, Libia e Siria) non sono ancora stati concordati tali piani, non è possibile una piena attuazione della PEV nei loro confronti.

La PEV è completata da iniziative regionali e multilaterali di cooperazione:

  • Partenariato orientale: lanciato a Praga nel maggio 2009 aggiunge una dimensione orientale specifica alla politica di vicinato dell'UE. La necessità di prestare particolare attenzione ai Paesi localizzati ai confini orientali dell’UE è emersa in seguito ai conflitti tra Russia e Georgia e alla disputa del gas tra Russia e Ucraina. I tumulti verificatisi in Moldavia hanno poi risvegliato i timori riguardo alla stabilità nella regione. I Paesi interessati dal partenariato sono sei: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia (il cui Accordo di Associazione con l'UE è entrato in vigore il 1 luglio 2016) e Ucraina. Grazie al partenariato orientale, questi Paesi ricevono maggiori aiuti finanziari da parte dell'UE per attuare le riforme politiche ed economiche. Il loro buon esito potrebbe portare alla conclusione di accordi di associazione con l'UE, che prevedono convenzioni di libero scambio e impegni sul fronte della sicurezza energetica, un fattore essenziale per l'UE, le cui forniture russe di gas e petrolio transitano attraverso questa regione.
  • Unione per il Mediterraneo: l’area del Mediterraneo assume una particolare importanza strategica per l’Unione europea che, a partire dal 1995, quando venne adottata la Dichiarazione di Barcellona durante la Conferenza Euro-meditarranea, ha lavorato per costruire un quadro multilaterale duraturo di dialogo e cooperazione con gli Stati della Regione che associ gli aspetti politici, economici e della sicurezza con la dimensione umana, sociale e culturale (Processo di Barcellona).Tale dichirazione è stata posta alla base del partenariato Euro-mediterraneo comprendente tutti gli Stati membri dell’Unione e 12 Paesi dell’area del Mediterraneo. Nel 2008, in occasione del rilancio del Processo di Barcellona, il partenariato si è evoluto in un’organizzazione, l’Unione per il Mediterraneo che si fonda su tre pilastri:
  • • un partenariato politico e di sicurezza che mira a realizzare uno spazio comune di pace e di stabilità;
    • un partenariato economico e finanziario che intende consentire la creazione di una zona di prosperità condivisa;
    • un partenariato sociale, culturale e umano che intende sviluppare le risorse umane, favorire la comprensione tra culture e gli scambi tra le società civili.
    Nell'ambito del partenariato economico e finanziario si colloca la cooperazione industriale, alla quale partecipano 16 Paesi: Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Mauritania, Monaco, Montenegro, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia e Turchia.
    Ogni due anni i rappresentanti dell'Unione europea incontrano i Ministri dell'industria dei Paesi coinvolti per fare il punto sui progressi compiuti, decidere delle future priorità e adottare il programma di lavoro biennale. Il coordinamento e l'attuazione del programma di lavoro sono curati dal Gruppo di lavoro sulla cooperazione industriale euro-mediterranea, composto da rappresentanti degli enti pubblici, associazioni imprenditoriali e organizzazioni internazionali dei Paesi UE e del Mediterraneo e alcune istituzioni europee.
  • Partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa: con una comunicazione congiunta alle istituzioni europee, la Commissione e l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri hanno annunciato nel 2011 la disponibilità dell'UE a sostenere i propri vicini meridionali nel processo di transizione dai regimi autoritari alla democrazia. Allo stesso tempo è stato lanciato il Pertenariato per la democrazia e la prosperità condivisa, che si fonda su tre pilastri:
    trasformazione democratica e sviluppo istituzionale, con particolare attenzione alle libertà fondamentali, alle riforme costituzionali, alla riforma del sistema giudiziario e alla lotta contro la corruzione;
    un partenariato più forte con la popolazione, con particolare enfasi sul sostegno alla società civile e sulle maggiori opportunità di scambi e di contatti interpersonali, particolarmente per i giovani;
    crescita e sviluppo economico sostenibili ed inclusivi e, in particolare, sostegno alle piccole e medie imprese (PMI), all'istruzione e alla formazione professionale, al miglioramento dei sistemi d'istruzione e sanitario e allo sviluppo delle regioni più povere.
  • Sinergia del Mar Nero: un'iniziativa di cooperazione lanciata a Kiev nel febbraio 2008 per rinforzare le relazioni tra i Paesi dell'Unione europea e le regioni del Mar Caspio, Asia centrale, Europa Sud Orientale. La Sinergia del Mar Nero rafforza gli strumenti di cooperazione estistenti (politica europea di vicinato, processo di preadesione della Turchia, partenariato strategico con la Russia) e si affianca a iniziative settoriali quali la strategia per la regione del Danubio. La cooperazione con i Paesi del Mar Nero interessa ambiti quali: la democrazia, il rispetto dei diritti umani, il buon governo, la sicurezza e i movimenti di popolazione. La cooperazione con i Paesi del Mar Nero mira, inoltre, a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, rafforzando le relazioni con i Paesi di produzione e transito.  Nell’ambito della sinergia possono essere istituiti partenariati settoriali in ambiti quali i trasporti, l’energia e l’ambiente.

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Programmi europei di finanziamento

Nel periodo 2014-2020, la politica di vicinato sarà integrata dal programma ENI (Strumento europeo di vicinato), avente l'obiettivo di rafforzare le relazioni con i Paesi vicini all’UE e sostenerne lo sviluppo e i programmi di riforma.

Troverete maggiori informazioni nella sezione Monitoraggio bandi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:24 )