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L'ingresso di nuovi Paesi nell'Unione europea

L'allargamento dell'Unione europea è un processo basato sull'adesione di nuovi candidati, che possono diventare membri dell'Unione se in possesso dei requisiti prescritti. La procedura di adesione dei nuovi Paesi è gestita dalla Direzione generale della Politica di vicinato e dei negoziati di allargamento della Commissione europea.

Obiettivi
Iter normativo
Il punto di vista europeo
Programmi europei di finanziamento

Obiettivi

Attraverso l'allargamento l'Unione europea si arricchisce, diventando sempre più multietnica, multiculturale e multilingue. Si tratta di un processo che ha come obiettivo la realizzazione di un'unione nella diversità, ma che - stando a quanto concordato di recente dai leader dell'UE - d'ora in avanti dovrà tenere nella giusta considerazione la reale possibilità dell'Unione di assorbire nuove realtà.

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Iter normativo

Affinchè un nuovo Stato possa essere ammesso nell'Unione, esso è tenuto a soddisfare alcune condizioni, volte a garantire che sia in grado di partecipare pienamente alla vita dell'UE. L'adesione è aperta a tutti gli Stati europei che condividano i valori democratici  e rispettino i "criteri di Copenhagen", ovvero il possesso di:
- istituzioni stabili in grado di garantire la democrazia, lo stato di diritto, la protezione dei diritti umani e delle minoranze;
- un'economia di mercato funzionante e la capacità di affrontare la concorrenza e le forze di mercato del mercato unico dell’Unione;
- la capacità di rispettare gli obblighi che derivano dall'appartenenza all'UE.

L'Unione si riserva il diritto di valutare quando un Paese possa essere considerato pronto per avviare il processo di adesione. Nel caso degli Stati dei Balcani occidentali, l’avvio dei negoziati è sempre stato preceduto di alcuni anni dalla firma di un Accordo di Stabilizzazione e Associazione, definito dal Trattato come “un’associazione che comporta diritti e obblighi reciproci, azioni comuni e procedure particolari” e relativo a questioni politiche, economiche, commerciali e ai diritti umani.

La Commissione europea ha adottato, il 16 ottobre 2013, nell’ambito del pacchetto allargamento, una comunicazione sulla strategia di allargamento e sulle sfide principali per il periodo 2013-2014. Il documento passa in rassegna una serie di importanti questioni che interessano i Balcani occidentali e la Turchia: Stato di diritto, funzionamento delle istituzioni garanti della democrazia, diritti fondamentali, governance economica e competitività.
La Commissione ha inoltre valutato i progressi compiuti negli ultimi dodici mesi da ogni Stato candidato e potenziale candidato ed ha evidenziato come i recenti avvenimenti verificatisi in diversi Paesi richiedano un rafforzamento delle istituzioni e dei processi democratiche. L'esecutivo comunitario ha infine raccomandato di concedere all'Albania lo status di paese candidato ad aderire all'UE e, per la quinta volta, di aprire i negoziati d’accesso con l’ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia.

I Paesi che hanno presentato domanda di adesione sono divisi in due categorie: i Paesi candidati (Turchia, Islanda, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia) e i Paesi potenziali candidati (Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo).

La Turchia ha presentato domanda per entrare nell'Unione nel 1987 ed è stata dichiarata idonea nel 1997. A partire da quel momento sono iniziati dei negoziati che, tuttavia, procedono molto lentamente. Secondo il progress report del 2013 della Commissione, si registrano progressi sul fronte della riforma della giustizia e ed è stato presentato l’atteso pacchetto sulla democratizzazione.

L'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia ha fatto domanda di adesione nel marzo 2004 ma, nonostante ripetute raccomandazioni fatte dalla Commissione a partire dal 2009 in favore dell'apertura dei negoziati, il Consiglio non ha ancora preso una decisione. Nonostante, all’inizio del 2013, il Paese abbia superato la crisi politica, alcuni aspetti continuano a destare preoccupazione, in particolare la libertà di espressione e dei media.

Il Montenegro ha trasmesso la domanda di adesione nel 2008 e i negoziati sono stati aperti nel giugno 2012. Alcuni importanti passi avanti sono stati compiuti in occasione della Conferenza interministeriale del 18 dicembre 2013 con l’apertura di cinque capitoli di negoziato relativi agli appalti pubblici, al diritto di impresa, alla politica di impresa e industriale, ai diritti giudiziari e fondamentali ed a giustizia, libertà e  sicurezza.

La Serbia ha presentato domanda di adesione nel 2009 e ha ottenuto lo status di Paese candidato il 1° marzo 2012. A seguito dello storico accordo  raggiunto nell'aprile 2013 con il Kosovo, il Consiglio europeo, nel giugno successivo, ha deciso di avviare i negoziati di adesione con la Serbia.

La Bosnia-Erzegovina ha firmato l'Accordo di Stabilizzazione e Associazione nel 2008, ma, sebbene questo sia stato ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE, non è ancora entrato in vigore. Il Paese ha continuamente violato il relativo accordo provvisorio, sia per il mancato rispetto della Convenzione Europea dei Diritti Umani, sia delle disposizioni in materia di aiuti di Stato. Nel complesso, il progresso del processo di riforme resta irregolare e, purtroppo, la prospettiva europea e lo sviluppo economico trovano ancora alcuni ostacoli nella scarsa volontà politica di attuare le riforme. Tuttavia, nel febbraio 2016 la Bosnia ha presentato domanda di adesione lo scorso febbraio e si suppone che entro un anno possa ricevere lo status di Paese candidato.

L'Albania ha presentato domanda di adesione nel 2009, ma solo nell'ottobre 2012 la Commissione ha raccomandato l'assegnazione dello status di Paese candidato, sebbene subordinato al completamento di riforme nelle aree della cooperazione giudiziaria, della riforma della pubblica amministrazione e della revisione delle regole di procedura del Parlamento. Un’enorme passo avanti è stato fatto nel mese di luglio 2016 con l’approvazione della riforma della giustizia, considerata da Bruxelles una condizione fondamentale per l’entrata nell’UE.

Nel 2013, il Kosovo ha vissuto una svolta storica nel cammino  verso l'Unione europea. Dopo uno studio di fattibilità sulla possibile conclusione di un Accordo di Stabilizzazione e Associazione tra l'UE ed il Kosovo per verificare se il livello di sviluppo politico ed economico del Paese, ed a seguito della normalizzazione delle relazioni con la Serbia nell'aprile 2013, il Consiglio ha infatti autorizzato, nel giugno successivo, l'avvio di negoziati per tale accordo.

Si ricorda che i Paesi che presentano la propria candidatura per l'ingresso nell'Unione europea, o per i quali sono già in corso i negoziati di adesione, godono di uno status privilegiato, che consente loro di partecipare ad alcuni programmi di finanziamento europei.

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Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES, l'associazione delle Camere di commercio europee, è attiva da sempre sul dossier "allargamento" e ha lanciato diverse iniziative per  sostenere l'ingresso di nuovi Paesi nell'Unione europea. La membership dell'associazione rispecchia pienamente questa visione, comprendendo non solo i 28 Paesi dell'Unione, ma anche i candidati e i potenziali candidati.

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Programmi europei di finanziamento

L'Unione europea sosterrà finanziariamente i Paesi candidati tramite lo Strumento di assistenza preadesione (IPA II) per il periodo 2014-2020, al fine di rafforzare la loro capacità istituzionale, lo sviluppo rurale, economico e sociale e la cooperazione transfrontaliera.

Troverete maggiori informazioni nella sezione Monitoraggio bandi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:24 )