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Il sistema camerale lussemburghese

La Camera di Commercio del Lussemburgo, il cui funzionamento era regolato da una legge approvata nel 1924, era un organismo professionale a base elettiva. Al fine di rispondere ai bisogni dell’economia moderna, il Governo del Granducato ha approvato, nell’ottobre 2010, la legge di riforma che ha chiarito alcuni punti fondamentali, in primo luogo lo status giuridico: la Camera di Commercio del Lussemburgo, infatti, da organismo di diritto pubblico o persona morale di diritto pubblico diviene a tutti gli effetti ente pubblico, conformemente ai principi costituzionali. La riforma ha inoltre rafforzato la funzione rappresentativa del sistema camerale lussemburghese ed ha riconfermato il carattere obbligatorio dell’affiliazione per alcuni tipi di società, in particolare quelle di partecipazioni finanziarie. In particolare, essa ha provveduto a delineare con chiarezza i parametri di adesione alla Camera di Commercio ed alla Camera dei Mestieri, circoscrivendo in questo modo le eventualità di una doppia affiliazione.

In materia di competenze, restano inalterate le funzioni di tutela e difesa degli interessi delle imprese associate, per l’esercizio delle quali la Camera gode di autonomia sia dal punto di vista amministrativo sia dal punto di vista finanziario. La Camera di Commercio ha la possibilità di sottoporre proposte all’attenzione degli organi governativi, che hanno l’obbligo di esaminarle e illustrarle alla Camera dei Deputati. Essa, inoltre, deve essere interpellata in riferimento ad eventuali provvedimenti legislativi riguardanti gli interessi delle imprese ed può esporre la propria opinione sulle voci di bilancio riferite all’industria, al commercio, alla finanza ed ai servizi.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:59 )