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L'Atto per il Mercato Unico I

In occasione della celebrazione del ventesimo anniversario del Mercato Unico nel 2012, è stato possibile tracciare un bilancio dei risultati finora conseguiti: in particolare, una più ampia scelta di merci ed a prezzi inferiori, maggiori opportunità per i cittadini di viaggiare liberamente nonché di stabilirsi e di lavorare ove desiderano, possibilità, per 2,5 milioni di giovani studenti di studiare all'estero e accesso per 23 milioni di aziende europee ad un bacino di 500 milioni di consumatori, generando così investimenti fuori dai propri confini nazionali.
Tuttavia, fattori quali la crisi economica, la globalizzazione dei mercati, il progresso tecnologico e l'emergere di nuovi attori economici mondiali hanno avuto un severo impatto sui lavoratori e sulle imprese europee, imponendo un'operazione di rilancio del mercato interno come motore per la crescita e competitività europee.
L'impegno dell'Unione europea, tramite l’azione della Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione, è quindi quello di rilanciare il mercato interno puntando soprattutto su una rinnovata fiducia da parte dei cittadini.

Obiettivi
Iter normativo
Il punto di vista europeo

Obiettivi

Nell’ottica di un rilancio del mercato interno, la Commissione europea, a seguito di un’apposita relazione presentata da Mario Monti nel 2010, ha pubblicato l’Atto per il Mercato Unico con il quale individua una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2012:
• rilanciare una crescita forte, equa e sostenibile, incoraggiando e tutelando la creatività, promuovendo un'economia sostenibile e finanziando l'innovazione ed i progetti a lungo termine;
• mettere i cittadini al centro del mercato interno, rafforzando la fiducia dei cittadini attraverso un miglioramento dei servizi pubblici e le infrastrutture, riformando il sistema europeo delle qualifiche professionali, promuovendo l'imprenditoria sociale. rendendo più semplice e trasparente l'accesso ai servizi finanziari ed infine agevolando la risoluzione delle controversie transfrontaliere;
• promuovere la governance e il dialogo nel mercato interno, puntando sull’utilizzo di nuove tecnologie per semplificare e rendere maggiormente efficienti le procedure amministrative.

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Iter normativo

Il documento, pubblicato nell’aprile 2011 a seguito di una consultazione pubblica, individua 12 iniziative prioritarie, ciascuna delle quali prevede diverse azioni da implementare entro il 2012. Esse riguardano:
• l'accesso ai finanziamenti per le PMI europee che, in assenza di finanziamenti, spesso faticano ad assumere personale, lanciare nuovi prodotti o rafforzare le loro infrastrutture;
• la mobilità dei lavoratori in seno al mercato unico, che consentirebbe all'economia europea di essere più competitiva, attraverso la modernizzazione delle regole di riconoscimento delle qualifiche professionali;
• i diritti di proprietà intellettuale, essenziali per la competitività europea;
• i consumatori, protagonisti del mercato unico, ai quali dovrebbero essere garantiti maggiori diritti, anche attraverso lo sviluppo di sistemi alternativi di risoluzione delle controversie e la previsione di mezzi di ricorso diversi da quelli giudiziari;
• i servizi, settore che dovrebbe essere rafforzato attraverso la revisione della legislazione sul sistema europeo di standardizzazione, da estendere ai servizi stessi, rendendo le procedure più efficaci, efficienti ed inclusive;
• reti europee più solide con infrastrutture efficienti che facilitano una libera, rapida ed economica circolazione delle persone, delle merci, delle diverse energie e dei dati;
• il mercato unico digitale, di cui potranno beneficiare pienamente i cittadini, le imprese e le amministrazioni, in particolare attraverso l’identificazione, l'autenticazione e la firma elettronica;
• l'imprenditoria sociale, attraverso il perseguimento di obiettivi di interesse generale, di sviluppo sociale, etico o ambientale, con l'obiettivo di apportare crescita e occupazione;
• la fiscalità, che andrebbe rivista in modo da incoraggiare pratiche che consentano maggiori economie energietiche e siano più rispettose dell'ambiente;
• il rafforzamento della coesione sociale nel mercato unico, attraverso l’applicazione della direttiva sul distacco dei lavoratori;
• il quadro normativo per le imprese, attraverso una riduzione dei vincoli normativi e amministrativi;
• gli appalti pubblici, il cui quadro legislativo dovrebbe essere modificato per offrire procedure più semplici e flessibili alle amministrazioni aggiudicatrici e agevolare l'accesso alle PMI.

Il Consiglio ha adottato il 30 maggio 2011 le conclusioni sull’Atto per il Mercato Unico. I ministri accolgono con favore la comunicazione della Commissione ed il suo forte impegno a sviluppare un piano d'azione proattivo ed orizzontale inteso ad eliminare la frammentazione nel mercato unico ed a rafforzare la fiducia dei cittadini e delle imprese nel mercato interno.
Da parte sua, il Parlamento europeo ha approvato il 14 giugno 2012 la risoluzione sui prossimi passi per la crescita, con la quale sottolinea la pertinenza strategica dell’Atto e dell'individuazione delle dodici leve quali contributi importanti per il rafforzamento del mercato unico.

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Il punto di vista europeo

In un position paper del febbraio 2011 EUROCHAMBRES ha presentato la sua visione dell'Atto per il Mercato Unico, ponendo l'accento su alcune nuove priorità tra cui i provvedimenti relativi alla protezione della proprietà intellettuale e all’implementazione del commercio elettronico, considerato di grande stimolo per un miglior funzionamento del mercato interno. Di grande importanza anche gli strumenti di accesso al credito per le PMI e gli appalti pubblici, così come l'attuazione dell’interconnessione tra i registri delle imprese, per ottenere una miglior fruizione delle informazioni, la riduzione dei costi e facilitare gli scambi commerciali a livello transfrontaliero.

Migliorare la governance ed assicurare una miglior implementazione e un rafforzamento delle quattro libertà fondamentali, abbattendo le barriere che ancora si frappongono alla loro completa attuazione, rappresentano alcune delle azioni chiave individuate da BUSINESSEUROPE per rilanciare il mercato interno promuovendo la crescita e l'occupazione in Europa. Nonostante la valutazione positiva data all'iniziativa nel suo complesso, BUSINESSEUROPE ha però espresso perplessità rispetto ad alcune delle 12 proposte contenute nell'Atto per il Mercato Unico, in particolare la standardizzazione e gli appalti pubblici.

UEAPME mostra di condividere l'impronta generale del lavoro della Commissione, ma è del parere che si sarebbe dovuta prevedere una “tolleranza zero” rispetto alla corretta trasposizione della legislazione europea a livello nazionale, invece di un margine di tolleranza dello 0,5%. L’associazione europea delle PMI  accoglie comunque favorevolmente i capitoli sui diritti di proprietà intellettuale, la standardizzazione, gli appalti pubblici ed il riconoscimento delle qualifiche professionali.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:32 )