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La politica di accesso al credito

Le PMI sono il futuro del sistema economico europeo e la garanzia della competitività del sistema Europa. Tuttavia, per avere delle imprese innovative e concorrenziali è necessario che queste dispongano di risorse finanziarie in grado di sostenere la loro crescita. A livello UE, la  Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione opera affinché le PMI godano di un livello di accesso la credito adeguato alle loro necessità.

Obiettivi

Individuare e ridurre gli ostacoli che si frappongono alla concessione di finanziamenti per la crescita e l’innovazione delle PMI in modo da incoraggiare l'erogazione di prestiti e di capitali di rischio.

 

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Iter normativo

L’Unione europea e gli Stati membri hanno, negli ultimi anni, moltiplicato le iniziative nel settore. Già nel 2006, infatti erano state individuate tre tipologie di strumenti  di supporto alle imprese nelle fasi iniziali di crescita e sviluppo:

  • investimenti informali da parte di privati detti business angels, generalmente dotati di una certa esperienza professionale, che investono direttamente il proprio patrimonio in società emergenti non quotate sul mercato;
  • capitali di rischio transfrontalieri, che favoriscano la crescita delle imprese e l’espansione verso nuovi mercati;
  • mercati azionari specializzati in imprese in crescita e PMI, con la funzione di riciclare capitali di risparmio verso investimenti. Questi consentono alle aziende, ai governi e alle autorità locali di raccogliere fondi tramite la vendita dei titoli agli investitori.

Successivamente, lo Small Business Act poneva tra i suoi obiettivi quello di agevolare l’accesso delle PMI al credito, in particolare ai capitali di rischio, al microcredito e al finanziamento mezzanino e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali facilitate.

Qual è la situazione attuale e quali le prospettive future? In attesa della prossima pubblicazione del documento di revisione dello Small Business Act, i primi orientamenti sono emersi dalla prima riunione del Forum europeo sull’accesso al credito delle PMI. Durante l'incontro è stato rilevato come  le banche della zona euro pratichino tuttora una politica restrittiva quando si tratta di accordare crediti alle imprese. Per far fronte a questi problemi i partecipanti al Forum europeo sull’accesso al credito delle PMI hanno discusso specifiche possibilità di migliorare la situazione:

  • le PMI che debbano far fronte a difficoltà temporanee potranno usufruire di un periodo di grazia, che consenta loro di differire il pagamento degli interessi e del capitale sui loro mutui bancari. Questa idea deriva da una pratica seguita con successo in Italia;
  • vari Stati membri, tra cui Francia, Belgio e Germania, hanno rilevato che un mediatore creditizio può riuscire a risolvere i casi in cui le richieste di credito delle PMI siano state inizialmente respinte;
  • il considerevole successo dei confidi e dei programmi pubblici di garanzia ottenuto dalla maggior parte degli Stati membri durante la crisi ha dimostrato come le garanzie sui crediti agevolino considerevolmente il ricorso al credito in momenti difficili. Nel 2009 di tali garanzie hanno usufruito circa 1,8 milioni di PMI;
  • in un ambiente finanziario in rapida evoluzione le PMI devono infine dimostrarsi molto più consapevoli delle alternative e delle condizioni relative ai finanziamenti di cui possono usufruire, il che conferisce un’importanza fondamentale alla formazione ed all’accesso a servizi di consulenza.

Ulteriori elementi sono emersi da una risoluzione d’iniziativa del Parlamento europeo, votata nella plenaria del 16 febbraio 2011, riguardante la revisione degli strumenti finanziari a favore delle PMI. Tra i punti d’interesse la necessità di semplificare gli strumenti attuali (CIP, FP7,Jeremie, Jasmine, etc.) attraverso una riduzione delle procedure amministrative; dare una maggiore importanza al mezzaning financing; sostenere le attività dei Business Angels; creare uno sportello d’informazione sulle diverse possibilità di finanziamenti.

Più recentemente, la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti hanno pubblicato il 2 maggio 2013 una relazione sull’accesso ai finanziamenti a favore delle PMI che esamina i risultati dei sistemi di finanziamento attuali nonché la nuova generazione di strumenti finanziari rivoli alle PMI. In essa si rileva che, in un momento in cui la situazione continua ad essere difficile, il sostegno del Gruppo BEI alle PMI ha raggiunto nel 2012 i 13 miliardi di Euro. Nello stesso tempo, con un bilancio di solo 1,1 miliardi di Euro, le garanzie avallate dalla Commissione hanno contribuito a mobilitare prestiti per un valore superiore a 13 miliardi di Euro dando così impulso a quasi 220 000 piccole imprese in tutta Europa.

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Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES continua a incitare le istituzioni nel migliorare l'accesso diretto ai finanziamenti per le PMI, limitando al massimo i vincoli amministrativi in operazioni di start-up o per prestiti relativi all’innovazione o per gli incentivi rivolti all’uso di tecnologie pulite. Un passo in questa direzione è già stato fatto nel luglio 2010 dal Consiglio: alla luce delle preoccupazioni derivanti dalla recente crisi economica e finanziaria, i ministri degli Stati membri hanno deciso di focalizzare l'attuazione dello SBA su tre aree prioritarie per le PMI. Gli interventi mirano a migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti e conseguentemente migliorare il loro accesso al mercato unico, in un contesto normativo favorevole dei bisogni delle imprese europee. Purtroppo, come sottolineazto nel sondaggio relativo all'implementazione dello Small Business Act, l’implementazione di queste misure a livello nazionale è ancora poco efficace per consentire agli imprenditori facile accesso ai finanziamenti disponibili e la mancanza di misure connesse alla  riduzione della burocrazia rende lo scenario ancora non soddisfacente.

Da parte sua, BUSINESSEUROPE (l'associazione delle Confindustrie europee) chiede alla Banca europea per gli Investimenti (BEI) di  rafforzare la sua capacità di fornire soluzioni alternative per le imprese in difficoltà. A tale scopo la BEI deve costantemente aggiornare l’attrattiva dei suoi prodotti finanziari offrendo alternative alle tradizionali forme di prestito: schemi finanziari per condividere i rischi e soluzioni di finanziamento parziale possono essere validi strumenti soprattutto per la fase di start up delle imprese.

Infine, UEAPME (l’associazione europea delle PMI) sostiene la necessità da parte della Commissione europea di affrontare problemi legati alla poca esaustività normativa e ai fallimenti del mercato, per rimuovere gli ostacoli amministrativi che limitano l’attuale regime di accesso al credito.

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I programmi europei di finanziamento

Rispetto alle possibilità di finanziamento, si ricorda che il sostegno alle PMI passa anche attraverso i prestiti e i programmi d’investimento della Banca europea degli investimenti (BEI) e il Fondo europeo per gli investimenti.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:23 )