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Le politiche e i programmi europei a sostegno dell'imprenditoria femminile

L'imprenditorialità femminile è un tema politico chiave per le istituzioni europee, rientrante nell’ambito di competenza della DG Occupazione, Affari sociali e Inclusione della Commissione.  Già nel 2005, infatti, per far sì che le PMI beneficiassero delle misure individuate nell'ambito della Strategia di Lisbona, la Commissione si impegnava a “lavorare con le autorità nazionali per affrontare quei settori, come l’accesso al credito e alle reti imprenditoriali, in cui le necessità delle donne imprenditrici non sono sufficientemente soddisfatte” .

Obiettivi

Le politiche e i programmi europei per l'imprenditoria femminile hanno l'obiettivo di diffondere tra le donne lo spirito imprenditoriale, incoraggiando e sostenendo finanziariamente l'avvio e lo svolgimento di attività d'impresa al femminile.

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Iter normativo

La normativa europea in materia d'imprenditoria femminile prevede soprattutto iniziative di indirizzo e orientamento inserite nell'ambito delle politiche per lo sviluppo delle PMI e per la promozione dell’occupazione.

In particolare, nello "Small Business Act”, accanto a specifiche iniziative di rete e normative, la Commissione europea ha proposto alcune azioni concrete per promuovere l'imprenditorialità femminile:

• Schemi di tutoraggio per incitare le donne a creare la propria impresa;
• Attività per lo sviluppo  dello spirito imprenditoriale tra le donne laureate.
• scambio delle migliori pratiche per la promozione dell'imprenditorialità femminile.

Nel 2010 è stata emanata una direttiva che modifica la normativa previgente per assicurare una più ampia tutela alle donne che esercitano un'attività autonoma. Si tratta di un'iniziativa volta a promuovere lo spirito imprenditoriale e a valorizzare il ruolo della donna all'interno dell'azienda. Grazie ad essa, infatti, le lavoratrici autonome e le coniugi o conviventi coadiuvanti nella gestione di un'impresa familiare potranno beneficiare dello stesso diritto al congedo di maternità previsto dalla normativa europea per le lavoratrici dipendenti. Tali modifiche dovrebbero ridurre gli ostacoli che scoraggiano le donne dall'avviare un'attività autonoma e contribuire a ridurre la vulnerabilità dei coniugi che aiutano a gestire l'impresa familiare.

La nuova direttiva è stata richiamata anche nell'ambito della strategia quinquennale (2010-2015) lanciata dalla Commissione europea per promuovere la parità di genere in Europa. Si tratta di un'iniziativa che traduce in misure concrete i principi stabiliti dalla Carta delle Donne della Commissione europea, stabilendo ad esempio l'aumento del numero di donne nei quadri dirigenziali e promuovendo la lotta contro violenze e discriminazioni sessuali.

Sfruttando appieno il potenziale rappresentato dalle donne in Europa, la nuova strategia si propone di raggiungere gli obiettivi sociali e di crescita economica quali:

  • aumentare il numero di donne nel mercato del lavoro contribuendo a raggiungere il target occupazionale del 75% fissato dalla strategia Europa 2020;
  • mettere in atto iniziative specifiche volte a incrementare il numero di donne che ricoprono ruoli di primo piano nei processi decisionali in campo economico;
  • promuovere l'imprenditoria femminile e il lavoro autonomo;
  • istituire la Giornata Annuale dell'Equo Salario per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che in Europa le donne continuano a guadagnare circa il 18%  in meno degli uomini;
  • lavorare insieme agli Stati membri per combattere la violenza contro le donne.

La comunicazione evidenzia, inoltre, che l'attuale percentuale di donne imprenditrici, pari al 33% (30% in imprese in fase di avviamento), non appare soddisfacente e la maggior parte delle donne non considera l'imprenditoria tra le proprie possibilità di carriera. Per ovviare a questo fenomeno occorre, tra l'altro, attuare uno degli obiettivi dell'iniziativa 'Youth on the move' che pone l'imprenditoria tra le competenze di base che le scuole dovrebbero trasmettere agli alunni.

Anche il Consiglio dell'Unione europea è intervenuto sul tema, adottando nel 2011 il Patto europeo per l'uguaglianza di genere per il periodo 2011-2020, con il quale il Consiglio riconosce la parità uomo-donna come un valore fondamentale dell'Unione europea e attribuisce alle politiche che la sostengono un'importanza decisiva per stimolare la crescita economica, la prosperità e la competitività.
Tra le misure proposte per combattere la segregazione nel mercato del lavoro, figura anche la promozione dell'imprenditoria femminile e della partecipazione delle donne alla vita politica ed economica.

Il Parlamento europeo ha pubblicato adottato nel 2011 due risoluzioni d'iniziativa su:

  • donne e direzione delle imprese, con la quale si chiede alla Commissione di monitorare in modo approfondito il fenomeno della presenza femminile nella direzione d'impresa e, laddove emerga che gli Stati membri non hanno adottato sufficienti misure volontarie per l'incremento delle donne nei vertici aziendali, propone l'introduzione delle c.d. 'quote rosa'. L'obiettivo da raggiungere è del 30% di rappresentatività femminile entro il 2015 e del 40% entro il 2020.
  • imprenditoria nelle piccole e medie imprese, con la quale si riconosce il valore delle donne imprenditrici nell'ambito delle PMI, mettendo in luce il contributo sociale ed economico da esse fornito ed esplorando i problemi che incontrano nel raggiungere i loro obiettivi nei vari Stati membri. Il rapporto individua linee guida ed esempi di buone prassi che questi ultimi potrebbero utilizzare per aiutare le donne a realizzare l'obiettivo di diventare imprenditrici. In particolare, nell'ambito delle misure volte a migliorare l'accesso alle opportunità di business networking e alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, si chiede agli Stati Ue d'incoraggiare le donne a diventare membri delle locali Camere di commercio, dei gruppi d'interesse e delle organizzazioni industriali che costituiscono la comunità imprenditoriale principale, in modo da poter sviluppare e potenziare capacità imprenditoriali competitive.

Un'altra importante iniziativa è contenuta nel regolamento generale di esenzione sugli aiuti di Stato (GBER) che esenta dalla notifica preventiva alcune categorie di aiuti di Stato, già affrontate da regolamenti vigenti, semplifica e armonizza le precedenti norme sulle PMI e aumenta l’intensità degli aiuti agli investimenti destinati a queste imprese.
Tra le misure figurano anche i finanziamenti agevolati all'imprenditoria femminile. In particolare, grazie a formalità burocratiche più snelle previste dal nuovo regolamento, gli Stati membri possono concedere sussidi fino a 1 milione di euro a donne imprenditrici che detengono almeno il 51% del capitale. Gli aiuti riguardano i primi 5 anni di attività e possono arrivare fino al 15%.
Tra i costi eleggibili ci sono le spese legali, di consulenza e  amministrative direttamente collegate alla creazione delle piccole imprese. Sono inoltre coperti altri costi operativi quali gli aiuti per la cura dei bambini e dei genitori.

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Il punto di vista europeo

A livello europeo esistono organizzazioni promotrici dell'imprenditoria femminile. Tra esse si ricorda l'Eurochambres Women Network, la rete camerale europea di supporto allo sviluppo dell’imprenditorialità femminile.
Costituita in seno ad Eurochambres, EWN si pone i seguenti obiettivi:
• favorire lo scambio di informazioni e la promozione di specifici punti di vista all’interno della rete;
• offrire un sostegno strutturato per velocizzare lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile, includendo la diffusione delle “migliori pratiche”;
• promuovere la partecipazione a partenariati pubblico-privati a livello locale, nazionale ed europeo;
• incentivare il riconoscimento dei diritti sulle pari opportunità;
• fornire sostegno alle attività di lobbying istituzionale a tutti i livelli;
• partecipare attivamente allo sviluppo della responsabilità sociale dell’impresa;
• incoraggiare condizioni migliori per favorire un equilibrio tra vita privata e professionale.

Nell'ambito dello Small business Act è poi prevista un'iniziativa volta a diffondere testimonianze positive e buone prassi nell'ambito dell'imprenditoria femminile. È nato così l'European Network of Female Entrepreneurship Ambassadors. L’obiettivo di questa rete di ambasciatrici dell'imprenditorialità femminile, riservata ai soggetti partner della rete “Enterprise Europe Network”, è fornire testimonianze sull’organizzazione e la gestione d’impresa, nonché un sostegno empatico di conoscenza, esperienza di affari e di sicurezza alle donne che si apprestano a divenire imprenditrici.

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Programmi europei di finanziamento

Rispetto alla programmazione 2014-2020, la promozione dell'imprenditorialità femminile sarà finanziata dal Programma COSME. Per maggiori informazioni consultare la sezione Monitoraggio bandi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:57 )