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Il piano d'azione per l'efficienza energetica

"È tempo di attuare una politica di lungo periodo che sia in grado di realizzare entro il 2050 un’economia a bassa emissione di carbonio basata su un uso efficiente delle risorse per portare l’Unione europea all’avanguardia nel campo dell’innovazione": con queste parole Günter Oettinger, Commissario a cui fa capo la Direzione Generale per l’Energia, ha presentato l'8 marzo 2011 il Piano europeo per l’efficienza energetica.

Obiettivi

Generare un risparmio di 1 000 euro all'anno per famiglia, potenziare la competitività dell'industria europea, creare fino a 2 milioni di posti di lavoro e ridurre di 740 milioni di tonnellate le emissioni annue di gas a effetto serra

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Iter normativo

Per il raggiungimento di questi obiettivi il Piano 2011 per l’efficienza energetica individua una serie di azioni che  dovranno essere tradotte in proposte legislative:

  • un  massiccio rinnovamento del patrimonio edilizio pubblico con l'obbligo per le pubbliche amministrazioni europee di ristrutturare almeno il 3% dei loro edifici ogni anno;
  • l'efficienza  energetica come uno dei criteri per l’aggiudicazione degli appalti pubblici;
  • la ristrutturazione degli edifici privati secondo criteri di maggior efficienza energetica;
  • una maggiore efficienza nella produzione di energia elettrica e calore;
  • la fissazione di requisiti di efficienza energetica per le attrezzature industriali;
  • il potenziamento delle informazioni fornite alle PMI e il miglioramento della gestione e dei controlli energetici per le grandi imprese;
  • lo sviluppo di contatori e reti energetiche intelligenti che forniscano ai consumatori le informazioni e i servizi necessari per ottimizzare i loro consumi e calcolare il risparmio energetico.

La Commissione europea dovrà  monitorare l’implementazione del Piano d’azione e riferire sui progressi compiuti nella primavera del 2013, nell’ambito della nuova governance della Strategia Europa 2020. Se la relazione della Commissione evidenzierà che si sta procedendo troppo a rilento per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti, dovranno essere fissate delle soglie obbligatorie da raggiungere entro il 2020.
Per il momento sarà data priorità alle misure vincolanti che possano aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro traguardi energetici e le imprese e i cittadini a risparmiare sulle bollette.

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Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES ritiene che il raggiungimento degli obiettivi del piano  rappresenta una maniera efficace per ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di petrolio e gas e contribuire, nello stesso tempo, alla riduzione delle emissioni. Tuttavia, mentre l’introduzione di obiettivi vincolanti creerebbe incertezza e aumenterebbe gli oneri amministrativi, si dovrebbe puntare su una campagna d’informazione ed incentivi finanziari affinché le imprese, sopratutto le più piccole, possano fare una valutazione energetica delle proprie aziende.

A giudizio di BUSINESSEUROPE, l’approccio comunitario in tema di efficienza energetica affrontato nel Piano d’azione è coordinato alle esigenze delle imprese europee e coerente con gli obiettivi della Strategia EU 2020. Al contempo pone l’accento su questioni che non devono essere tralasciate quali ad esempio l’investire nelle potenziali risorse non ancora utilizzate (chiaro riferimento all’impresa edile) e non arrestare il processo di lungo respiro per l’incremento dell’efficienza energetica in Europa.

I Programmi europei di finanziamento

Rispetto alla programmazione 2014-2020, la promozione dell'efficienza energetica sarà finanziata dal programma Horizon 2020 e dai Fondi strutturali. Per maggiori informazioni sulle possibilità di finanziamento si rimanda alla sezione Monitoraggio bandi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Luglio 2016 13:29 )