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L'Unione doganale europea

Il completamento del mercato interno, la riduzione degli ostacoli al commercio ed agli investimenti internazionali, nonché l’accresciuta necessità di garantire la sicurezza alle frontiere esterne dell’Unione europea, hanno trasformato il ruolo delle dogane, assegnando loro una funzione di guida nella catena logistica e rendendole, nella loro attività di monitoraggio e gestione del commercio internazionale, un catalizzatore della competitività dei paesi e delle società. Ciò necessita di un insieme di regole uniformi relative all'Unione doganale ed alla tariffa doganale comune, gestite dalla Direzione Generale Fiscalità e Unione doganale, fondamentali per il funzionamento del mercato unico europeo.

Obiettivi
Contenuti
Il punto di vista europeo
I programmi di finanziamento europei

Obiettivi

Elemento essenziale del mercato comune, l'istituzione di un'unione doganale, ha costituito l'obiettivo principale del Mercato comune dopo la firma del Trattato di Roma. Dopo aver eliminato tutti i dazi doganali e le restrizioni tra gli Stati membri ed introdotto una tariffa doganale comune, il suo obiettivo è oramai divenuto la promozione di una cooperazione sempre più stretta tra le amministrazioni nazionali e la lotta contro la frode.

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Contenuti

A partire dal 1968, l’elaborazione della legislazione doganale comunitaria ha consentito di assicurare l’applicazione delle stesse norme a tutte le merci importate nell’Unione europea. Tutta la legislazione relativa ai differenti aspetti tecnici è stata riunita nel codice doganale comunitario aggiornato nel 2008, sostitutivo del vecchio testo risalente al 1992. 
Tuttavia, prima della data prevista di applicazione, la Commissione europea ha ritenuto opportuno procedere alla sua rifusione, al fine di allinearlo con i requisiti procedurali risultanti dal Trattato di Lisbona e di adeguare alcune disposizioni di applicazione sia all'evoluzione della normativa doganale e di altri settori pertinenti, sia ai risultati del lavoro svolto congiuntamente dagli esperti nazionali e dai rappresentanti degli operatori commerciali, tra i quali EUROCHAMBRES.

Il testo del Codice Doganale, proposto dalla Commissione il 20 febbraio 2012 e definitivamente approvato il 9 ottobre 2013, stabilisce le norme e le procedure di carattere generale applicabili alle merci che entrano o escono dal territorio doganale dell’Unione europea e deve essere applicato in maniera uniforme al suo interno. Gli obiettivi perseguiti dal nuovo codice sono assicurare una maggiore certezza giuridica, chiarire le regole, armonizzare ulteriormente le procedure decisionali e migliorare l’efficienza delle dogane.
Il regolamento pone particolare enfasi sul passaggio dall’utilizzo della documentazione cartacea a quella elettronica. Infatti, esso prevede che, come regola generale, tutti gli scambi di informazioni tra le autorità doganali e tra di esse e gli operatori economici, nonché la loro archiviazione, dovranno essere effettuati mediante procedimenti informatici. Al fine di permettere agli Stati membri di adeguarsi alle nuove regole, mezzi di scambio ed archiviazione delle informazioni di tipo diverso potranno essere utilizzati in via transitoria fino al 31 dicembre 2020.
Il nuovo regolamento ha abrogato quello del 2008 e, mentre alcune delle sue disposizioni devono essere già rispettate, le altre si applicheranno a partire dal 1° giugno 2016.

Il 1° maggio scorso è stato infine emanato un aggiornamento del Codice doganale. La nuova normativa permetterà a tremila miliardi di euro di merci di fluire liberamente ogni anno attraverso l’Europa, rappresentando un notevole passo avanti rispetto alla precedente legislazione in materia doganale, ferma al 1992. Le nuove regole mirano a garantire delle procedure doganali chiare, semplici e con tempistiche rapide, permettendo ai consumatori di acquisire beni in maniera più rapida ed a costi inferiori, a proteggere i consumatori contro i beni illegali o che non rispettano le regole europee in materia di ambiente, salute e sicurezza ed a migliorare la cooperazione tra le amministrazioni doganali nazionali tramite l’uso di nuovi strumenti informatici.

Si ricorda inoltre l’istituzione del Programma Dogana 2020, volto a sostenere la cooperazione tra le autorità doganali dell'UE per massimizzare della loro efficienza e per evitare squilibri nel loro lavoro che potrebbero ostacolare il funzionamento dell'unione doganale. Esso faciliterà networking ed iniziative di formazione congiunte per il personale doganale, cosi' come il finanziamento dei sistemi informatici per consentire lo sviluppo di una vera e propria dogana elettronica in Europa.

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Il punto di vista europeo

EuroCommerce sottolinea la necessità di un regime doganale più semplice ed efficiente, che riduca la burocrazia ed i costi per i commercianti. L’associazione ricorda inoltre come la riforma della legislazione ed amministrazione doganali offra opportunità per garantire il soddisfacimento delle esigenze dei venditori all'ingrosso, al dettaglio e nell’ambito del commercio internazionale.

EUROCHAMBRES ha invece recentemente pubblicato, grazie al lavoro congiunto delle Camere di Commercio, delle linee guida sul ruolo dei certificati di origine non preferenziali, al fine di tutelare le attività di export delle imprese europee, garantendo loro un quadro normativo caratterizzato da minore incertezza legale. Il documento sottolinea che, nel caso in cui un certificato di origine sia rilasciato in conformità con i metodi previsti dallo Stato in cui la merce è stata acquistata, sarà il Paese stesso in cui il bene è stato interamente realizzato a determinarne la provenienza. Ciò vale soprattutto per: i prodotti minerali estratti dal suolo, dalle acque territoriali o dai  fondali marini; quelli vegetali coltivati e raccolti in un unico luogo; i prodotti alimentari ottenuti da animali nati e cresciuti in un determinato Paese oppure frutto di attività di caccia o di pesca marittima avvenute in uno specifico territorio; i prodotti ottenuti a bordo di una nave officina, il cui Paese di origine dipenderà dal luogo di registrazione della nave stessa. Per quanto concerne le operazioni che non contribuiscono alla determinazione delle caratteristiche essenziali di un determinato bene, non sono considerate come parte integrante del processo di produzione e di trasformazione le attività relative al trasporto, allo stoccaggio, all’imballaggio, all’apposizione di marchi o etichette ed allo smontaggio. Le linee guida, inoltre, prevedono dei casi speciali come ad esempio quelli relativi ai prodotti assemblati, nonché un modello di certificato di origine che deve indicare i dettagli necessari per determinare la provenienza del bene, emesso da enti o autorità debitamente autorizzati dal Paese di rilascio.

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I programmi di finanziamento europei

Per maggiori informazioni sulle possibilità di finanziamento si rimanda alla sezione Monitoraggio bandi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:23 )