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La direttiva sull'efficienza energetica

Il 4 ottobre 2012 il Consiglio ha definitivamente adottato la direttiva sull'efficienza energetica, dopo l’approvazione del Parlamento europeo in sessione plenaria l'11 settembre 2012. In precedenza, a seguito della proposta adottata nel 2011, le istituzioni comunitarie (Parlamento, Consiglio e Commissione) avevano raggiunto il 15 giugno 2012 un accordo di massima sulla nuova direttiva. Il recepimento delle nuove norme sarà attentamente controllato dalla Direzione Generale per l’Energia della Commissione europea.

Obiettivi

L’UE valuta che le azioni decise porteranno a un miglioramento del 17% di efficienza energetica e per raggiungere il 20% stabilito originariamente saranno necessari ulteriori sforzi. Se nei prossimi anni non si vedranno cambiamenti sostanziali, l'obiettivo sarà raggiunto soltanto a metà e si metterà a rischio la competitività, la lotta per ridurre le emissioni di CO2 e la sicurezza degli approvvigionamenti nell'UE , incidendo  ancora pesantemente sulle bollette dei consumatori.

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Contenuti

Di seguito le principali azioni previste:

  • obbligo giuridico per tutti gli Stati membri di istituire regimi di risparmio energetico: le società di distribuzione o di vendita di energia al dettaglio saranno obbligate a risparmiare ogni anno l'1,5% del volume delle proprie vendite, attuando tra i consumatori finali di energia interventi di efficienza energetica quali ad esempio il miglioramento dell'efficienza del sistema di riscaldamento, l'installazione di doppi vetri o l'isolamento dei tetti. In alternativa, gli Stati membri hanno la possibilità di proporre altri meccanismi di risparmio energetico, ad esempio programmi di finanziamento o accordi volontari in grado di portare agli stessi risultati senza però imporre alcun obbligo alle imprese del settore.
  • Settore pubblico: gli enti pubblici si impegneranno a favore della diffusione sul mercato di prodotti e servizi a basso consumo energetico sottostando all'obbligo legale di acquistare edifici, prodotti e servizi efficienti sotto il profilo energetico. Essi dovranno inoltre ridurre progressivamente l'energia consumata nei propri locali effettuando ogni anno i necessari lavori di rinnovo su almeno il 3% della superficie totale di tali locali.
  • Importanti risparmi energetici per gli utenti: capacità dei consumatori di gestire meglio i propri consumi energetici grazie ad un accesso semplice e gratuito ai dati riguardanti il consumo in tempo reale e l'evoluzione dei consumi, avvalendosi di contatori individuali più accurati. La fatturazione dovrebbe basarsi sul consumo effettivo, calcolato sulla base dei dati rilevati sul contatore.
  • Industria: incentivi alle PMI al fine di sottoporsi a audit energetici e a diffondere le migliori pratiche. Da parte loro, le grandi imprese dovranno effettuare un audit del proprio consumo energetico che le aiuterà ad individuare dove è possibile ridurre i consumi.
  • Efficienza della produzione di energia: monitoraggio dei livelli di efficienza delle nuove capacità di produzione di energia e definizione di piani nazionali di riscaldamento e raffreddamento (calore e freddo) come base per una pianificazione sana di infrastrutture di riscaldamento e raffreddamento efficienti, che prevedano anche il recupero del calore disperso.
  • Trasmissione e distribuzione dell'energia: migliorare l'efficienza garantendo che le autorità di regolamentazione nazionali del settore energetico tengano conto, nelle loro decisioni, di criteri di efficienza energetica, in particolare al momento dell'approvazione delle tariffe di rete.

La direttiva ha previsto che la Commissione avrebbe effettuato una valutazione dei progressi realizzati verso l'obiettivo dell'UE di ridurre il consumo energetico entro il 2020 e, se necessario, formulare una nuova proposta legislativa per stabilire obiettivi nazionali di efficienza energetica vincolanti.In quest'ambito, nell'autunno 2016 è prevista,  la presentazione di un pacchetto sull’efficienza energetica (revisione delle direttive sull’efficienza energetica e sull’efficienza energetica degli edifici).

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Il punto di vista europeo

Un position paper di EUROCHAMBRES ha accolto molto favorevolmente la proposta di direttiva sull'efficienza energetica, sostenendo pienamente gli sforzi della Commissione nel fornire un ambizioso quadro legale con l’obiettivo di contribuire al raggiungimento del target europeo inizialmente concordato del 20% di incremento di efficienza energetica entro il 2020, ritenuto essenziale per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra, per diminuire la dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas e quindi per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico.
Le Camere di Commercio hanno dichiarato di appoggiare le conclusioni della Commissione secondo cui le misure concrete possono ottenere gli stessi o migliori risultati rispetto agli obiettivi vincolanti di efficienza energetica. Ridurre il divario di informazione è ritenuto una parte fondamentale della strategia per aumentare l'efficienza energetica dell'Unione. Tuttavia, molti obblighi amministrativi previsti dalla presente proposta potrebbero tradursi in maggiore burocrazia, provocando oneri sproporzionati per le PMI.

Da parte sua, UEAPME riconosce l’impegno della Commissione europea verso l’obiettivo del 20% di efficienza energetica. Tuttavia, secondo l’associazione, la Commissione sembra sottovalutare l’enorme potenziale che le varie categorie di PMI esercitano nel raggiungere tale obiettivo. In questo senso, UEAPME accoglie con favore l’inclusione di un quadro di riferimento per le PMI nel considerando 27, ma si rammarica del fatto che tale previsione non si trovi nella parte vincolante del testo, dove le imprese sono soltanto accennate.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:50 )