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L'imprenditoria sociale

La Commissione europea ha presentato il 25 ottobre 2011 una serie di proposte volte a favorire lo sviluppo di un'imprenditoria sociale e responsabile e che produca effetti positivi per la società nel suo insieme. L’iniziativa è stata il risultato del lavoro congiunto svolto dalle Direzioni Generali della Commissione europea Imprese e Industria, Occupazione, Affari sociali e Inclusione e Mercato interno e Servizi sotto la guida di quest’ultima.

Obiettivi

Il pacchetto di misure ha l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi a carico delle piccole e medie imprese e stabilisce le condizioni per un'economia di mercato sociale dinamica e forte a medio e lungo termine ha presentato un pacchetto di misure per sostenere l'imprenditoria e le imprese responsabili.

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Iter normativo

Di seguito gli elementi principali del pacchetto:

Incoraggiare l'impresa responsabile. Per aumentare la trasparenza dei pagamenti effettuati dalle industrie forestali ed estrattive ai governi di tutto il mondo, la Commissione ha proposto un sistema di rendicontazione paese per paese (CBCR). Esso presenta informazioni finanziarie per ciascun paese nel quale un'impresa opera piuttosto che un unico insieme di informazioni a livello globale. I dati sulle tasse, i diritti di concessione e i bonus che una multinazionale paga ad un governo ospitante evidenzieranno l'impatto finanziario sugli stessi paesi. Per realizzare tale sistema la Commissione propone di rivedere la direttiva sulla trasparenza a copertura delle società quotate e le direttive contabili a copertura delle grandi imprese non quotate.

Strategia in materia di responsabilità sociale delle imprese. Essa offre una nuova definizione di tale concetto, più coerente con i principi e gli orientamenti riconosciuti a livello internazionale. La strategia permetterà alle imprese di realizzare il loro potenziale in modo più efficacee migliorerà la fiducia nell'imprenditoria. A tal fine, durante il 2013, è stato istituito un premio europeo per la responsabilità sociale delle imprese e sono state create piattaforme multilaterali in tutta una serie di settori industriali rilevanti.

Sostenere l’imprenditorialità sociale. L'imprenditoria sociale ha un impatto positivo e persegue obiettivi sociali come scopo societario piuttosto che mirare al solo profitto. Oggi l'economia sociale rappresenta il 10% di tutte le imprese europee e impiega oltre 11 milioni di salariati. L'iniziativa per l'imprenditoria sociale contiene una serie di azioni a sostegno del suo ulteriore sviluppo. Essa racchiude proposte intese a migliorare l'accesso dell'imprenditoria sociale al finanziamento (inclusi i finanziamenti UE mediante i Fondi strutturali e la futura creazione di uno strumento finanziario volto a fornire ai fondi d'investimento destinati al sociale e agli intermediari finanziari capitali, titoli di debito e strumenti di condivisione del rischio), misure volte a migliorare la loro visibilità e un quadro normativo semplificato (tra cui una futura proposta di statuto della fondazione europea, una prossima revisione delle norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato per i servizi sociali e locali). Da parte sua, il Parlamento europeo ha approvato il 20 novembre 2012 la risoluzione sull’Iniziativa per l’imprenditoria sociale. Rispetto alle proposte della Commissione, i deputati europei hanno espresso alcune riserve rispetto alla creazione di un marchio specifico per le imprese sociali ed hanno proposto un approccio più cauto in merito alla questione, invitando l’Esecutivo comunitario ad esaminare la sua compatibilità con la normativa in vigore.
In quest'ambito, si ricorda inoltre l'adozione, nell'aprile 2013, di un regolamento relativo ai Fondi europei per l'imprenditoria sociale.

Ridurre la burocrazia per le PMI. Tramite le modifiche proposte delle direttive contabili con la proposta sui bilanci annuali, bilanci consolidati e relative relazioni di taluni tipi di imprese, la Commissione intende ridurre l'onere amministrativo a carico delle piccole imprese. La semplificazione della preparazione dei rendiconti finanziari renderà inoltre questi ultimi di più facile confronto, più chiari e più comprensibili. Essa consentirà a coloro che consultano il bilancio (azionisti, banche e fornitori) di acquisire una migliore conoscenza del risultato economico di un'impresa e della sua situazione finanziaria. I risparmi potenziali sui costi per le PMI sono stimati a 1,7 miliardi di euro l'anno. Inoltre, mediante la modifica della direttiva sulla trasparenza le società quotate, compresi i piccoli e medi emittenti, non sarebbero più obbligate a pubblicare le informazioni finanziarie trimestrali. Ciò contribuirebbe a ridurre ulteriormente i costi e dovrebbe aiutare a scoraggiare la logica a breve termine nei mercati finanziari.

Più recentemente, con la comunicazione “Investimenti sociali finalizzati alla crescita ed alla coesione” presentata nel febbraio 2013, la Commissione ha invitato gli Stati membri a considerare maggiormente l’investimento sociale nella ripartizione delle risorse, prestando attenzione a politiche quali l'istruzione, la formazione e quelle relative al mercato del lavoro. Entro questo quadro, l’imprenditoria sociale deve essere sostenuta fornendo incentivi per le start-up e l’ulteriore sviluppo delle imprese, e garantendo loro un contesto normativo idoneo in linea con l'Iniziativa per l’imprenditoria sociale ed il Piano d’azione Imprenditorialità 2020.
La Commissione fornirà orientamenti alle autorità nazionali per un miglior utilizzo del sostegno finanziario dell’UE, segnatamente quello offerto dal Fondo sociale europeo, e per un rafforzamento delle capacità di attuazione delle politiche, inclusa la promozione dell’imprenditoria sociale.

Nel mese di giugno 2013, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione in merito, con la quale ha sottolineato che gli investimenti nell'occupazione giovanile devono costituire una componente essenziale delle strategie nazionali di investimento sociale ed ha esortato esortano gli Stati membri ad adottare misure adeguate, quali iniziative di prevenzione dell'abbandono precoce degli studi o dei programmi di formazione e apprendistato, strategie globali per i giovani disoccupati e non iscritti a corsi d'istruzione o formazione. Nello stesso mese il Consiglio Occupazione e Affari sociali ha adottato le conclusioni sugli “Investimenti sociali per la crescita e la coesione”, sottolineando che gli investimenti sociali possono ottenere effetto mediante riforme concepite a livello nazionale al fine di rafforzare il capitale umano, la salute, l'istruzione e le competenze, sostenere una più ampia partecipazione sociale, promuovere l'inclusione sociale, migliorare l'efficacia e l'efficienza dei sistemi di protezione sociale e favorire strumenti più innovativi di finanziamento degli imprenditori sociali.

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I programmi europei di finanziamento

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:11 )