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Fondi europei per l'imprenditoria sociale

Attualmente gli investitori hanno difficoltà ad individuare i fondi che investono nelle imprese sociali e ciò può compromettere la loro fiducia nel mercato dell'imprenditoria sociale. Per tale motivo, la DG Mercato interno e Servizi della Commissione ha presentato il 7 dicembre 2011 una proposta di regolamento con la quale ci si propone di creare mercato solido per i fondi di investimento in imprese sociali. In particolare, con l'introduzione di un nuovo "marchio" legato al "Fondo europeo per l'imprenditoria sociale" gli investitori riusciranno a reperire con più facilità i fondi specializzati nel finanziamento di imprese europee a carattere sociale.

Obiettivi

Ottenere il marchio europeo di "fondo sociale" dimostrando che una quota elevata degli investimenti (pari ad almeno il 70% del capitale versato dagli investitori) sia destinata ad imprese sociali. Una serie di norme uniformi in materia di informativa garantiranno agli investitori informazioni chiare e concrete sulla destinazione degli investimenti.

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Iter normativo

Il regolamento, già approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 25 aprile 2013. Esso crea un marchio comune: il "Fondo europeo per l'imprenditoria sociale", che garantirà più trasparenza per gli investitori. Infatti, alla stregua delle difficoltà che si possono incontrare per reperire i fondi di investimento in imprese sociali, le informazioni disponibili su questi fondi e sul loro modo di operare possono essere difficili da paragonare ed interpretare. È quindi essenziale istituire un quadro comune a livello dell'UE, che disciplini queste informazioni. 
Le misure adottate intendono definire chiaramente l'obbligo dei fondi di informare gli investitori sulle modalità di monitoraggio e pubblicazione di informazioni relative all'impatto degli investimenti effettuati. Infine, onde impedire il pericolo di ostacoli alla raccolta di fondi in Europa, le nuove norme mirano a semplificare le disposizioni in materia. Ad esempio, un passaporto europeo consentirebbe ai fondi di investimento in imprese sociali di raccogliere fondi in tutto il territorio dell'Unione. I gestori dei fondi non sarebbero costretti ad allinearsi alle nuove disposizioni, ma se optassero per queste, avrebbero accesso ad investitori in tutta l'Unione europea e potrebbero utilizzare un marchio UE chiaramente riconoscibile, sempre più apprezzato e richiesto dagli investitori.

Più recentemente, in vista di un ulteriore passo verso la creazione dell’Unione dei mercati dei capitali, la Commissione europea ha proposto, il 14 luglio 2016, degli emendamenti ai regolamenti sui fondi europei per l’imprenditoria sociale, con i quali si mira ad ampliare la gamma dei gestori ammessi a commerciare e a gestire tali fondi, includendovi i gestori dei fondi più grandi, ossia quelli le cui attività gestite superano i 500 milioni di euro. Allo stesso tempo la proposta mira a ridurre i costi vietando espressamente alle autorità competenti dello Stato membro ospitante d'imporre il pagamento di diritti, semplificando le procedure di registrazione e fissando il capitale minimo che permette di diventare gestore.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:11 )