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Piano d'azione "Imprenditorialità 2020"

Il 37% degli Europei si metterebbe in proprio, se ne avesse l'opportunità. Nel caso in cui tale potenziale fosse sfruttato, si potrebbero aggiungere milioni di nuove imprese alle quasi 21 milioni già presenti nell'Unione europea.
Tuttavia, diversi ostacoli dissuadono i cittadini europei dallo scegliere il lavoro autonomo, in particolare la paura del fallimento ed il rischio di percepire un reddito irregolare. L'indagine Flash Eurobarometro “L'imprenditorialità nell'UE e oltre”, presentata il 9 gennaio 2013 dal Vicepresidente dalla Commissione europea Antonio Tajani, sottolinea che nel 2009 gli Europei desiderosi di avviare un'attività in proprio erano il 45%. Negli ultimi tre anni questo numero si è ridotto del 20%, in conseguenza dell'attuale situazione economica e del deteriorarsi delle prospettive commerciali.
A seguito di una consultazione rivolta alle PMI dell’Unione europea, scaduta il 1° ottobre 2012, la Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione ha presentato il 9 gennaio 2013 un piano d’azione con il quale intende intervenire per creare un ambiente favorevole alla crescita ed alla prosperità delle imprese, anche attraverso misure specifiche a sostegno degli imprenditori in erba tra giovani, donne, anziani, migranti e disoccupati.

Obiettivi

L’educazione all'imprenditoria dovrebbe fungere come stimolo alla creazione di imprese. Tale formazione nell'ambito dell'istruzione superiore sarebbe in grado di stimolare la creazione di imprese high-tech e ad alta crescita grazie al sostegno offerto agli ecosistemi imprenditoriali, ai partenariati ed alle alleanze industriali. Si stima infatti che tra il 15% e il 20% degli studenti che partecipano a un programma di mini-impresa nella scuola secondaria avvierà in seguito una propria impresa, cifra molto superiore a quella valida per la popolazione generale.

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Iter normativo

Il piano d’azione “Imprenditorialità 2020” individua sei ambiti chiave di intervento:
• accesso ai finanziamenti: la Commissione propone, da un lato, di rafforzare gli strumenti finanziari esistenti, dall’altro, mira a creare un mercato europeo della microfinanza, a semplificare la fiscalità per consentire alle PMI di ottenere finanziamenti mediante investimenti diretti privati ed a introdurre nuove forme alternative di finanziamento, ad esempio il crowdfunding;
• sostegno nelle fasi cruciali del ciclo vitale dell'impresa: a fronte del fallimento di circa il 50% delle imprese nel corso dei primi cinque anni, gli Stati membri dovrebbero destinare maggiori risorse per aiutare le nuove imprese a superare questo periodo difficile, grazie ad esempio alla formazione degli amministratori ed alla costituzione di reti con i pari e con i fornitori e clienti potenziali;
• sviluppo delle nuove opportunità imprenditoriali dell'era digitale: data la rapida crescita delle PMI che adottano tecnologie dell'informazione e della comunicazione, sarebbe auspicabile un maggiore sostegno alle start-up stabilite sul web ed al rafforzamento delle competenze nel settore al fine di aiutare sia gli imprenditori digitali che le imprese più tradizionali;
• agevolazione del trasferimento di imprese: ogni anno circa 450 000 imprese con 2 milioni di dipendenti vengono trasferite a nuovi proprietari all'interno dell'Europa, con una perdita stimata di circa 150 000 imprese e 600 000 posti di lavoro; la Commissione propone perciò l’espansione dei mercati per le imprese e l’eliminazione degli ostacoli ai loro trasferimenti transfrontalieri;
• seconda opportunità per gli imprenditori onesti dopo un fallimento: il 96% delle bancarotte è dovuta a ritardi nei pagamenti o ad altri problemi pratici. La Commissione propone quindi di spostare l'attenzione dalla liquidazione verso una nuova impostazione che aiuti le imprese a superare le difficoltà finanziarie;
• semplificazione amministrativa: la Commissione porterà avanti il suo impegno per la riduzione dell'onere normativo.

La Commissione intende inoltre promuovere l'imprenditorialità fra gruppi specifici della popolazione:
• potenzialità imprenditoriali delle donne: dal momento che le donne rappresentano solo il 34,4% dei lavoratori autonomi in Europa occorre incoraggiare e sostenere maggiormente la diffusione della cultura dell’imprenditorialità femminile;
• anziani: gli imprenditori in pensione dispongono di un prezioso know-how che andrebbe trasferito alle future generazioni al fine di assisterle nell’avvio di un'impresa;
• migranti: viste le difficoltà che spesso si trovano ad affrontare sul mercato del lavoro, un'attività autonoma potrebbe costituire per loro un'opportunità preziosa di emancipazione economica e inclusione sociale;
• disoccupati: i programmi di sostegno alla creazione di imprese destinati a loro dovrebbero comprendere azioni di formazione, servizi di consulenza e tutoraggio.

Già a partire dal 2013 la Commissione ha proceduto all’attuazione del piano d’azione, collaborando strettamente con gli Stati membri, le organizzazioni di imprese e le parti interessate. L’attuazione del piano e delle sue azioni chiave saranno seguite dalla Commissione attraverso il meccanismo di governance della politica industriale e competitività e quello dello Small Business Act, includendo come facenti parte della dimensione esterna anche i Paesi candidati, potenziali candidati e del vicinato. La rete dei garanti nazionali per le PMI dovrà giocare, insieme al loro omologo europeo, un ruolo particolare nell’assicurare che siano raggiunti progressi relativamente alle misure proposte. Gli Stati membri sono invitati a presentare una relazione sui progressi delle azioni chiave previste dal piano raggiunti nel contesto dei loro Programmi di riforma nazionali nel quadro del Semestre europeo.

Nel maggio 2013 la Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo  ha presentato una proposta di risoluzione in merito. Con essa si sottolinea che l’UE dovrebbe darsi obiettivi concreti affinché l’imprenditorialità torni ad essere più attraente quale alternativa al lavoro dipendente ed invita gli Stati membri ad adottare, entro il 2015, strategie nazionali per integrare la formazione all’imprenditorialità all’interno dei programmi scolastici.

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Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES accoglie con favore l’adozione del piano d’azione e sostiene pienamente il perseguimento del suo obiettivo primario, ovvero riaccendere lo spirito imprenditoriale dei giovani europei.
Per quanto concerne la formazione, EUROCHAMBRES sottolinea l’importanza di alcune misure specifiche, in particolare la raccomandazione rivolta agli Stati membri di assicurare che l’imprenditorialità sia inserita nei programmi di studio dell’istruzione primaria, secondaria e terziaria.
Tuttavia, l’associazione si rammarica del fatto che il piano d'azione non si limiti al primo capitolo sull’educazione all'imprenditorialità, ma vada oltre, affrontando una vasta gamma di questioni concernenti il contesto economico generale. Secondo EUROCHAMBRES, la Commissione rischierebbe di compromettere l’attuazione delle misure intese a stimolare l'imprenditorialità e di diluirne così l'impatto globale.

BUSINESSEUROPE ritiene che il lancio del piano d’azione costituisca un primo passo molto importante ed invita a prestare molta attenzione alla sua implementazione a livello europeo e nazionale. L’associazione evidenzia le numerose iniziative previste, in particolare quelle nel campo dell’educazione all'imprenditorialità, quelle intese a ridurre gli oneri amministrativi e finanziari durante la fase di start-up delle imprese nonché quelle miranti ad agevolare il trasferimento di impresa.

UEAPME sostiene la raccomandazione indirizzata agli Stati membri di continuare il processo di modernizzazione del mercato del lavoro nonché la maggiore attenzione prestata al trasferimento di imprese e all’educazione all'imprenditorialità. L’associazione delle PMI europee apprezza l’invito della Commissione a diffondere maggiormente la cultura dell’imprenditorialità; tuttavia, rammenta la mancanza di riferimenti all’importante ruolo giocato dalle organizzazioni intermediarie nel consigliare le PMI e ne raccomanda il pieno coinvolgimento nella fase di implementazione del piano d’azione.

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I programmi europei di finanziamento

Rispetto alla programmazione 2014-2020, le misure previste dal Piano saranno in parte finanziate dal Programma COSME. Troverete maggiori informazioni nella sezione Monitoraggio bandi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:11 )