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L'Agenda digitale europea

Negli ultimi quindici anni le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) hanno già determinato la metà dell'aumento di produttività in Europa ed è probabile che questa tendenza sarà sempre più marcata. L'economia digitale sta crescendo sette volte più rapidamente rispetto ad altri settori, ma il suo potenziale è attualmente ostacolato da un quadro europeo disomogeneo.
La strategia Europa 2020, avviata dalla Commissione europea nel 2010, rappresenta parte della risposta a questa crisi e fissa obiettivi in materia di occupazione, produttività e coesione sociale. In questo contesto, la Direzione Generale Reti di comunicazione, Contenuti e Tecnologie della  Commissione ha presentato, il 19 maggio 2010, un'ambiziosa Agenda digitale europea, la cui attuazione dovrebbe dare un importante contributo alla crescita e diffondere i benefici derivanti dall'era digitale a tutte le fasce sociali.

Obiettivi
Iter normativo
Il punto di vista europeo

Obiettivi

L'Agenda indica sette aree prioritarie d'azione, tramite le quali la Commissione intende:
• creare un nuovo mercato unico per sfruttare i benefici apportati dall'era digitale, permettendo ai cittadini europei, tra le altre cose, di usufruire dei servizi commerciali e prodotti di intrattenimento culturale su base transnazionale, dell'agevolazione dei pagamenti e della fatturazione elettronica nonché della semplificazione della risoluzione delle controversie in rete;
• migliorare la definizione delle norme TIC ed estenderne l'interoperabilità, al fine di facilitare la creatività, l'aggregazione e l'innovazione da parte dei cittadini;
• migliorare il tasso di fiducia in internet e nella sua sicurezza, attraverso una risposta europea meglio coordinata ai ciberattacchi e norme più rigorose in merito alla protezione dei dati personali;
• rendere l’accesso ad internet molto più veloce per i cittadini europei, requisito essenziale per una crescita economica forte, per la creazione di nuovi posti di lavoro e di prosperità, ma anche per garantire che i cittadini possano accedere ai contenuti e ai servizi che desiderano;
• incrementare gli investimenti nel settore ricerca e sviluppo, al fine di facilitare il concretizzarsi sul mercato delle migliori idee prodotte in Europa;
• migliorare l'alfabetizzazione e l'inclusione digitali, fornendo a tutti i cittadini europei competenze digitali e servizi online accessibili;
• sfruttare il potenziale delle TIC per sostenere le sfide che la società si trova ad affrontare come il cambiamento climatico e l'invecchiamento demografico.
In queste sette aree d'azione, l'Agenda del digitale prevede 100 interventi di follow-up; di questi, 31 dovrebbero essere di carattere legislativo.

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Iter normativo

 

A seguito della pubblicazione dell’Agenda digitale nel maggio 2010, il Consiglio Trasporti, telecomunicazioni ed energia ha accolto con favore l’adozione del documento, approvandone i settori di azione individuati e rilevando l'importanza delle tecnologie digitali per la crescita economica e l'occupazione.
Nel dicembre 2010 i ministri europei hanno altresì evidenziato una sinergia tra le iniziative faro della strategia Europa 2020 "Un'agenda digitale europea" e "L'Unione dell'innovazione". In particolare, essi hanno rilevato la necessità di collegare le due iniziative attraverso una strategia europea integrata dell'innovazione, per la quale è necessario un mercato unico digitale pienamente funzionante al servizio delle imprese europee e dei consumatori europei.

In altre due occasioni, nel corso del 2012, il Consiglio europeo ha invocato un rafforzamento della leadership europea nell’economia digitale ed il completamento del Mercato unico digitale entro il 2015, sviluppando in particolare il commercio transfrontaliero on-line, l’utilizzo di e-services, la diffusione della banda larga e la modernizzazione del regime europeo di copyright.

Nel frattempo, la Commissione europea ha adottato il 18 dicembre 2012 sette nuove priorità digitali per il periodo 2013-2014 che pongono nuova enfasi sugli elementi più trasformativi dell'Agenda digitale europea del 2010.
In questo senso, la Commissione intende:
• creare un nuovo contesto normativo stabile per la banda larga;
• promuovere nuove infrastrutture per servizi digitali pubblici attraverso il Meccanismo per collegare l'Europa;
• avviare una grande coalizione sulle competenze e sui posti di lavoro in ambito digitale;
• proporre una strategia e una direttiva UE in materia di sicurezza informatica;
• aggiornare il quadro UE relativo ai diritti d'autore;
• accelerare il "cloud computing" attraverso il potere d’acquisto del settore pubblico;
• avviare una nuova strategia industriale per l'elettronica.
Secondo alcune stime, la piena attuazione dell'Agenda digitale aggiornata aumenterebbe il PIL europeo del 5%, ovvero di 1500 EUR/persona, nei prossimi otto anni.

Si ricorda infine, la pubblicazione, il 12 giugno 2013, della scheda di valutazione per l'Agenda digitale europea. Stando alla valutazione, i cittadini europei dispongono ormai di reti e servizi digitali di base, ma i problemi esistenti nel settore europeo delle telecomunicazioni e sui mercati del digitale impediscono loro di beneficiare pienamente dei principali vantaggi della rivoluzione digitale in atto.
Tra i dati dati principali si ricorda:

Progressi nella diffusione di internet
- La banda larga di base è presente praticamente ovunque in Europa;
- la banda larga veloce raggiunge oggi la metà della popolazione;
- l’accesso a internet è sempre più mobile.

Aspetti problematici
- Solo il 2% delle famiglie è abbonato alla banda larga ultraveloce (sopra i 100 Mb/s), ben al di sotto dell’obiettivo del 50% entro il 2020;
- la metà dei cittadini dell’UE possiede competenze digitali scarse o inesistenti.

Altri dati
- Sempre più persone utilizzano internet;
- il 70% della popolazione oggi usa internet regolarmente almeno una volta la settimana, contro il 67% dell’anno scorso;
- nel 2012 i prezzi del roaming sono scesi, almeno di 5 eurocent, soprattutto dopo l’adozione del regolamento sul roaming il 1° luglio 2012;
- il commercio elettronico è in costante crescita, ma non a livello transfrontaliero, il 45% dei cittadini usa internet per comprare beni e servizi;
- la maggior parte delle imprese e dei cittadini usa i servizi dell’amministrazione in linea – si tratta dell’87% delle imprese, mentre per i cittadini la percentuale è salita al 44% rispetto all’anno scorso;
- le spese per la ricerca sono leggermente aumentate nonostante i vincoli di bilancio. Gli investimenti pubblici in R&S nel settore delle TIC sono aumentati dell’1,8% e gli investimenti privati nelle TIC con una crescita del 2,7%.

 

Infine, la plenaria ha approvato, in data 19 gennaio 2016, la risoluzione sul mercato unico digitale che prevede, tra gli altri, la sospensione del geo-blocking e dell'interdizione all'accesso online dei consumatori ai servizi fatto sulla base dei loro indirizzi IP, degli indirizzi postali e del Paese che ha rilasciato la carta di credito. Le proposte contenute nella risoluzione del PE, volte a migliorare l'accesso dei consumatori ai beni e servizi di internet, contribuiranno alla preparazione delle 16 iniziative per il mercato unico digitale che la Commissione presenterà entro la fine del 2016. Secondo uno studio comunitario, l'apertura del mercato digitale europeo potrebbe portare a un beneficio di 415 miliardi di euro l'anno e la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro.

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Il punto di vista europeo

UEAPME è favorevole ad un maggior ricorso a strumenti elettronici accessibili che permettano alle imprese di adempiere a formalità amministrative a distanza. L’associazione delle PMI europee individua infatti innumerevoli vantaggi nell’identificazione, autenticazione e firma elettroniche. UEAPME ritiene quindi necessario un quadro di riferimento a livello europeo al fine di evitare che gli Stati membri sviluppino sistemi separati tecnicamente incompatibili.

Secondo BUSINESSEUROPE, un mercato digitale europeo dinamico, insieme ad adeguate infrastrutture che permettano di sfruttarlo, costituisce una componente fondamentale per il rafforzamento del Mercato unico. Dal suo pieno sviluppo, infatti, beneficerebbero la produttività e l’innovazione anche in diversi settori tradizionali. L’associazione ritiene che l’UE dovrebbe intervenire per riavvicinare una regolamentazione frammentata che, attualmente, scoraggia l’e-business transfrontaliero e rallenta lo sviluppo dell’e-commerce.

BEUC accoglie favorevolmente l’iniziativa della Commissione e ritiene che l’adozione dell’Agenda contribuirà allo sviluppo del Mercato unico digitale attraverso la rimozione delle barriere esistenti, il miglioramento delle competenze informatiche in Europa e maggiori benefici per i consumatori offerti dalle nuove tecnologie. Secondo l’associazione, i consumatori dovrebbero avere il diritto di accedere a determinati contenuti a prescindere dalla loro nazionalità e dal luogo di residenza.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:26 )