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Il regime Unioncamere sugli aiuti alla formazione

In base al Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti concessi alle imprese mediante risorse pubbliche che possano falsare la concorrenza e distorcere gli scambi tra gli Stati membri. In deroga a tale divieto generale, può essere considerata compatibile con la disciplina dell’UE la concessione di aiuti sulla base o di regolamenti comunitari di esenzione o di una specifica autorizzazione della Commissione. Gli aiuti concessi alle imprese da parte degli Enti appartenenti al sistema camerale possono rientrare nella categoria degli aiuti di Stato ai sensi del Trattato ed è quindi necessario verificare se essi siano compatibili con la normativa comunitaria e a quali condizioni.

Poiché il sistema camerale destina ogni anno cospicue risorse a diversi tipi di attività formative, quali l’organizzazione di seminari o corsi, per evitare problemi di compatibilità con le regole comunitarie, sul modello di quanto già fatto nel settore dell’agricoltura, è stato approvato nel 2008 un regolamento che istituisce un regime “ombrello” e che copre tutte le situazioni rilevanti ai fini della disciplina della concorrenza. Tale regime, che è in attesa di autorizzazione da parte della Commissione, detta le condizioni per la concessione di aiuti alla formazione da parte degli Enti del sistema camerale, eventualmente nell’ambito di accordi di cofinanziamento con altri soggetti pubblici, ed esenta le singole Camere dagli obblighi di notifica alla Commissione. Questi ultimi saranno rispettati da Unioncamere tramite la presentazione di una relazione generale annuale sugli aiuti concessi in base al regime in oggetto.

Secondo quanto previsto dal regolamento, fatti salvi i casi elencati, sarà possibile concedere aiuti ad imprese di qualunque dimensione e settore, inclusi l’agricoltura e la pesca, allo scopo di promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale dei lavoratori. Le attività agevolabili saranno quelle indirizzate a lavoratori dipendenti, titolari, legali rappresentanti, amministratori, soci o collaboratori familiari dell’impresa e devono essere organizzate da enti di formazione professionale accreditati presso una delle Regioni italiane, da Università o Istituti per la formazione superiore in Italia o all’estero, dalle Camere di Commercio, enti di sistema o soggetti con essi convenzionati. Il regolamento stabilisce, inoltre, le categorie di costi ammissibili ai fini della determinazione dell’ammontare dell’aiuto e le loro intensità massime. Queste ultime variano in base alla dimensione dell’impresa, al tipo di formazione e ai lavoratori destinatari dell’iniziativa.

Le misure di sostegno potranno essere concesse in natura, sotto forma di servizi agevolati, o con un contributo e potranno formare parte di un regime di aiuto (ovvero un atto che si riferisce ad una pluralità indeterminata di soggetti) oppure essere concesse ad hoc (ovvero identificando i beneficiari nominativamente). Resterà impregiudicata la possibilità di erogare aiuti in base a regimi diversi, in particolare al de minimis, sempre nel rispetto della normativa comunitaria.

A seguito dell'approvazione dell'entrata in vigore del nuovo regolamento generale di esenzione per categoria e del nuovo regolamento "de minimis", Unioncamere ha provveduto ad approvare un nuovo regolamento per gli aiuti alla formazione, entrato in vigore il 23 febbraio 2015.

Testo del Regolamento Unioncamere per gli aiuti alla formazione

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Luglio 2016 12:32 )