Sei qui: Home ›› Accesso al credito ›› Gli strumenti finanziari innovativi

Gli strumenti finanziari innovativi

In tempi di restrizioni fiscali c'è un'urgente necessità di soluzioni innovative per rimediare alla ridotta disponibilità di capitale di rischio e mobilitare una quota maggiore del risparmio privato da destinare ai settori essenziali per la ripresa dell’economia europea e per il perseguimento degli obiettivi di Europa 2020.

Obiettivi
Iter normativo
Il punto di vista europeo

Obiettivi

Il ricorso agli strumenti finanziari innovativi risponde all’esigenza di reperire sul mercato, a fronte del volume ridotto del bilancio europeo, consistenti finanziamenti per attuare investimenti strategici nei settori dei trasporti, ambiente, energia e tecnologie digitali, e per fornire sostegno alle PMI europee nell'accesso al credito.

Torna su

Iter normativo

Già nel riesame dello Small Business Act, avvenuto nel febbraio 2011, la Commissione aveva evidenziato un ruolo sempre più importante per tali strumenti nel facilitare l'accesso delle PMI al finanziamento e, allo stesso tempo, esercitare un forte effetto di leva sul capitale disponibile per il prestito. Relativamente al prossimo quadro finanziario pluriennale, la Commissione intendeva proporre una semplificazione degli strumenti finanziari innovativi, tra i quali il meccanismo di garanzia per le PMI e lo strumento di finanziamento a rischio condiviso.

Come prospettato dalla Commissione europea nella comunicazione “Un bilancio per la strategia Europa 2020” del 29 giugno 2011, l’estensione del ricorso agli strumenti finanziari innovativi costituisce uno degli elementi centrali del quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il 2014-2020.
Al fine di accrescere le possibilità di finanziamento dei progetti infrastrutturali, la Commissione ha presentato il 19 ottobre 2011 tre iniziative specifiche.

La prima è una comunicazione che illustra la strategia ed un quadro di standard comuni per l’individuazione degli strumenti finanziari innovativi nel periodo 2014-2020. Nell'ambito del QFP 2007-2013, l'Unione ha sviluppato 14 strumenti di questo tipo nel settore delle politiche interne e 11 strumenti nell'ambito delle politiche esterne, destinandovi circa l'1,3% del bilancio dell'Unione. Nell’ambito della nuova programmazione finanziaria, invece, la Commissione propone un numero più ridotto di strumenti aventi tuttavia un campo di applicazione più ampio.
Il 26 ottobre 2012 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sugli strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, con la quale valuta positivamente la riduzione del numero di strumenti e la loro portata più ampia. Inoltre, la proposta della Commissione europea di creare piattaforme di capitale e di debito è stata accolta con favore dagli eurodeputati, dal momento che esse avrebbero l'obiettivo di semplificare, standardizzare e rendere più coerenti tutti gli strumenti finanziari innovativi. Affinché tali piattaforme siano attuate con successo, sarebbe opportuno presentare il quadro di applicazione e le altre modalità tecniche in modo tempestivo, in ogni caso prima del 2014.

Contestualmente alla comunicazione sugli strumenti finanziari innovativi, la Commissione ha adottato una comunicazione ed una proposta di regolamento che, modificando la decisione istitutiva del programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP) relativo al periodo 2007-2013 ed il regolamento recante i principi generali per la concessione di un contributo finanziario nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e dell'energia (TEN), mirano a consentire l’avvio di un progetto pilota per l’emissione di prestiti obbligazionari privati (cosiddetti project bond) al fine di finanziare progetti infrastrutturali già a partire dal 2013.
La risoluzione legislativa sul contributo finanziario nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e dell'energia è stata definitivamente votata dalla plenaria del Parlamento europeo il 5 luglio 2012, mentre l’adozione del regolamento da parte del Consiglio ha avuto luogo sei giorni dopo. E’ stato così approvato lo stanziamento di 230 milioni di euro in garanzie per il progetto pilota di project bond da emettere per lo sviluppo di infrastrutture europee nei settori dell'energia (10 milioni), dei trasporti (200 milioni) e delle tecnologie di informazione e comunicazione (20 milioni). Le somme saranno accantonate dal bilancio UE a garanzia di emissioni da parte della Banca europea per gli investimenti e dovrebbero generare investimenti per complessivi 4,6 miliardi di euro.
L’Iniziativa Project Bond, parte integrante del Connecting Europe Facility, è stata definitivamente approvata il 7 novembre 2012 con la firma dell’Accordo di cooperazione tra la Commissione europea e la Banca europea degli investimenti (BEI). Tale accordo di cooperazione definisce i criteri per la ripartizione dei rischi. La fase pilota, gestita dalla BEI, beneficerà di un finanziamento di 230 milioni di Euro e incoraggerà interventi privati fino a 4 miliardi di euro per investimenti nelle infrastrutture nei settori dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni. La Commissione e la Banca europea per gli investimenti presenteranno al Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione intermedia nella seconda metà del 2013.
In particolare, la fase pilota dell’Iniziativa Project Bond ha due obiettivi da realizzare:
• creare un mercato di capitali di debito come fonte addizionale di finanziamento di progetti infrastrutturali;
• stimolare gli investimenti nelle infrastrutture nel settore dei transporti, dell'energia e della tecnologia.

Tra le azioni chiave previste dal recente Atto per il mercato unico II dell’ottobre 2012, invece, la Commissione ha ricordato come, a livello UE, fossero già state adottate misure per promuovere gli investimenti a lungo termine nell’economia reale: tra essi i finanziamenti concessi dagli strumenti finanziari dell’UE e dalla Banca europea per gli investimenti, l’iniziativa per i prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti nel quadro della strategia Europa 2020 ed il piano di azione presentato dalla Commissione nel dicembre 2011 al fine di promuovere l’accesso ai finanziamenti per le PMI. Quest’ultimo documento sottolinea l’attività creditizia della BEI rivolta alle PMI ed il suo contribuito al miglioramento delle condizioni dei prestiti, della flessibilità e della rapida allocazione dei fondi. Successivamente, il Parlamento europeo ha approvato il 5 febbraio 2013 una risoluzione in merito, con la quale sottolinea gli sforzi intesi a rafforzare e migliorare gli strumenti congiunti BEI - bilancio dell'Unione utilizzati per ripartire il rischio ed assumere quote di partecipazione. Con essa, gli eurodeputati chiedono inoltre alla BEI di intensificare gli sforzi al fine di promuovere gli strumenti finanziari nel settore delle PMI. Il Parlamento europeo invita infine la Commissione a rafforzare ed ottimizzare gli strumenti di condivisione dei rischi della Banca europea per gli investimenti ed i programmi del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) destinati alle PMI.

Infine, per quanto concerne i fondi strutturali 2014-2020, sulla base della proposta recante le disposizioni comuni applicabili a FESR, FSE, Fondo di coesione, FEASR e FEAMP, la Commissione intende effettuare un esercizio mirato di riprogrammazione con gli Stati membri per quanto riguarda l’uso dei fondi strutturali per rendere più accessibili tali finanziamenti per le PMI. Sarà infatti potenziato il ruolo degli strumenti finanziari nella politica di coesione 2014-2020, estendendo il loro campo di applicazione, rendendo più flessibili ed efficaci i relativi quadri di attuazione e proponendo il loro utilizzo come soluzione alternativa più efficace o come strumento complementare alle sovvenzioni tradizionali.

Torna su

Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES si compiace del fatto che il bilancio europeo continuerà a garantire supporto finanziario alle PMI attraverso il programma COSME. L’associazione accoglie inoltre con favore il nuovo approccio al sostegno alle imprese attraverso strumenti finanziari innovativi che permettano un effetto leva negli investimenti.

Da parte sua, BUSINESSEUROPE rileva l’importanza di rafforzare, attraverso lo sviluppo di strumenti finanziari innovativi ed una maggiore partecipazione del settore privato al finanziamento dei progetti, l’effetto leva dei fondi della politica di coesione. I fondi strutturali apportano infatti un contributo fondamentale alle PMI attraverso il sostegno diretto e gli investimenti nell’occupabilità e nella formazione dei lavoratori. L’associazione invita la Commissione a migliorare tali strumenti finanziari per renderli capaci di rispondere alle reali esigenze delle PMI.

UEAPME accoglie favorevolmente l’intenzione di sviluppare nuovi strumenti finanziari intesi a fornire sostegno alle PMI europee ed aiutarle a migliorarne l’accesso ai finanziamenti. L’associazione sottolinea infatti la loro particolare importanza per le attività più rischiose, quali le start-up, l'innovazione e i trasferimenti d’impresa, non finanziabili attraverso forme classiche di prestito.

Torna su

Referente Unioncamere: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:19 )