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Le relazioni con i Paesi industrializzati e lo Strumento di partenariato

Durante gli ultimi anni, l’Unione europea ha lavorato per rafforzare le sue relazioni (economiche, scientifiche, tecniche e giudiziarie) con i Paesi industrializzati, ossia il Nord America, l’Asia orientale, il Sud Est Asiatico e la regione del Golfo.

La cooperazione con i Paesi industrializzati avviene tramite la conclusione di accordi bilaterali, multilaterali o nel quadro di organizzazioni internazionali come l’Organizzazione mondiale del Commercio (OMC).

L’iter di negoziazione e conclusione di tali accordi è dettato dall’articolo 218 del TFUE e prevede un forte coinvolgimento del Consiglio che, sempre a maggioranza qualificata, tranne i casi nei quali il Trattato richiede espressamente l’unanimità, autorizza l’avvio dei negoziati, determina le linee direttive e autorizza la firma e la conclusione dell’accordo. Il Parlamento deve approvare l’accordo nei casi espressamente previsti, mentre negli altri assume un ruolo consultivo.

Obiettivi

Gli obiettivi perseguiti dall’Unione europea in quest’ambito sono numerosi e comprendono il rafforzamento del ruolo dell’UE nel mondo, il miglioramento della comprensione reciproca tramite scambi culturali e il dialogo delle società civili, il consolidamento delle istituzioni multilaterali, l’apertura di nuove possibilità per le imprese europee, la collaborazione per il raggiungimento di obiettivi comuni, quali la lotta ai cambiamenti climatici e alla povertà.

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Iter normativo

Al fine di promuovere una più intensa cooperazione bilaterale con i Paesi industrializzati, già nel periodo di programmazione 2007-2013 è stato istituito uno strumento per la cooperazione (ICI), esteso successivamente ai Paesi in via di sviluppo (ICI+).

Con l’elaborazione dei regolamenti per il nuovo periodo di programmazione finanziaria 2014-2020, la Commissione ha proposto di sostituire l’ICI con un nuovo strumento, lo Strumento di partenariato per la cooperazione con i Paesi terzi (PI) che persegue l’obiettivo di promuovere sia gli interessi dell’Unione europea che quelli reciproci. Questa scelta è stata motivata dalla constatazione che, dopo l’entrata in vigore dell’ICI, sono avvenuti importanti cambiamenti, quali l’emergere di nuove economie come India, Russia, Cina e Brasile che stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella comunità internazionale, la crisi finanziaria, la crescente interdipendenza tra l’Unione e i suoi partner e le sfide poste dai cambiamenti climatici. Secondo la Commissione, tali sviluppi hanno reso necessaria la creazione di un nuovo strumento che permetta all’Unione di impegnarsi in maniera più efficace a livello internazionale.

In particolare, grazie allo Strumento di partenariato 2014-2020 (al quale sono destinati 955 milioni di euro), approvato nel dicembre 2013 dal Parlamento europeo e di prossima adozione da parte del Consiglio, sarà possibile perseguire i seguenti obiettivi:

  • attuare la dimensione internazionale della strategia Europa 2020, sostenendo strategie di partenariato per la cooperazione bilaterale, regionale e interregionale, promuovendo il dialogo politico e sviluppando risposte collettive a sfide di portata planetaria;
  • migliorare l’accesso al mercato e sviluppare le opportunità di scambio, di investimento e commerciali per le imprese europee, in particolare le PMI, tramite i partenariati economici e la cooperazione commerciale in materia di regolamentazione;
  • promuovere maggiore comprensione e visibilità dell’Unione e rafforzare il suo ruolo sulla scena mondiale tramite la diplomazia pubblica, la cooperazione accademica e in materia di istruzione e attività di sensibilizzazione per la promozione dei valori e degli interessi dell'UE.

Lo strumento avrà portata mondiale con particolare attenzione rivolta ai partner economici strategici e alle economie emergenti. Esso sarà utilizzato per sostenere le politiche esterne dell’UE, quali la politica commerciale, e per completare la dimensione esterna di politiche interne, come quelle relative ai cambiamenti climatici, all’energia e ai trasporti.

Le iniziative dell’Unione saranno intraprese in base a programmi indicativi pluriennali che indicheranno gli interessi dell’UE e gli interessi reciproci, le priorità dell’Unione, i suoi obiettivi, i risultati previsti, i settori prioritari selezionati per il finanziamento e le assegnazioni finanziarie indicative per settore e per Paese o gruppo di Paesi.

Le aree di cooperazione previste dal PI includono:

  • facilitare e supportare le relazioni commerciali;
  • promuovere iniziative di interesse dell’Unione o comune in numerosi settori, quali il cambiamento climatico, questioni ambientali, trasporti, materie prime, sviluppo sostenibile, educazione, cultura, tassazione, giustizia;
  • sostenere la cooperazione, i partenariati e le iniziative comuni tra attori economici, sociali, culturali, governativi e scientifici dell’Unione e dei Paesi terzi;
  • incentivare scambi intellettuali e il dialogo interculturale.

Troverete maggiori informazioni sulle possibilità di finanziamento che saranno offerte dal nuovo Strumento di partenariato nella sezione Monitoraggio bandi di gara del sito www.unioncamere.net. Si ricorda che l'accesso è riservato ai soli utenti registrati.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:24 )