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La modernizzazione degli aiuti di Stato

In questo momento di crisi economica, caratterizzato, da un lato, dall’aumento delle pressioni sugli Stati perché sostengano i settori dell’economia più in difficoltà e, dall’altro, da politiche di risanamento dei bilanci nazionali, è importante migliorare la disciplina europea sugli aiuti di Stato per assicurare che essi siano indirizzati meglio, stimolino la crescita e provochino limitate distorsioni della concorrenza. A tal fine la Commissione ha dato il via nel 2012 ad un processo di modernizzazione degli aiuti di Stato.

Obiettivi

L’iniziativa della Commissione persegue tre obiettivi:
• promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in un mercato interno competitivo;
• concentrare il controllo ex ante della Commissione sui casi con il maggiore impatto sul mercato interno, rafforzando nel contempo la cooperazione tra i Paesi membri in materia di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato;
• razionalizzare le norme ed accelerare i tempi di decisione.

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Iter normativo

L’attuale fase di modernizzazione degli aiuti di Stato è stata avviata l’8 maggio 2012 con una comunicazione della Commissione che ne illustrava le motivazioni, gli obiettivi e proponeva una serie di misure volte al miglioramento della politica dell’UE in tale settore:
- l’individuazione e la definizione di principi comuni applicabili dalla Commissione nella valutazione della compatibilità di tutte le misure di aiuto;
- la revisione e la razionalizzazione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato  in modo da renderli coerenti con tali principi comuni;
- la definizione delle priorità, un maggiore controllo degli aiuti con un impatto significativo sul mercato unico e la semplificazione del controllo dei casi a carattere locale e con scarsi effetti sugli scambi, tramite l’eventuale revisione del regolamento de minimis, del regolamento di applicazione e del regolamento generale di esenzione per categoria;
- il rafforzamento dei controlli ex post della Commissione per assicurare un adeguato livello di controllo nel caso di un aumento del numero dei casi esentati da notifica;
- la razionalizzazione delle norme e una maggiore rapidità nell’assunzione delle decisioni tramite il chiarimento del concetto di aiuti di Stato e la modernizzazione del regolamento di procedura.

Da parte sua, il Parlamento europeo ha approvato, il 17 gennaio 2013, una risoluzione con la quale è stato riconosciuto il ruolo che gli aiuti di Stato possono ricoprire nell'affrontare la crisi e nel raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020. Allo stesso tempo, i deputati europei hanno sottolineato la necessità di ridurli, di assicurare una loro migliore allocazione, di velocizzare le procedure e di trattare in maniera più approfondita i casi più importanti e con un maggiore impatto sulla concorrenza rispetto a quelli meno rilevanti. Infine, essi hanno affermato che un eventuale indebolimento dei controlli ex-ante tramite un aumento delle soglie del regolamento de minimis o un’estensione delle categorie di aiuti esentati dall’obbligo di notifica dovrà essere accompagnato da un rafforzamento dei controlli ex-post.

Nell'ambito della modernizzazione degli aiuti di Stato, sono stati adottati:

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Il punto di vista europeo

In base all’opinione di BUSINESSEUROPE, sarebbe stato necessario semplificare le regole sugli aiuti di Stato, che al momento sono troppo complesse per garantire la certezza del diritto, ed introdurre scadenze più rigide per assicurare la prevedibilità della procedura per le imprese. Inoltre, l’organizzazione sostieneva che:
- la proposta di estensione del regolamento di esenzione per categoria provocherebbe la sottrazione di molti aiuti dal controllo della Commissione. La maggiore decentralizzazione che ne conseguirebbe, anche a causa del rischio di un’applicazione più soggettiva e meno uniforme delle regole a livello nazionale, potrebbe portare ad un aumento degli aiuti illegali;
- un aumento delle soglie del de minimis potrebbe creare il rischio che gli Stati aumentino gli aiuti ad un livello tale da rendere probabili distorsioni della concorrenza;
- la Commissione dovrebbe aumentare la responsabilità degli Stati in caso di violazione delle regole dell’UE. Al momento, infatti, il rischio grava solo sul beneficiario dell’aiuto che potrebbe essere costretto a restituirlo anche a distanza di anni. La Commissione dovrebbe introdurre regole che, sul modello di quelle esistenti nel settore degli appalti europei, permettano di sanzionare le autorità pubbliche che concedono aiuti illegali.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:39 )