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I finanziamenti alla microimpresa

Nell’Unione europea, le microimprese, il cui organico è inferiore alle dieci unità, rappresentano oltre il 90% delle imprese totali. I loro titolari sperimentano spesso difficoltà ad ottenere piccole quantità di denaro in prestito, perché le banche considerano il microfinanziamento come un’attività ad alto rischio ed a basso rendimento, con costi di gestione non proporzionati.
Aumentare l'offerta di microcredito (ovvero dei prestiti finanziari inferiori ai 25.000 euro) costituisce un importante incentivo volto ad incoraggiare lo start-up di nuove imprese, stimolare la crescita economica in linea con la strategia Europa 2020 e creare opportunità per coloro che altrimenti non sarebbero in grado di attivarsi.

Obiettivi
Iter normativo e programmi di finanziamento

Obiettivi

Le strategie e gli strumenti mirati dell’UE e degli Stati membri in materia di microfinanziamento sono fondamentali per tutti quei soggetti che, esclusi dal mercato del credito bancario ed in difficoltà nell'inserimento nel mercato del lavoro, intendono avviare un progetto o un'attività economica, in grado di generare reddito individuale e quindi di fornire un contributo alla crescita generale.

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Iter normativo e programmi di finanziamento

Nel novembre 2007 la Commissione europea aveva lanciato l’Iniziativa per lo sviluppo del microcredito a sostegno della crescita e dell’occupazione, con la quale rilevava la presenza di alcuni ostacoli alla concessione dei prestiti e si poneva l’obiettivo di promuovere l’imprenditorialità. In particolare, la comunicazione invitava gli Stati membri ad adeguare i propri quadri istituzionali, giuridici e commerciali per renderli in grado di promuovere un ambiente più favorevole allo sviluppo del microcredito.
Da parte sua, con l'approvazione di una relazione nel marzo 2009, il Parlamento europeo aveva chiesto alla Commissione di presentare proposte legislative volte ad agevolare l'erogazione di microcrediti alle imprese in crisi di liquidità ed alle persone svantaggiate (immigrati, minoranze, precari e donne) in modo da incentivare il lavoro autonomo.

Come prima misura di attuazione di queste indicazioni, la Commissione e la Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno creato nel 2008 l'azione comune di sostegno agli istituti di microfinanza in Europa JASMINE, un progetto pilota triennale (2009-2011) inteso a fornire assistenza tecnica e finanziamenti agli erogatori di microcrediti non bancari con sede nell'UE. La Commissione ha finanziato la componente di assistenza tecnica di JASMINE con 7 milioni di euro messi a disposizione dal Parlamento europeo, nel 2009, nel quadro di un'azione preparatoria richiesta da quest'ultimo (EPPA).

D’altra parte, come evidenziato nella comunicazione della Commissione del 3 giugno 2009 dal titolo “Un impegno comune per l'occupazione” era necessario offrire una nuova possibilità alle persone disoccupate ed aprire la strada dell'imprenditorialità ad alcuni dei gruppi più svantaggiati in Europa con difficoltà d’accesso al mercato del credito di tipo convenzionale.

Nasce così nel 2010, lo strumento europeo Progress microfinanza per l’occupazione e l’inclusione sociale, con 200 milioni di euro di finanziamenti da parte della Commissione europea e della Banca europea per gli investimenti. La sua istituzione ha consentito il consolidamento e la razionalizzazione dei finanziamenti e delle garanzie offerti dall'Unione europea. Esso prevede l’erogazione di prestiti di piccola entità (fino a un massimale di 25mila euro) e deve servire a finanziare:
• la creazione di imprese o di attività indipendenti da parte delle persone escluse dal mercato del lavoro e da coloro che non hanno accesso al mercato del credito tradizionale;
• le microimprese, in particolare quelle del settore dell'economia sociale o quelle che assumono persone colpite dall’esclusione sociale.
Tuttavia, tale strumento non finanzia direttamente gli imprenditori, ma permette a una serie di intermediari di microcredito dell'UE (banche private o pubbliche, istituti di microfinanza non bancari, erogatori di microcredito senza fini di lucro) di aumentare il volume dei prestiti, attraverso l’emissione di garanzie per coprire rischi di eventuali perdite e la messa a disposizione di ulteriori fondi per la concessione di microfinanziamenti.

Dal settembre 2010 Progress microfinanza ha assunto la priorità sui contratti di microcredito. Ciò significa che tali contratti possono essere firmati nel quadro del CIP soltanto nel caso in cui non sia possibile concluderli nel quadro di Progress microfinanza, per esempio per ragioni di bilancio, se l'intermediario opera in un Paese terzo e non può dunque usufruire del nuovo strumento, se l'importo supera il limite di concentrazione per Stato membro oppure se il portafoglio dell'intermediario ha una vocazione essenzialmente commerciale.
Anche le operazioni nel quadro di JEREMIE integrano quelle di Progress microfinanza. Nell’ambito dei Fondi strutturali e della gestione congiunta con gli Stati membri, JEREMIE si propone di migliorare l'accesso ai finanziamenti per lo sviluppo e l'innovazione delle micro, piccole e medie imprese nonché di finanziarne la creazione di nuove. Il programma è finanziato per il 25% dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e per il 75% dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).

Da ultimo, si ricorda che nell’ambito del Programma quadro per la competitività e l'innovazione 2007-2013 (CIP), mediante lo sportello garanzie sui microprestiti del CIP, il Fondo europeo per gli investimenti offre garanzie sui prestiti ad organizzazioni di microcredito (intermediari finanziari) che concedono finanziamenti alle microimprese per un ammontare massimo di 25 000 euro.

Nella programmazione 2014-2020 il microfinanziamento è oggetto del Programma "Occupazione e innovazione sociale". Esso ingloba al suo interno il già esistente strumento europeo Progress microfinanza per l'occupazione e l'inclusione sociale, istituito nel 2010. In particolare, quest’ultimo intende promuovere l'occupazione e l'inclusione sociale, migliorando la disponibilità del microcredito per i gruppi vulnerabili e per le microimprese, e sostenendo l'accesso ai finanziamenti per le imprese sociali. Il budget dedicato all’asse “Microfinanza e imprenditoria sociale” ammonta al 21% della dotazione complessiva prevista.
Infine, visto il suo successo, ha esteso fino al 2020 l’iniziativa JASMINE, ora integrata nella piattaforma fi-compass.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:18 )