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Le relazioni commerciali con i Paesi Terzi

Con la comunicazione "Global Europe: competing in the world", la Direzione Generale Commercio della Commissione ha delineato la politica commerciale che l'Unione europea intende seguire e che punta alla sempre maggiore liberalizzazione degli scambi. Nel documento si afferma che la nostra apertura verso i Paesi terzi e la loro apertura verso di noi rappresentano fattori cruciali per l'aumento della competitività.

Nel 2006 la Commissione europea ha inaugurato una nuova generazione di accordi bilaterali di libero scambio che toccano temi non trattati a livello multilaterale e raggiungono risultati che vanno al di là di quelli che possono essere conseguiti nell'ambito dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.

Gli accordi commerciali bilaterali

Estremo Oriente
India: nell'aprile 2007 il Consiglio dell'Unione europea ha autorizzato la Commissione a negoziare un accordo di libero scambio con l'India, i cui elementi principali sono la reciproca liberalizzazione del commercio di beni e servizi e l'eliminazione degli ostacoli non tariffari. Sebbene dal loro inizio siano stati compiuti progressi significativi, i negoziati sono ancora in corso.
• Repubblica di Corea: un accordo di libero scambio EU-Corea è stato siglato il 6 ottobre 2010 ed è entrato in vigore nel luglio 2011. Esso eliminerà progressivamente le tariffe per i prodotti agricoli (tranne poche eccezioni) e industriali. Inoltre, tale accordo contiene clausole relative alle barriere non tariffarie e altre questioni, quali gli investimenti, la concorrenza e la tutela della proprietà intellettuale. Le istituzioni hanno, inoltre, approvato un regolamento contenente una clausola bilaterale che permette all’UE di introdurre misure di salvaguardia nel caso in cui, per effetto della riduzione o eliminazione dei dazi, un prodotto originario della Corea sia importato in quantità o in condizioni tali da arrecare, o minacciare di arrecare, un grave pregiudizio all’industria dell’UE che produce prodotti simili o direttamente concorrenti.
• Cina: nel giugno 2016 è stata adottata una comunicazione congiunta dal titolo “Elementi per una nuova strategia dell’UE sulla Cina” che pianifica le relazioni con il gigante asiatico per i prossimi cinque anni. La comunicazione si basa su un principio fondamentale: quello della reciprocità dei benefici economici, sociali e politici, improntati ad un aumento della crescita e dell’occupazione. Nondimeno, vengono affrontati argomenti come l’economia sostenibile, la politica estera, degli investimenti e della sicurezza, senza tralasciare la predisposizione di linee strategiche comuni per le questioni di interesse globale.
Giappone: i negoziati per un Accordo di libero scambio sono stati ufficialmente aperti il 25 marzo 2013. Fino ad ora sono stati organizzati cinque round negoziali, l'ultimo ad aprile 2014, che si sono occupati di vari temi oggetto del futuro accordo, quali gli scambi di beni e servizi, gli investimenti, la concorrenza, gli appalti pubblici e lo sviluppo sostenibile.

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Paesi ASEAN: i negoziati con Singapore e Malesia sono iniziati nel 2010, quelli con il Vietnam nel 2012, mentre continuano i colloqui esplorativi con gli altri Stati dell’ASEAN.
• Singapore: l’ Ue e Singapore hanno siglato un accordo di libero scambio il 20 settembre 2013; questo attualmente è ancora in attesa di ratifica.
• Malesia: il negoziato è stato lanciato ufficialmente il 5 ottobre 2010. Nel mese di aprile 2012 si è tenuto il settimo ciclo di negoziati e alcuni gruppi di lavoro si sono incontrati a Kuala Lumpur a settembre dello stesso anno.
• Tailandia: il 6 marzo 2013 sono stati annunciati la conclusione dei negoziati per un Accordo di partenariato e cooperazione e l’apertura di quelli per la costituzione di una zona di libero scambio. Il secondo round negoziale è previsto per settembre 2013.
• Vietnam: un accordo di libero scambio è stato firmato nel dicembre 2015.

Indonesia: nel luglio 2016 la Commissione europea e il governo indonesiano hanno annunciato il lancio di negoziati per un accordo di libero scambio tra l'UE e l'Indonesia, dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri dell'UE. L'Indonesia diventerà il settimo paese delle nazioni del Sud-est asiatico ad essere coinvolto nel processo di negoziazione commerciale con l'UE. Il primo ciclo di negoziati avrà luogo entro la fine dell'anno.

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Asia centrale
• Kazakhistan: sono in corso i negoziati per la conclusione di un Accordo di partenariato e cooperazione che sostituisca quello attualmente in vigore.

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Nord America
• Canada: la base delle relazioni con il Canada in numerosi settori, tra i quali il commercio, è costituita dall’Accordo quadro per la cooperazione economica e commerciale del 1976, al quale si aggiunge un accordo di cooperazione doganale firmato nel 1998 e integrato nel 2003. Nel maggio 2009 sono stati aperti i negoziati per un nuovo accordo CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreeement), firmato l’8 settembre 2014. Tale accordo genererebbe importanti opportunità commerciali e di investimento: infatti, grazie alla rimozione della quasi totalità dei dazi doganali, si prevede un aumento degli scambi commerciali di circa il 23%, per un valore pari a circa 25 miliardi di euro. Tuttavia, - messa sotto pressione da Paesi come Germania, Francia, Olanda, Austria e Belgio - la Commissione ha deciso, nel luglio 2016, la via dell’Accordo misto (piuttosto che farlo rientrare nelle competenze  esclusive dell’UE) e quindi della ratifica di 38 parlamenti nazionali e regionali, mentre Bulgaria e Romania minacciano di non ratificare se non otterranno dal Canada visti liberi per i loro cittadini.
• Stati Uniti: gli USA e l’UE hanno deciso, il 13 febbraio 2013, di avviare  i rispettivi procedimenti interni necessari per iniziare i negoziati per la conclusione di un accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti. gli USA e l’UE hanno deciso, il 13 febbraio 2013, di avviare i rispettivi procedimenti interni necessari per iniziare i negoziati per la conclusione di un accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti. Allo stato attuale (luglio 2016), si è arrivati al 14° round di negoziari ma, vista la lentezza con cui questi vanno avanti a causa delle posizioni inconciliabili delle parti (soprattutto in materia di appalti,  regolamentazione degli standard di qualità per i prodotti e dell’utilizzo di sostanze potenzialmente pericolose in agricoltura, cosmetica, abbigliamento, comparto alimentare e sistema di arbitrato tra imprese e Paesi)  e  l’impossibilità che si arrivi ad una firma entro la fine del mandato del Presidente Obama, il TTIP appare destinato ad essere abbandonato.
• Messico: nell’ottobre del 2000 è entrato in vigore un Accordo di libero scambio che ha permesso di raddoppiare il volume degli scambi commerciali.

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America centrale e meridionale
• Cile: l’Unione europea ha concluso nel 2000 un accordo di associazione che prevede la creazione di una zona di libero scambio onnicomprensiva che è entrata in vigore nel 2003. 
• Argentina: l’Ue ha concluso con l’Argentina un accordo quadro di cooperazione economica e commerciale che è entrato in vigore nel 1990.
• Paraguay: un Accordo quadro di cooperazione è stato firmato nel 1992.
• Uruguay: un Accordo quadro di cooperazione è stato concluso nel 1992.

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Oceania
• Australia: le relazioni con l’Australia sono regolate dall’Accordo quadro di partenariato dell’ottobre 2008 che riduce le barriere tecniche al commercio di prodotti industriali.
• Nuova Zelanda: a partire dal 1999 il commercio di prodotti industriali è stato regolato da un accordo bilaterale che ha ridotto le barriere tecniche. Nel 2003, è entrato in vigore un secondo accordo relativo al commercio di animali vivi e prodotti animali. Nel giugno 2012 sono iniziati i negoziati per la conclusione di un accordo quadro sulla cooperazione economica e commerciale.

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Mediterraneo e Medio Oriente
• Egitto: l’ Accordo di associazione con l'Egitto, concluso nel 1999, è entrato in vigore nel 2004. Esso crea una zona di libero scambio che prevede l’eliminazione delle tariffe per i prodotti industriali e concessioni significative per quelli agricoli. In aggiunta, esiste un accordo sui prodotti lavorati dell’agricoltura e della pesca ed è attualmente in corso un negoziato bilaterale per la liberalizzazione del commercio nel settore dei servizi e per il diritto di stabilimento.
• Israele: un Accordo di associazione tra Unione europea e Israele, siglato nel 1995, è entrato in vigore nel 2000. Nel maggio 2010 è stato firmato un accordo ACAA (Conformity Assessment and Acceptance of Industrial Products) per il settore farmaceutico. È inoltre in corso un negoziato per la liberalizzazione del commercio dei servizi, per il diritto di stabilimento e per la creazione di un sistema di risoluzione delle controversie (DSM).
• Giordania: nel 1997 è stato firmato un Accordo di associazione che è entrato in vigore nel maggio 2002.
• Libano: un Accordo di associazione è stato firmato nel giugno 2002 ed è entrato in vigore nell'aprile 2006. Nel dicembre 2010 è stato firmato un protocollo per la risoluzione delle controversie (DSM).
• Marocco: un Accordo di associazione è stato firmato nel febbraio 1996 ed è entrato in vigore nel marzo 2000. Nel dicembre 2010 è stato firmato un accordo per i settori agricolo e della pesca, entrato in vigore l’1 ottobre 2012, ed è stato ratificato un protocollo per la risoluzione delle controversie (DSM). Inoltre, nel marzo 2013 sono iniziati i negoziati per la creazione di una zona di libero scambio che dovrebbe andare oltre l'accordo di associazione, includendo il commercio di servizi, gli appalti pubblici, la concorrenza, i diritti di proprietà intellettuale, la protezione degli investimenti e la graduale integrazione dell'economia marocchina nel mercato unico. Il Marocco è il primo dei Paesi del Mediterraneo a negoziare un accordo commerciale globale con l’UE. Alla fine del 2013 è stato adottato un Piano di azione 2013-2017 che si concentra sul progressivo allineamento delle regole in vigore in Marocco con quelle dell’Unione europea al fine di sviluppare una maggiore integrazione economica. Infine, sempre nel corso del 2013, sono stati compiuti progressi nei negoziati sulla protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti agricoli.
• Palestina: nel 1997 è stato firmato un Accordo di associazione UE-Palestina, mentre nel gennaio 2012 è entrato in vigore un accordo che elimina i dazi e le restrizioni quantitative per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli lavorati e della pesca.
• Siria: benché il negoziato per un Accordo di associazione sia stato concluso nel 2004, la firma è rimasta in sospeso per ragioni politiche. In seguito ad episodi di violenta repressione del dissenso interno, l’UE ha adottato alcune misure restrittive degli scambi commerciali e dei settori finanziario e dei trasporti e sospeso parzialmente l’applicazione di un Accordo di cooperazione.
• Tunisia: un Accordo di associazione è stato firmato nel luglio 1995 ed è entrato in vigore nel marzo del 1998. Nel 2009 è stato inoltre firmato un accordo per la risoluzione delle controversie (DSM), entrato in vigore nel 2011, e sono in corso negoziati per la liberalizzazione del commercio nel settore dei servizi e per il diritto di stabilimento.
Libia: nel novembre 2008 sono iniziati i negoziati per la conclusione di un ambizioso accordo commerciale UE-Libia, comprendente beni, servizi, diritto di stabilimento, regolamentazione commerciale, cooperazione normativa e risoluzione delle controversie. I negoziati sono stati sospesi su iniziative dell’UE il 23 febbraio 2011.
• Iran: diversi round di negoziati EU-Iran si sono succeduti fino al 2005, ma sono sospesi per motivi politici. Non sono previsti altri negoziati e all'Iran sono state applicate sanzioni.
• Iraq: nel 2012 è stato siglato un accordo di Partenariato e Cooperazione UE-Iraq.

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Europa
• Ucraina: L’Unione europea e l’Ucraina hanno firmato, il 27 giugno 2014, un accordo di libero scambio facente parte di un più ampio Accordo di Associazione, ratificato sia dal Parlamento europeo che dall’Ucraina il 16 settembre 2014. Le parti si sono accordate per applicare le regole commerciali in via provvisoria solo a partire dal 31 dicembre 2015. Nel frattempo, l’Ucraina continuerà a godere delle preferenze commerciali che erano state concesse dall’UE alla fine di Aprile 2014.
• Bielorussia: le relazioni commerciali sono regolate da un Accordo per la cooperazione e il commercio firmato nel 1989 con l’Unione Sovietica. Nel 1995 è stato concluso un accordo di partenariato e cooperazione che non è stato ratificato dall’UE. Un accordo bilaterale EU-Bielorussia per il settore tessile era stato siglato nel 2009, ma non è stato rinnovato. Nel febbraio 2012 il Consiglio ha adottato un regolamento relativo a misure unilaterali restrittive.
• Georgia: : sono stati recentemente conclusi i negoziati per la conclusione di un Accordo di libero scambio come parte di un Accordo di associazione.
• Armenia: sono stati di recente conclusi i negoziati per un Accordo di libero scambio come parte di un Accordo di associazione.
• Moldova: i negoziati per la conclusione di un Accordo di libero scambio, parte di un Accordo di associazione, sono iniziati il 27 febbraio 2012 e sono sono stati conclusi il 12 giugno 2013.

Gli accordi conclusi con Moldova, Armenia e Georgia saranno siglati durante il Summit del Partenariato orientale che si terrà il 29 novembre 2013 a Vilnius.

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Paesi ACP

Africa
• Africa occidentale: l'UE ha firmato un Accordo di partenariato economico con la Costa d'Avorio nel novembre 2008, non ancora entrato in vigore, mentre un analogo accordo con il Ghana è pendente.
•  Africa Centrale: un accordo provvisorio EU-Camerun è stato firmato nel gennaio 2009, ma non è ancora entrato in vigore.
• Comunità dell'Africa Orientale (EAC): accordi provvisori sono stati firmati con Kenya, Uganda, Tanzania, Rwanda, Burundi.
• Sud Africa:un accordo per la cooperazione, lo sviluppo e il commercio , entrato in vigore nel 2000, ha creato una zona di libero scambio che copre il 90% del commercio bilaterale. La liberalizzazione è stata completata nel 2012.

Pacifico: un accordo di partenariato ad interim è stato concluso nel 2007 con Papua Nuova Guinea, che lo ha ratificato nel 2011, e con le Fiji.

Per informazioni sugli accordi commerciali multilaterali, si veda la relativa scheda.

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Gli USA e l’UE hanno deciso, il 13 febbraio 2013, di avviare  i rispettivi procedimenti interni necessari per iniziare i negoziati per la conclusione di un accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti. Sono stati discussi cinque round, l’ultimo a maggio 2014, nei quali si è discusso principalmente delle 20 aree che saranno coperte dall'accordo, inclusi i dazi doganali e gli standard tecnici delle merci prodotte negli Usa e nell'UE.
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:24 )