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Gli aiuti de minimis

In base agli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, gli aiuti di Stato sono incompatibili con il diritto dell’Unione e devono essere notificati alla Commissione in modo che essa possa di volta in volta verificare il loro impatto sulla concorrenza ed autorizzarli se ritenuto opportuno. Tuttavia, il Regolamento (EC) 1998/2006 esenta dall’obbligo di notifica gli aiuti de minimis, ovvero gli aiuti di Stato di modesta entità che non dovrebbero provocare significative distorsioni della concorrenza.

Obiettivi
Iter normativo
Il punto di vista europeo

Obiettivi

Lo scopo del regolamento de minimis è quello di permettere agli Stati di sostenere alcuni settori di attività o imprese tramite la concessione di aiuti di modesta entità senza dover attendere un’autorizzazione da parte della Commissione e quindi semplificando e velocizzando le procedure.

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Iter normativo

In vista della scadenza del regolamento de minimis alla fine del 2013, la Commissione europea ne ha previsto la revisione insieme ad una serie di altre misure rientranti nell’iniziativa per la modernizzazione degli aiuti di Stato. Per assicurare che le nuove regole rispondano alle necessità dei soggetti interessati, l'Esecutivo comunitario, a seguito della consultazione tenutasi tra luglio ed ottobre 2013, ha adottato, il 18 dicembre 2013, il nuovo regolamento sugli aiuti de minimis, con il quale mantiene invariati gli importi massimi applicabili (200.000 euro in tre esercizi finanziari). In particolare, il testo, in vigore dal 1° gennaio 2014, prevede:
- l’introduzione graduale di un registro nazionale centrale di tutti gli aiuti de minimis concessi e i loro beneficiari, in modo da consentire agli Stati membri un periodo transitorio sufficiente per la sua creazione;
- il chiarimento e la semplificazione delle norme, l’introduzione di un paracadute per i prestiti, oltre a quello esistente per le garanzie, ed una definizione semplificata di "impresa" che permetta una maggiore certezza giuridica ed una riduzione degli oneri amministrativi.

Allo stato attuale, l’importo complessivo dell’aiuto concesso ad una singola impresa non può superare i 200.000 euro in tre anni, ad eccezione di quelle che operano nel settore dei trasporti su strada per conto di terzi che possono ricevere al massimo 100.000 euro. Gli Stati sono tenuti a garantire la trasparenza delle procedure: è considerato trasparente un aiuto il cui ammontare può essere calcolato con precisione in anticipo senza la necessità di effettuare una valutazione del rischio.

Il regolamento de minimis attualmente in vigore non si applica al settore della pesca (disciplinato da un regolamento specifico), dell’acquacoltura, delle attività collegate alle esportazioni, del carbone, dell’acquisizione di veicoli per il trasporto di merci su strada o di imprese in difficoltà o dell’incentivazione dell’uso di prodotti domestici al posto di quelli importati.

La disciplina del settore dell’agricoltura risulta invece suddivisa tra due testi: il regolamento generale disciplina la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, mentre la produzione primaria di prodotti agricoli rientra nell’ambito di applicazione di un regolamento de minimis specifico, adottato dalla Commissione il 18 dicembre 2013. In particolare, ai sensi di quest’ultimo, in vigore dal 1° gennaio 2014, per l’applicazione dell’esenzione de minimis occorre soddisfare due condizioni: da un lato, le imprese che ne beneficiano non devono ricevere aiuti per un ammontare superiore a 15.000 euro (somma raddoppiata rispetto al precedente regolamento); dall’altro, non deve essere superato, nell’arco di tre esercizi finanziari, il plafond nazionale di aiuti. Inoltre, rispetto al passato, è previsto un aumento del massimale per Stato membro dallo 0,75% all'1% del valore della produzione agricola.

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Il punto di vista europeo

BUSINESSEUROPE, già prima dell'approvazione della revisione, aveva accolto con favore la possibilità di una revisione del regolamento de minimis, sottolineando l’importanza e l’urgenza di una maggiore disciplina del settore degli aiuti di Stato, specialmente in considerazione dell’apparente decentralizzazione del loro controllo. L’associazione europea delle Confindustrie supportava la posizione della Commissione in merito al mantenimento della soglia massima degli aiuti fissata a 200.000 euro, dato che un suo aumento avrebbe rischiato di distorcere la concorrenza. BUSINESSEUROPE concordava infine con la proposta di istituire un registro nazionale centrale che permetta un controllo più effettivo sugli aiuti de minimis e sull’applicazione del relativo regolamento.

Da parte sua, UEAPME aveva auspicato un aumento del massimale di 200.000 euro che tenesse conto dell’inflazione per mantenerne il valore reale. In merito alle soglie di sicurezza per i prestiti e le garanzie, l’associazione delle PMI europee criticava la previsione di un limite di cinque anni per la durata di tali garanzie e chiedeva per esse il reinserimento della soglia dell’80% in modo da evitare “l’azzardo morale” da parte delle banche. UEAPME sosteneva infine la creazione del registro centrale obbligatorio.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:39 )