Sei qui: Home ›› Aiuti di Stato ›› Il Regolamento generale di esenzione per categoria

Il Regolamento generale di esenzione per categoria

Come regola generale, gli aiuti di Stato sono incompatibili con il diritto dell’UE. Tuttavia, l’articolo 109 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea permette al Consiglio di determinare le categorie di aiuti considerate compatibili e quindi esentate dalla notifica prevista dall’articolo 108. Come parte dell’iniziativa per la modernizzazione degli Aiuti di Stato, la Commissione europea ha adottato, il 21 maggio 2014, il nuovo Regolamento generale di esenzione per categoria (GBER) contenente la lista degli aiuti di Stato esentati e le condizioni che essi devono rispettare.

Obiettivi

Il GBER semplifica le procedure per la concessione di quegli aiuti di Stato che perseguono importanti interessi dell'UE, come la creazione di posti di lavoro e l'aumento della competitività, e incoraggia gli Stati ad utilizzare in modo più efficiente le risorse disponibili.

Torna su

Iter normativo

Il nuovo GBER sostituirà, a partire dal 1° luglio 2014, il Regolamento generale di esenzione per categoria approvato nel 2008. In base alle nuove regole, gli Stati membri potranno concedere aiuti di maggiore entità in un maggior numero di settori rispetto a quanto precedentemente previsto, così da ridurre gli oneri amministrativi per le autorità pubbliche ed i tempi di attesa dei beneficiari. Inoltre, le condizioni da rispettare per beneficiare dell’esenzione sono state chiarite e semplificate ed i controlli ex post sono stati migliorati. Le categorie di aiuti esentati dalla notifica, ciascuna con soglie di esenzione e regole specifiche, sono:

  • aiuti a finalità regionale inclusi gli aiuti per lo sviluppo urbano;
  • aiuti per le PMI, ovvero aiuti agli investimenti, aiuti per servizi di consulenza e per la partecipazione a fiere ed aiuti per i costi di cooperazione derivanti dalla partecipazione a progetti realizzati nell’ambito della Cooperazione territoriale;
  • aiuti per l’accesso alla finanza per le PMI;
  • aiuti per le start-up;
  • aiuti a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, ovvero aiuti destinati alla ricerca di base, alla ricerca industriale, di sviluppo sperimentale ed a studi di fattibilità, aiuti agli investimenti per le infrastrutture di ricerca, aiuti ai cluster dell’innovazione, aiuti all’innovazione per le PMI, aiuti per le innovazioni di processo ed organizzative ed aiuti per R&S nei settori della pesca e dell’acquacoltura;
  • aiuti alla formazione;
  • aiuti in favore dei lavoratori svantaggiati e disabili, ossia aiuti per l’assunzione e aiuti all’occupazione sotto forma di integrazioni salariali nonché quelli volti a compensare i sovraccosti connessi alla loro occupazione;
  • aiuti per la tutela ambientale, ossia agli investimenti di imprese che intendono andare oltre le norme dell’UE in materia di tutela ambientale o innalzarne il livello in assenza di regole comunitarie, aiuti per un precoce adattamento ai futuri standard dell’UE, aiuti agli investimenti per l’attuazione di misure di efficienza energetica e per progetti di efficienza energetica per gli edifici, aiuti per la co-generazione ad alta efficienza, aiuti agli investimenti per produzione di energia da fonti rinnovabili, aiuti al funzionamento per la promozione di elettricità prodotta tramite fonti rinnovabili, anche nel caso di installazioni di piccole dimensioni, aiuti sotto forma di riduzione della tassa ambientale prevista dalla direttiva 2003/96/EC, aiuti agli investimenti per il recupero di siti contaminati, aiuti agli investimenti per il teleriscaldamento e il raffreddamento energeticamente efficienti, aiuti agli investimenti per il riciclo e il riutilizzo dei rifiuti, aiuti agli investimenti per le infrastrutture energetiche ed aiuti per studi ambientali;
  • aiuti per rimediare ai danni causati da alcune categorie di disastri ambientali;
  • aiuti sociali per i trasporti destinati ai residenti delle aree remote;
  • aiuti per le infrastrutture a banda larga;
  • aiuti per la conservazione dell’eredità culturale, incluse le opere audiovisive;
  • aiuti per lo sport e per le infrastrutture ricreative multifunzionali;
  • aiuti per le infrastrutture locali.

L’appartenenza ad una delle categorie è condizione necessaria, ma non sufficiente, per poter beneficiare dell’esenzione: sarà infatti obbligatorio rispettare una serie di ulteriori criteri, quali obblighi di trasparenza, il non superamento delle soglie previste e la presenza di un effetto di incentivazione, volti ad assicurare che gli aiuti perseguano effettivamente obiettivi di interesse europeo e che non causino eccessive distorsioni della concorrenza.

Si ricorda che durante il mese di settembre 2016 è previsto il lancio di una consultazione pubblica riguardante una revisione mirata del Regolamento generale i esenzione per categoria, onde estenderne le regole anche agli aeroporti (ed ai porti).

Torna su

Il punto di vista europeo

Nel mese di luglio 2013, BUSINESSEUROPE aveva espresso la propria posizione sulla bozza di Regolamento GBER, evidenziando l’importanza di una semplificazione e chiarificazione in merito. Tuttavia, l’associazione europea delle Confindustrie aveva espresso alcune preoccupazioni circa l’opportunità di aumentare i massimali e l’intensità degli aiuti, e di ampliare il numero delle categorie esentate ed escluse così dalla sorveglianza da parte della Commissione europea.

Da parte sua, UEAPME aveva riconosciuto i miglioramenti apportati dalla bozza del Regolamento GBER ed aveva accolto con favore, in particolare, l’inclusione degli aiuti di Stato all’innovazione ed il suo contributo ad una maggior semplificazione normativa e ad una riduzione degli oneri amministrativi, nonché la maggiore attenzione prestata alla specifica situazione ed ai bisogni delle PMI. Tuttavia, l’associazione delle PMI europee si era dichiarata preoccupata per la distorsione della concorrenza che avrebbe potuto essere provocata dall’ampia gamma di categorie esentate dalla notifica. Più recentemente, il 21 maggio 2014, con un comunicato stampa, UEAPME ha accolto con favore il nuovo regolamento, riferendosi in particolare all’ampliamento dell’ambito di applicazione. Tuttavia, l'associazione ha sottolineato la presenza di un alto rischio di distorsione della concorrenza in caso di mancato rispetto delle regole da parte degli Stati ed ha chiesto alla Commissione di effettuare sufficienti controlli ex post.

Torna su

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Luglio 2016 12:42 )