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Il Programma Horizon 2020

La ricerca e l'innovazione, gestite a livello UE dalla DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea, contribuiscono direttamente alla prosperità ed al benessere individuale e collettivo. Tra le principali motivazioni per un'azione europea in questo campo vi sono l'attuazione di una politica comune, un miglior coordinamento delle attività europee e nazionali, nonché l'utilizzo delle applicazioni della ricerca al servizio di altre politiche. In quest’ottica, il programma quadro Horizon 2020 costituisce il principale strumento a disposizione dell'Unione europea per promuovere idee, crescita e posti di lavoro per il futuro. Esso, infatti, presta molta attenzione alle possibilità di tradurre il progresso scientifico in prodotti e servizi innovativi che offrano opportunità imprenditoriali e migliorino la vita dei cittadini.

Obiettivi

I finanziamenti disponibili per il supporto alla ricerca nel quadro di Horizon 2020 sono indirizzati verso tre priorità chiave, che si completano reciprocamente:
• Eccellenza scientifica (31,7% della dotazione complessiva), per rafforzare la posizione dell’Unione europea in testa alla classifica mondiale della scienza;
• Leadership industriale (22,1% del bilancio totale), per affermare il primato nell’innovazione con un consistente investimento nelle tecnologie di punta, un più ampio accesso al capitale ed un sostegno alle PMI;
• Sfide per la società (38,5% delle risorse complessive), per affrontare i principali problemi comuni a tutti i cittadini europei e promuovere interventi in alcuni settori quali cambiamento climatico, sviluppo di sistemi di trasporto e mobilità sostenibili, maggiore accessibilità all’energia rinnovabile, sicurezza alimentare e invecchiamento della popolazione.

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Contenuti

Horizon 2020 è un pilastro chiave dell’Unione dell’innovazione, un’iniziativa faro della Strategia Europa 2020, volta a potenziare la competitività globale europea nonché a sostenere la creazione ed il funzionamento dello Spazio europeo della ricerca. Da un lato, l’Unione europea occupa una posizione di primissimo piano in molti settori tecnologici, dall’altro si trova sempre più esposta alla concorrenza delle potenze tradizionali e delle economie emergenti. 
A differenza del passato, per il periodo 2014-2020 Horizon 2020 riunisce in un unico programma di finanziamento le iniziative che, in precedenza, erano previste dal Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico (FP7), dal Programma Quadro per la Competitività e l'Innovazione (CIP) e di quelle legate all'Istituto Europeo per l'Innovazione e la Tecnologia (EIT).

Il pacchetto legislativo su Horizon 2020 è costituito da cinque atti, tutti approvati in via definitiva nel mese di dicembre 2013:

  • un regolamento che istituisce il programma quadro Horizon 2020 ed include disposizioni di carattere generale riguardanti, ad esempio, gli obiettivi del programma, il budget, i soggetti partecipanti e le attività finanziabili;
  • una decisione che stabilisce il programma specifico recante attuazione del programma quadro;
  • un regolamento che stabilisce le regole per la partecipazione e la divulgazione dei risultati;
  • un regolamento che definisce il contributo dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) all'obiettivo generale di Horizon 2020 nel periodo 2014-2020;
  • una decisione che definisce il programma di innovazione strategica dell’Istituto di innovazione e tecnologia e che comprende i settori prioritari per le nuove Comunità della Conoscenza e dell'Innovazione (CCI).

Le risorse destinate al programma ammontano complessivamente a 77 028,3 milioni di euro, dei quali 24 441,1 per l’eccellenza scientifica, 17 015,5 per la leadership industriale e 29 679 per le sfide per la società.

Tra le principali caratteristiche del nuovo programma si ricordano:

  • la riduzione dei tempi di attesa tra la presentazione del progetto e la firma dell’eventuale accordo di finanziamento con la Commissione nonché la semplificazione delle regole, della gestione e dell’implementazione. In particolare, è prevista una sola percentuale di rimborso, che potrà raggiungere il 100%, valida per tutti i costi eleggibili di una stessa azione;
  • alcune misure create per sostenere le attività di ricerca ed innovazione delle PMI, in particolare lo strumento per le PMI. Quest’ultimo intende sostenere le piccole e medie imprese nelle loro attività di ricerca ed incentivare lo sfruttamento commerciale dei risultati;
  • il progetto pilota “Fast track to innovation” che ha come obiettivo quello di ridurre il periodo di tempo che intercorre tra il momento di sviluppo di un’idea e il suo sfruttamento sul mercato;
  • la promozione del libero accesso ai risultati delle ricerche finanziate;
  • la promozione di sinergie con gli altri strumenti dell’Unione europea, in particolare con i Fondi strutturali;
  • il sostegno offerto ai partenariati pubblico-privati e pubblico-pubblici, incluse le Piattaforme europee di tecnologia, le Iniziative di programmazione congiunte e i Partenariati europei per l’innovazione.

Al riguardo, nel quadro del programma Horizon 2020, nel luglio 2013 la Commissione ha presentato la comunicazione "I partenariati pubblico-privati nell'Horizon 2020: un potente strumento per fornire innovazione e la crescita in Europa", nella quale prevede investimenti settennali di oltre 22 miliardi di euro, provenienti da diverse fonti, al fine di favorire, attraverso tali partenariati di ricerca, l'innovazione in quei settori che creano posti di lavoro di elevata qualità.

Anche la cooperazione internazionale costituisce una priorità di Horizon 2020, come dimostrato dall’elaborazione, nel settembre 2012, di un approccio strategico per “Potenziare e concentrare la cooperazione internazionale dell'UE nelle attività di ricerca e innovazione”.

In particolare, i rappresentanti dei Paesi Mediterranei hanno definito un Programma di ricerca congiunto denominato PRIMA, “Partenariato per la Ricerca e l’Innovazione nell’Area Mediterranea”, il cui obiettivo di fondo è di sviluppare soluzioni innovative e multidimensionali in materia di agricoltura, industria alimentare e uso dell'acqua, e promuovere la loro concreta applicazione da parte degli utenti finali, condizione indispensabile perché le società euro-mediterranee siano inclusive, sostenibili e attente alla salute dei cittadini.

Per consentire la più forte integrazione possibile del Programma di ricerca in oggetto, è stato richiesto alla Commissione europea di definire PRIMA come iniziativa europea basata sull'articolo 185 TFEU. Tale strumento legislativo consente, infatti, la completa integrazione a livello scientifico, gestionale e finanziario delle politiche di ricerca nazionale su specifici argomenti individuati  in una prospettiva strategica e pluriennale.

L'originalità del progetto PRIMA risiede nel partenariato, che coinvolge, per la prima volta in un progetto di art. 185, Paesi membri dell'Unione Europea (Francia, Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Germania) e paesi non UE del Mediterraneo (Egitto, Giordania, Libano, Turchia, Marocco, Tunisia, Algeria, Israele).

Nel febbraio 2016, così, è stata lanciata una consultazione pubblica per raccogliere opinioni sullo scopo, gli obiettivi e i risultati previsti dal progetto PRIMA.

 

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Il punto di vista europeo

EUROCHAMBRES ha accolto con favore le proposte legislative di Horizon 2020, auspicando che la priorità di partecipazione sia concessa alle imprese e raccomandando che lo “strumento per le PMI” abbia una dotazione di budget dedicata ed una struttura di gestione specifica. L’associazione delle Camere di commercio europee dedica inoltre particolare attenzione alla transizione da un approccio fortemente basato sulla ricerca così come nel 7FP ad uno focalizzato sull’innovazione e sul suo potenziale commerciale nonché all’interazione tra gli strumenti finanziari previsti da Horizon 2020, da COSME e nel quadro dei fondi strutturali.
Nel marzo 2013, BUSINESSEUROPE ha sottolineato come il budget inizialmente previsto (80 miliardi di euro) costituisse l’allocazione minima da garantire per rimanere sui livelli di finanziamento del 2013. Essa ha inoltre richiesto che il 20% del budget delle sezioni Leadership industriale e Sfide per la società fosse destinato alle PMI. L’associazione ha infine auspicato un migliore coordinamento tra i finanziamenti di Horizon 2020 ed i fondi strutturali per offrire maggiori opportunità alle regioni meno sviluppate.
Più recentemente, nel maggio 2013, UEAPME ha supportato la proposta della Commissione europea di introdurre lo “strumento per le PMI” ed ha ottenuto, attraverso gli emendamenti apportati dal Parlamento europeo, un budget minimo dedicato (4%) ed una struttura di gestione unica. Infine, ha auspicato che il programma sia in grado non soltanto di produrre risultati nella ricerca scientifica, ma anche nell’ambito dell’innovazione.

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I programmi europei di finanziamento

Per maggiori informazioni sulle possibilità di finanziamento si rimanda alla sezione Monitoraggio bandi del sito www.unioncamere.net. Si ricorda che l'accesso è riservato ai soli utenti registrati.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:57 )