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I nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato al settore dell'aviazione

Dopo gli attentati del 2001, il settore del trasporto aereo è cambiato notevolmente sia in termini di sicurezza sia con riferimento a varie innovazioni infrastrutturali. Tenendo conto di questa evoluzione,  la revisione delle linee guida in materia di aiuti di Stato per gli aeroporti e le compagnie aeree, presentata dalla Direzione Generale Concorrenza nel febbraio 2014, si colloca nel contesto dell'iniziativa di modernizzazione degli aiuti di Stato e fornisce indicazioni ad hoc agli Stati membri sul sostegno a tali settori nel rispetto delle norme europee.

Obiettivi
Iter normativo

Obiettivi

Con esse, la Commissione propone un approccio equilibrato che tiene conto delle prospettive di crescita del traffico aereo, delle condizioni necessarie per lo sviluppo regionale, nonché dell'accessibilità e del modello di sviluppo di alcuni scali aeroportuali regionali proposto dai vettori low-cost.

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Iter normativo

Le linee guida definiscono le intensità massime di aiuto ammissibili a seconda alle dimensioni effettive dell'aeroporto, al fine di garantire il giusto equilibrio tra investimenti pubblici e privati.

Gli aiuti a gli investimenti possono essere dichiarati compatibili soltanto in caso di reale necessità di un sostegno pubblico volto a garantire l'accessibilità di una regione e se sono rispettate numerose altre condizioni. I tetti massimi all’intensità degli aiuti previsti dalle linee guida variano a seconda del numero annuo di passeggeri: fino al 75% dei costi ammissibili per gli aeroporti con meno di 1 milione di passeggeri, fino al 50% per gli aeroporti con un numero di passeggeri compreso tra 1 e 3 milioni; fino al 25% per gli aeroporti con un numero di passeggeri compresi tra 3 e 5 milioni. Tali limiti possono essere aumentati nei casi previsti.
Gli aiuti agli investimenti, nel caso di aeroporti con meno di 1 milione di passeggeri possono superare il tetto del 75% dei costi ammissibili nel caso di "peripheral regions".

Per quanto riguarda gli aiuti al funzionamento degli aeroporti, riservati agli scali con un traffico inferiore a 3 milioni di passeggeri all’anno, questi possono essere autorizzati per un periodo transitorio di 10 anni calcolato a partire dalla pubblicazione delle linee guida, al fine di permettere agli aeroporti di adeguare il loro modello di business. In questo caso, in linea di principio, l’ammontare dell’aiuto sarà determinato ex ante moltiplicando il 50% del presunto fabbisogno, calcolato sulla base di un business plan, per i dieci anni della durata dell’aiuto. Al termine del periodo transitorio non sarà più possibile concedere aiuti. Poiché, date le attuali condizioni del mercato, gli aeroporti con un traffico annuale inferiore a 700.000 passeggeri potrebbero non riuscire a coprire tutti i costi entro la fine del periodo transitorio, sarà possibile concedere loro, per i primi cinque anni, un aiuto di ammontare superiore a quanto generalmente previsto (80% del fabbisogno invece che 50%). In ogni caso, fra quattro anni la Commissione valuterà la necessità di continuare ad erogare il sostegno.

Infine, le linee guida determinano le circostanze nelle quali le compagnie aeree possono ricevere "aiuti di start-up" per un periodo massimo di tre anni con l’obiettivo di creare nuove rotte dagli aeroporti regionali e stimolare lo sviluppo delle aree interessate. I criteri selettivi per la concessione di aiuti di avviamento per gli aeroporti situati in regioni remote sono meno rigidi.

Si ricorda che durante il mese di settembre 2016 è previsto il lancio di una consultazione pubblica riguardante una revisione mirata del Regolamento generale i esenzione per categoria, onde estenderne le regole anche agli aeroporti (ed ai porti).

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:41 )