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I nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato al capitale di rischio

Il finanziamento mediante capitale proprio é fondamentale per lo sviluppo delle imprese, in particolare quelle aventi un elevato potenziale di crescita e quelle ad alta tecnologia, soprattutto nelle fasi immediatamente successive alla loro costituzione. Tuttavia, il mercato del capitale di rischio soffre di una carenza che incide sulle piccole e medie imprese e che può, a certe condizioni, giustificare la concessione di aiuti di Stato volti ad agevolare l’accesso al finanziamento.
In quest’ambito, la Direzione Generale Concorrenza della Commissione europea sta procedendo ad una revisione degli orientamenti per la fornitura di capitale di rischio a favore delle piccole e medie imprese, contenenti le condizioni da rispettare affinché tali aiuti siano compatibili con il mercato comune.

Obiettivi
Iter normativo

Obiettivi

L'obiettivo degli aiuti di Stato in tale settore è quello di agevolare l'accesso al capitale da parte delle PMI nelle fasi iniziali di attività, in particolare in mancanza di mezzi alternativi di finanziamento provenienti dai mercati finanziari, e di costituire uno stimolo alla crescita di tali imprese, perseguendo al contempo l’obiettivo di una maggiore occupazione a livello UE.

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Iter normativo

Nell’ambito della più ampia iniziativa di modernizzazione delle norme sugli aiuti di Stato, dopo due consultazioni pubbliche in materia, la Commissione europea ha adottato, il 15 gennaio 2014, nuove linee guida che definiscono le condizioni per la concessione di aiuti intesi a facilitare l’accesso alla finanza di rischio per le PMI e le mid-caps e che entreranno in vigore a partire dal 1° luglio 2014.

I nuovi orientamenti delineano i criteri di compatibilità per tre gruppi di misure:
• misure rivolte alle imprese che non soddisfano tutti i requisiti necessari per beneficiare di un'esenzione ai sensi del Regolamento generale di esenzione per categoria (GBER), come ad esempio le cosiddette mid-caps (imprese che, dopo l’investimento iniziale in capitale di rischio, superano le soglie per qualificarsi come PMI ai sensi della definizione comunitaria, ma non rientrano tra le grandi imprese), le mid-caps innovative che svolgono attività di ricerca, sviluppo ed innovazione, e le imprese che necessitano finanziamenti del rischio di importo superiore a 10 milioni di euro;
• misure che deviano dai parametri di finanziamento di rischio riportati nel Regolamento GBER, quali, ad esempio, quelle che prevedono incentivi fiscali per gli investitori societari, tra cui gli intermediari finanziari o i loro dirigenti in qualità di co-investitori;
• regimi di aiuti nei confronti dei quali non si applica il Regolamento GBER in virtù dell'ingente entità dell'investimento e dell'elevato potenziale di distorsione della concorrenza.

In particolare, oltre a prevedere l’estensione dell’ambito di applicazione degli aiuti, l’ammissibilità di una gamma più ampia di strumenti finanziari e condizioni più chiare e maggiore flessibilità in relazione agli incentivi fiscali, le linee guida intendono assicurare che gli aiuti non sostituiscano gli investimenti privati, ma li incoraggino attraverso la partecipazione obbligatoria di investitori privati, con una percentuale minima variabile tra il 10% ed il 60% a seconda delle caratteristiche dell’impresa.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Luglio 2016 12:42 )