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Lo Statuto della fondazione europea

Le fondazioni forniscono un importante contributo all’economia sociale ed al finanziamento di iniziative innovative di pubblica utilità. Per tale motivo, l’Atto per il Mercato Unico I del 2011, annuncia la necessità di un intervento volto ad eliminare gli ostacoli incontrati da tali fondazioni nel loro funzionamento a livello transfrontaliero.
Nelle intenzioni della Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione europea, lo Statuto della Fondazione Europea introdurrebbe un'unica forma giuridica europea, sostanzialmente identica in tutti gli Stati membri, coesistente con le fondazioni nazionali e la cui acquisizione del relativo status sarebbe totalmente volontaria.

Obiettivi
Iter normativo

Obiettivi

L’iniziativa della Commissione, che interesserà le circa 110.000 fondazioni europee, intende, da una parte, agevolare la costituzione ed il funzionamento delle fondazioni nel mercato unico; dall’altra, eliminare i costi eccessivi e gli ostacoli per la creazione di Fondazioni transnazionali, legati alla necessità di soddisfare i diversi requisiti legali ed amministrativi negli Stati membri, consentendo loro di destinare un numero maggiore di fondi a obiettivi di pubblica utilità (servizi sociali e sanitari, promozione della cultura, occupazione e progresso sociale, protezione dell’ambiente, diffusione dei progressi scientifici e tecnologici) in maniera più efficace.

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Iter normativo

A seguito della proposta di regolamento presentata dalla Commissione europea nel febbraio 2012, il Parlamento europeo ha adottato, nel luglio 2013, un parere con il quale si sostiene l’iniziativa della Commissione volta ad uniformare le regole per le fondazioni transnazionali con un patrimonio minimo di costituzione pari a 25.000 euro. In quest’ambito, rispetto alla proposta della Commissione, gli eurodeputati chiedono che il livello minimo di capitale investito sia mantenuto per tutta la durata dell’attività della fondazione. Quest’ultima dovrebbe essere indeterminata oppure espressamente stabilita per un periodo di tempo non inferiore a quattro anni; la fissazione di un limite temporale più breve, comunque non inferiore a due anni, sarebbe ammissibile soltanto nel caso in cui tale limitazione fosse sufficientemente giustificata ed il conseguimento dell'obiettivo della fondazione fosse pienamente garantito.
Il regolamento fissa inoltre norme minime in materia di trasparenza e di obblighi di rendicontazione che dispongono, entro sei mesi dalla fine dell’esercizio finanziario, l’invio del bilancio annuale e di una relazione sulle attività all’ufficio del registro nazionale competente ed all’autorità di vigilanza. Gli eurodeputati chiariscono inoltre che lo statuto non sostituirà né armonizzerà le attuali leggi in materia di fondazioni e che la scelta di acquisire tale status giuridico dovrà avere carattere opzionale.
Rispetto al testo della Commissione, infine, gli eurodeputati richiedono che il regolamento precisi che spetta al Paese che esercita l'autorità finanziaria sulla fondazione il dovere di garantire che la gestione di questa avvenga nel totale rispetto del suo statuto ed incoraggiano gli Stati membri a procedere verso una rapida e completa introduzione dello statuto europeo.

Come previsto nel Programma dei lavori 2015, il 07.03.15 la Commissione ha ritirato la proposta.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:30 )