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Il finanziamento a lungo termine dell'economia europea

Gli investimenti a lungo termine consistono nel mettere a disposizione capitale di lunga durata per finanziare attività materiali, quali le infrastrutture, o attività immateriali, quali la ricerca e lo sviluppo, in grado di promuovere la ricerca e la competitività. In questo momento di grave crisi economica, una delle priorità è quella di ricondurre l’UE alla creazione dei posti di lavoro ed al miglioramento della competitività. In quest’ambito, può rivelarsi essenziale la corretta gestione del processo di finanziamento a lungo termine. A tal fine, la  Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione europea ha pubblicato nel marzo 2013 il Libro verde sul Finanziamento a lungo termine dell’economia europea, seguito, il 26 giugno 2013, dalla presentazione di una proposta di regolamento relativa ai Fondi di investimento europei a lungo termine.

Obiettivi

L’intervento dell’Unione europea nel settore degli investimenti a lungo termine si propone lo  scopo di contribuire ad accrescere nell’immediato futuro la massa di capitale disponibile per tali investimenti così da finanziare il passaggio ad una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

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Iter normativo

Il Libro verde della Commissione si è concentrato sulle modalità di funzionamento del processo dell’offerta e gestione del finanziamento a lungo termine. In particolare, esso ha sottolineato come l’azione volta a migliorarlo dovrebbe tener conto di un ampio ventaglio di fattori interconnessi, ovvero la capacità degli istituti finanziari di incanalare il finanziamento a lungo termine; l’efficienza e l’efficacia dei mercati finanziari nell’offrire strumenti di finanziamento di lungo periodo; fattori trasversali che consentono risparmi e finanziamenti a lungo termine, quali la tassazione e i principi contabili; la facilità di accesso delle PMI ai finanziamenti bancari e non bancari. Per quanto concerne specificamente i fondi di investimento a lungo termine, il Libro verde riporta che gli stakeholders suggeriscono che un nuovo strumento di questo tipo potrebbe favorire la raccolta di capitale in tutta l’Unione e aiutare gli investitori istituzionali di medie e grandi dimensioni a investire, diversificare e ripartire il rischio. Inoltre, i gestori di tali fondi apporterebbero competenze supplementari per l’analisi delle operazioni sottostanti o la selezione e la gestione di progetti infrastrutturali a lungo termine.

Da parte sua, il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria ha approvato, il 26 febbraio 2014, la risoluzione d'iniziativa sul finanziamento a lungo termine dell’economia europea, con l’obiettivo di colmare la carenza di risorse ed integrare il processo di intermediazione tradizionale svolto dalle banche. In tal senso, il Parlamento europeo propone l'istituzione di un quadro normativo che favorisca la creazione di strumenti di investimento a lungo termine e favorisca la collaborazione tra settore pubblico e privato. A ciò ha fatto seguito, il 27 marzo 2014, la presentazione da parte della Commissione europea di un pacchetto di misure aventi la finalità di favorire investimenti nel lungo periodo in infrastrutture, nuove tecnologie e innovazione, ricerca e sviluppo, nonché capitale umano. In particolare, la comunicazione sul finanziamento a lungo termine dell'economia prevede sei principali ambiti di intervento: mobilitazione di fonti private di finanziamento a lungo termine, migliore utilizzo dei finanziamenti pubblici, sviluppo dei mercati dei capitali europei, accesso delle PMI ai finanziamenti, attrazione di finanziamenti privati per le infrastrutture e miglioramento del quadro complessivo del finanziamento sostenibile. Inoltre, il piano della Commissione prevede, tra le azioni specifiche da intraprendere, la revisione delle norme sui fondi pensionistici ed il ricorso al crowdfunding.

Il regolamento proposto dalla Commissione va in questa direzione. Con esso infatti si intende creare una nuova tipologia di fondo, il Fondo di investimento a lungo termine dell’UE o ELTIF che, insieme ai Fondi europei di venture capital (EuVECA) e ai Fondi europei per l’imprenditoria sociale (EuSEF), contribuisca al finanziamento dell’economia europea. Tuttavia, mentre questi ultimi due sono collegati a nicchie specifiche (le start-up e le imprese sociali), la proposta sugli ELTIF fa riferimento ad un ampio ventaglio di categorie di attività a lungo termine e si propone di creare un fondo di investimento che possa essere venduto anche agli investitori al dettaglio.

Il Parlamento europeo ha approvato, il 17 aprile 2014, il regolamento sui Fondi di investimento europei a lungo termine, le cui caratteristiche fondamentali sono:

  • regole specifiche sul prodotto riguardanti le attività ammissibili e la loro diversificazione: gli ELTIF potranno investire in tutti i tipi di attività non negoziate nei mercati regolamentati e, quindi, illiquide, in quanto non immediatamente disponibili data l’assenza di una sede di negoziazione pubblica. Essi, inoltre, richiedono elevati livelli di diligenza e conoscenza del settore nel quale si investe. Per tali motivi, il regolamento non impone periodi specifici di detenzione dei titoli. Al fine di garantire una riserva di liquidità, sarà possibile investire in titoli liquidi fino al 30% del capitale. Dopo essere stati autorizzati, gli ELTIF potranno essere commercializzati in tutti gli Stati membri sia presso gli investitori professionali sia al dettaglio.
  • Elevato livello di competenze di gestione: il regolamento prevede che gli ELTIF siano gestiti da imprese autorizzate sulla base delle disposizioni della direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA), debitamente integrate per garantire un’adeguata tutela degli investitori al dettaglio. Inoltre, sono previste regole sulla diversificazione degli investimenti e limiti sull’utilizzo dei derivati.
  • Necessità di allineare gli orizzonti di investimento e di rimborso: date la natura illiquida degli investimenti e la possibile assenza di un mercato secondario affidabile, al fine di evitare che gli ELTIF debbano far fronte a richieste di rimborso provenienti dagli investitori prima della scadenza dell’attività nella quale hanno investito, il regolamento non offre la possibilità di rimborso anticipato. Infatti, il modo migliore per assicurare che i gestori abbiano i margini necessari per investire in attività che richiedono un impegno a lungo termine è far coincidere il ciclo di vita del fondo con quello delle attività nelle quali esso investe. Tuttavia, nel caso in cui un ELTIF sia quotato in borsa, sarà possibile per gli investitori negoziare quote sul mercato secondario.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:20 )