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Fondi europei di venture capital

Il venture capital finanzia imprese che sono generalmente molto piccole, nelle fasi iniziali della propria esistenza societaria e che mostrano forti potenzialità di crescita ed espansione. Di conseguenza, i fondi di venture capital sostengono la crescita economica, la creazione delle imprese innovative e gli investimenti in ricerca e sviluppo, contribuendo, quindi al miglioramento della competitività. Nell’UE, tuttavia, a causa della frammentazione normativa, gli investitori hanno a lungo preferito impiegare i propri capitali in altre attività, costringendo le PMI a dipendere soprattutto da finanziamenti bancari e limitando le possibilità di sviluppo di iniziative imprenditoriali innovative. 
Al fine di affrontare questi problemi e sostenere gli imprenditori europei, l’UE ha approvato, il 17 aprile 2013, un regolamento sui Fondi europei di venture capital sulla base di una proposta presentata alla fine del 2011 dalla Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione europea. Insieme ai Fondi europei per l’imprenditoria sociale ed ai Fondi di investimento a lungo termine, i Fondi europei di venture capital saranno utilizzati per finanziare l’economia europea e sostenere la sua ripresa.

Obiettivi

L'obiettivo del regolamento è quello di incrementare la crescita e l'innovazione delle piccole e medie imprese nell'Unione tramite l’incentivazione degli investimenti di venture capital. Per assicurare la fiducia dei soggetti che intendono investire in tali fondi, sono introdotte disposizioni comuni applicabili ai fondi che intendono raccogliere capitale in tutta l’UE.

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Iter normativo

Il regolamento istituisce la nuova denominazione “EuVECA” per i fondi europei di venture capital e stabilisce requisiti e condizioni uniformi che i gestori di organismi di investimento collettivo dovranno rispettare per poterli commercializzare. Esso definisce, altresì, regole per quanto riguarda la commercializzazione dei fondi in tutta l’UE, la composizione del portafoglio, le tecniche di investimento ammesse e requisiti relativi all’organizzazione, alla condotta e alla trasparenza dei gestori.

Le principali disposizioni del regolamento prevedono che:

  • il fondo europeo per il venture capital debba essere stabilito in uno Stato membro e debba  investire almeno il 70% del capitale in attività che costituiscono investimenti ammissibili;
  • gli investimenti ammissibili sono quelli effettuati nelle “imprese di portafoglio ammissibili”, ovvero imprese che, al momento dell’investimento da parte del fondo, non sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato o alla partecipazione ad un sistema multilaterale di negoziazione, impiegano meno di 250 dipendenti ed hanno un fatturato medio annuo inferiore ai 50 milioni o un bilancio annuale totale non superiore a 43 milioni;
  • le quote e le azioni dei fondi per il venture capital possono essere commercializzate solo presso gli investitori professionali, a meno che un investitore appartenente ad un'altra categoria non si impegni ad investire almeno 100.000 euro e dichiari per iscritto di essere consapevole dei rischi connessi all’investimento;
  • i gestori devono rispettare numerose regole relative, per esempio, al comportamento da assumere, al conflitto di interessi, alla presentazione di relazioni annuali alle autorità competenti, ad obblighi di informazione e alla procedura per la registrazione presso le autorità competenti dello Stato membro di origine;
  • gli Stati membri godono di poteri di vigilanza e di determinazione delle sanzioni e delle altre misure applicabili in caso di violazioni delle disposizioni del regolamento.

E’ previsto altresì un ruolo per l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, alla quale è affidata la gestione di una banca dati centrale contenente informazioni su tutti i fondi di venture capital qualificati registrati nell'Unione.

Il 14 luglio 2016 la Commissione europea ha proposto modifiche dei regolamenti sui fondi europei per il venture capital (ma anche ai Fondi europeo per l'imprenditoria sociale-EuSEF), segnando un ulteriore progresso verso la creazione dell’Unione dei mercati dei capitali. La proposta mira a stimolare gli investimenti in capitale di rischio e progetti sociali e a rendere più semplice l'investimento in piccole e medie imprese innovative. Con essi la Commissione si propone di:

  • ampliare la gamma dei gestori ammessi a commercializzare e gestire fondi EuVECA includendovi i gestori di fondi più grandi, ossia quelli le cui attività gestite superano i 500 milioni di EUR. I gestori dei grandi fondi offrono economie di scala e marchi affidabili, che per gli investitori costituiscono vantaggi in grado di indurli a investire di più, il che va in ultima analisi a beneficio del capitale di rischio e dell'imprenditoria sociale;
  • ampliare le attività ammissibili per gli EuVECA consentendo gli investimenti nelle piccole imprese a media capitalizzazione e nelle PMI quotate sui mercati di crescita per le PMI. Questo dovrebbe permettere a un maggior numero di imprese di fruire degli investimenti degli EuVECA e rendere più interessanti gli investimenti grazie alla maggiore diversificazione del rischio;
  • ridurre i costi vietando espressamente alle autorità competenti dello Stato membro ospitante d'imporre il pagamento di diritti, semplificando le procedure di registrazione e fissando il capitale minimo che permette di diventare gestore.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:20 )