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La convalida dell’apprendimento non formale e informale

L’apprendimento non formale si ottiene tramite attività pianificate che includono una forma di sostegno all’apprendimento, ma al di fuori dei tradizionali sistemi scolastico, universitario e di formazione professionale. Rientrano in questa categoria corsi di formazione organizzati dalle aziende per i propri dipendenti o corsi on-line strutturati. L’apprendimento informale, invece, si riferisce a tutte le competenze che sono state acquisite grazie alle esperienze lavorative o di vita, quali, ad esempio, la conoscenza di una lingua straniera ottenuta grazie ad un periodo di soggiorno all’estero e competenze informatiche sviluppate sul posto di lavoro. Di tale tema si occupa la Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione europea.

Obiettivi
Il riconoscimento delle competenze acquisite tramite l’apprendimento non formale e informale può fornire un importante contributo al miglioramento dell’occupabilità e della mobilità e all’accrescimento della motivazione per l’apprendimento permanente, oltre ad offrire nuove opportunità a chi ha abbandonato presto gli studi. In un periodo caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e da un alto tasso di disoccupazione giovanile, il riconoscimento di tali esperienze aiuterà gli individui ad avvicinarsi al mondo del lavoro e ad approfittare di nuove occasioni. Inoltre, esso contribuirà al miglior funzionamento del mercato del lavoro, al rafforzamento della competitività e alla crescita economica.

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Iter normativo
Con la comunicazione “Un’agenda per nuove competenze e posti di lavoro”, la Commissione europea ha sottolineato la necessità dell’introduzione di percorsi di apprendimento più flessibili che possano migliorare l’ingresso nel mercato del lavoro, e la progressione al suo interno, e promuovere la convalida dell’apprendimento non formale e informale. A partire dal 2004, inoltre, si sono susseguite numerose dichiarazioni in merito alla necessità di adottare misure atte ad incoraggiare l’apprendimento permanente ed a riconoscere le competenze acquisite al di fuori dei tradizionali percorsi di studio. Esse includono, ad esempio, le conclusioni del Consiglio del 18 maggio 2004 su principi europei comuni per la validazione dell’apprendimento non formale e informale, le conclusioni del Consiglio del 12 maggio 2009 su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione, il comunicato di Bruges del dicembre 2010 sul VET e la risoluzione del Consiglio del 28 novembre 2011 su un’agenda europea rinnovata per l’apprendimento degli adulti.
Più recentemente, il Consiglio ha approvato, il 20 dicembre 2012, una raccomandazione indirizzata agli Stati membri con la quale li invita a creare, entro il 2018, dei meccanismi che permettano la convalida dell’apprendimento non formale e informale e l’ottenimento di qualifiche parziali o complete grazie al riconoscimento di tali competenze. La raccomandazione, inoltre, offre indicazioni sulle modalità di convalida che dovrebbero includere, se del caso, quattro elementi, separatamente o in combinazione: l’individuazione dei risultati di apprendimento acquisiti dalla persona, la loro documentazione, valutazione e  certificazione sotto forma di qualifica o di crediti che contribuiscono all’ottenimento di una qualifica o in un’altra forma.  Essa, infine indica alcuni principi, quali il collegamento ai Quadri nazionali delle qualifiche e l’offerta di servizi di orientamento, da applicare tenendo in considerazione le esigenze e le caratteristiche nazionali, regionali, locali e dei singoli settori e  chiede di coinvolgere tutti gli stakeholders sia durante la fase di sviluppo del sistema che quella di attuazione.

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Il punto di vista europeo
UEAPME, l’associazione europea delle PMI, ha pubblicato, il 23 novembre 2012 un position paper sulla proposta di raccomandazione del Consiglio. Dopo aver espresso la propria soddisfazione per il contenuto dell’atto, l’organizzazione ha tuttavia affermato che l’obiettivo perseguito non dovrebbe essere la creazione di un sistema di validazione parallelo ai sistemi di educazione formali, ma piuttosto una loro integrazione per assicurare che i risultati della validazione siano pienamente accettati. Infine, essa sottolinea come l’ottenimento di qualifiche parziali grazie al riconoscimento delle competenze pregresse non dovrebbe essere fine a sé stesso, quanto costituire un incentivo a proseguire gli studi per l’ottenimento di una qualifica completa.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:54 )