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L'Alleanza europea per l'apprendistato

L'apprendistato combina le conoscenze teoriche ottenute presso un istituto di formazione professionale con le competenze pratiche acquisite grazie ad esperienze di lavoro in impresa e conducono all’ottenimento di una qualifica riconosciuta a livello nazionale. Di tale tema si occupano le Direzioni Generali Educazione e Cultura e Occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione.

Obiettivi

In questo momento di grave crisi economica e alto livello di disoccupazione, le iniziative UE puntano a facilitare la transizione dalla scuola al mondo del lavoro e a formare una forza lavoro qualificata e dotata delle competenze richieste dalle imprese.

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Iter normativo

Il 30 gennaio 2012, i membri del Consiglio europeo si sono impegnati ad aumentare notevolmente il numero di apprendistati e tirocini per assicurare che essi rappresentino reali opportunità per i giovani. Conseguentemente, la Commissione ha annunciato un piano per gli apprendistati come parte dell’iniziativa “Ripensare l’istruzione” e del Pacchetto per l’impiego dei giovani. Con la comunicazione del dicembre 2012 “Aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro” essa ha individuato tre fattori di cruciale importanza per garantire il successo degli apprendistati. Essi sono:

  • un’efficace cooperazione tra scuole e istituti di formazione, da un lato, e imprese, dall’altro;
  • la qualità della formazione e della qualifica acquisita;
  • l’integrazione dei contratti di apprendistato nei sistemi di istruzione e formazione nazionali o regionali e la creazione di un quadro normativo chiaro.

Inoltre, la Commissione ha messo in luce l’importanza di introdurre politiche che incentivino le imprese ad offrire un numero sufficiente di posti di apprendistato.
Un ulteriore passo avanti è stato compiuto dal Consiglio europeo del 7-8 febbraio 2013 che ha invitato la Commissione a creare un’Alleanza europea per l’apprendistato per contribuire a risolvere il problema della disoccupazione dei giovani. A tale tema la Commissione ha dedicato la comunicazione “Lavorare insieme per i giovani d’Europa, invito ad agire contro la disoccupazione giovanile” del 19 giugno 2013, con la quale è stato preannunciato il lancio dell’Alleanza, definita dal Consiglio europeo del 27-28 giugno 2013 come una delle iniziative chiave per sostenere l’occupazione giovanile.

L’Alleanza europea per l’apprendistato, lanciata il 2 luglio 2013 e supportata dal Consiglio con una risoluzione dell'ottobre 2013, intende coinvolgere autorità pubbliche, partner sociali ed economici, istituti di formazione professionale, rappresentanti dei giovani ed altri attori rilevanti, come le Camere di Commercio, al fine di coordinare e diffondere diverse iniziative per il miglioramento dei sistemi di apprendistato. Con una dichiarazione congiunta, le parti sociali europee, incluse UEAPME e BUSINESSEUROPE, la Commissione e la Presidenza irlandese dell’UE si sono impegnate a mettere in atto numerose azioni al fine di rafforzare l’accesso, l’offerta, la qualità e l’attrattività degli apprendistati. Da parte sua, EUROCHAMBRES, così come alcune Camere di Commercio nazionali, si è impegnata a mettere in atto misure per contribuire al successo dell’iniziativa.

Essa comprende tre ambiti di intervento:

  • la riforma dei sistemi di apprendistato, tramite il peer-to-peer learning, il trasferimento delle conoscenze, la creazione di partenariati internazionali e tra diversi attori all’interno dei singoli Paesi membri e la diffusione dei modelli di apprendimento basati sul lavoro. Inoltre, la Commissione ha messo a disposizione un servizio di assistenza, disponibile fino alla fine del 2014, per sostenere le autorità nazionali che si occupano dello sviluppo di programmi di apprendistato e stage;
  • la diffusione dei benefici che gli apprendistati possono offrire agli studenti, alle imprese e alla società nel suo complesso. Infatti, nei Paesi dotati di un sistema duale (come in Germania ed Austria) si registra un livello di disoccupazione molto più basso rispetto a quelli dove la formazione professionale e i modelli di apprendimento sul lavoro non sono altrettanto diffusi;
  • la messa a disposizione di risorse europee di cofinanziamento e la mobilitazione del settore privato.

L’Alleanza sosterrà anche uno degli obiettivi della Garanzia per i giovani, ovvero assicurare che tutti i giovani al di sotto dei 25 anni ottengano un’offerta di lavoro, stage, apprendistato o di formazione di qualità entro quattro mesi dalla fine degli studi o dalla perdita del posto di lavoro.

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Il punto di vista europeo

Nel settembre 2014, EUROCHAMBRES ha chiesto alle Istituzioni europee di lanciare, nell’ambito della Strategia Europa 2020, una nuova “Iniziativa faro”  che permetta di aumentare la quota dell’apprendistato tra i sistemi di formazione professionale fino ad arrivare al 50% entro la fine del decennio. Il miglioramento dell’apprendistato, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, è visto infatti come uno strumento per affrontare la disoccupazione giovanile e contribuire alla crescita economica. Allo stato attuale, solo uno studente VET su quattro fa un’esperienza di apprendistato e, svolgendo dunque un’attività lavorativa, acquisisce anche competenze pratiche. Questa percentuale è ancora troppo bassa, e soprattutto alla luce del fatto che, grazie all’apprendistato, sarà possibile creare molti posti di lavoro, in particolare nelle PMI, si dovrà lavorare per aumentarla. L’iniziativa proposta dovrebbe basarsi sulle raccomandazioni specifiche per ciascun Paese nell’ambito di Europa 2020, sul lavoro del Cedefop, sull'Alleanza europea per l'apprendistato e sul programma Erasmus +.

UEAPME, l’associazione europea delle PMI, ha espresso la propria posizione in merito all’apprendistato il primo luglio 2013. Secondo il parere dell’organizzazione, la politica europea sugli apprendistati per avere successo non dovrebbe limitarsi ad accordi teorici ma essere fermamente considerata come una delle priorità per il settore della formazione. In particolare, sarebbe essenziale il riconoscimento di un livello analogo di “prestigio” tra l’istruzione superiore e la formazione professionale superiore. In secondo luogo, essa spiega come le PMI europee siano disponibili ad offrire posti di apprendistato capaci di rispondere alle loro necessità e illustra alcune difficoltà che esse devono affrontare, come la necessità di impegnarsi a medio termine senza possibilità di ottenere benefici immediati. Infine, UEAPME formula otto raccomandazioni, tra le quali: creare un quadro istituzionale favorevole agli apprendistati, offrire sostegno alle piccole imprese che partecipano a programmi di apprendistato; rafforzare la mobilità degli apprendisti; ricorrere maggiormente alle risorse del Fondo sociale europeo.

Nel marzo 2012, BUSINESSEUROPE ha presentato un position paper contenente numerosi suggerimenti relativi al miglioramento della qualità e dell’immagine degli apprendistati in modo tale da renderli più attraenti per i giovani. L’associazione delle Confindustrie europee ha formulato 12 principali raccomandazioni indirizzate all’UE, agli Stati membri, alle organizzazioni dei datori di lavoro e alle imprese. A titolo esemplificativo, si segnalano la richiesta di sostenere campagne europee e nazionali a favore del cambiamento della percezione degli apprendistati, di realizzare un sistema scolastico capace di preparare i giovani per un apprendistato, di motivare le imprese a partecipare a sistemi duali e di assicurare un elevato livello della formazione in azienda.

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I programmi europei di finanziamento

Gli obiettivi dell’Alleanza per l’apprendistato sono cofinanziati dall’UE tramite il Fondo sociale europeo, l’Iniziativa per l’occupazione dei giovani e il programma di finanziamento 2014-2020 Erasmus+. Troverete maggiori informazioni sulle possibilità di finanziamento nella sezione Monitoraggio bandi.

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In un comunicato del settembre 2014, EUROCHAMBRES chiede alle Istituzioni europee di lanciare, nell’ambito della Strategia Europa 2020, una nuova “Iniziativa faro”  che permetta di aumentare la quota dell’apprendistato tra i sistemi di formazione professionale fino ad arrivare al 50% entro la fine del decennio. Il miglioramento dell’apprendistato, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, è visto infatti come uno strumento per affrontare la disoccupazione giovanile e contribuire alla crescita economica. Allo stato attuale, solo uno studente VET su quattro fa un’esperienza di apprendistato e, svolgendo dunque un’attività lavorativa, acquisisce anche competenze pratiche. Questa percentuale è ancora troppo bassa, e soprattutto alla luce del fatto che, grazie all’apprendistato, sarà possibile creare molti posti di lavoro, in particolare nelle PMI, si dovrà lavorare per aumentarla. L’iniziativa proposta dovrebbe basarsi sulle raccomandazioni specifiche per ciascun Paese nell’ambito di Europa 2020, sul lavoro del Cedefop, sull'Alleanza europea per l'apprendistato e sul programma Erasmus +.
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:54 )