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Università e impresa

L’Europa deve affrontare numerose sfide tra le quali un sistema d’innovazione frammentato e alti livelli di disoccupazione, soprattutto tra i giovani. Allo stesso tempo, nell’UE si registrano più di due milioni di posti di lavoro non coperti a causa della carenza delle competenze necessarie. Per affrontare questi problemi è opportuna una stretta collaborazione tra le imprese e il mondo dell’istruzione superiore che consiste in circa 4.000 istituti di insegnamento, 19 milioni di studenti e 1.5 milioni di accademici. La Commissione europea, tramite la Direzione Generale Istruzione e cultura, ha lavorato, a partire dal 2006, al fine di promuovere tale collaborazione.

Obiettivi
La promozione della cooperazione tra le università e le imprese si propone come scopo ultimo quello di migliorare le possibilità di impiego dei giovani tramite lo sviluppo di curricula che rispondano alle necessità del mondo del lavoro, l’educazione all’imprenditorialità e la possibilità di effettuare esperienze pratiche in impresa durante gli studi.

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Iter normativo
Con la Comunicazione “Portare avanti l’agenda di modernizzazione delle università – Istruzione, ricerca e innovazione” del 10 maggio 2006, sono stati individuati nove settori di azione per la riforma del sistema di istruzione superiore in Europa tra i quali lo sviluppo di partenariati tra le università e le imprese.
Nel 2008, al fine di promuovere e facilitare le interazioni e gli scambi tra il mondo universitario e quello imprenditoriale, l’apprendimento reciproco e la dimostrazione di buone pratiche di cooperazione, la Commissione ha creato il Forum Università-Impresa. I risultati del suo primo anno di attività, insieme a quelli di altre azioni pertinenti condotte a livello europeo, sono stati analizzati dalla Commissione con la comunicazione del 2009 “Un nuovo partenariato per la modernizzazione delle università: il forum dell’UE sul dialogo università-imprese. Il punto di vista europeo”. In particolare, si è affermata la necessità di:

  • riformare i curricula e i metodi di apprendimento;
  • offrire condizioni di apprendimento che stimolino l'indipendenza, la creatività ed un approccio di tipo imprenditoriale allo sfruttamento della conoscenza, per esempio tramite un flusso di studenti e docenti dalle università alle imprese e la presenza di uomini d'affari nei campus per sostenere i necessari cambiamenti culturali;
  • intraprendere azioni quali lo sviluppo di strategie di gestione professionale della proprietà intellettuale da parte delle università e di rapporti di cooperazione con le imprese al fine di permettere un adeguato trasferimento delle conoscenze;
  • favorire la mobilità transfrontaliera e quella tra università e imprese di studenti, personale accademico e amministratori delle università;
  • aprire le università all’istruzione e alla formazione continua per permettere a chi è già entrato nel mondo del lavoro di aggiornare le proprie competenze;
  • apportare i necessari cambiamenti alla legislazione, alle modalità di finanziamento e alle strutture di incentivazione per favorire la cooperazione con le imprese.

Inoltre, la Commissione ha proposto due tipi di azione: da un lato, la prosecuzione del dialogo nell’ambito del forum; dall’altro, lo sviluppo di nuovi partenariati tra università e imprese.

Una successiva comunicazione, pubblicata nel 2011, delinea una strategia per la modernizzazione dei sistemi di istruzione superiore europei idonea a sostenere la crescita e l’occupazione. Con essa si afferma che gli istituti di insegnamento superiore dovranno svolgere un ruolo essenziale nell’attuazione della Strategia Europa 2020, ma che, al momento, la loro capacità di contribuire alla prosperità dell’UE rimase sottoutilizzata. Al fine di ottimizzare il contributo che l’istruzione superiore può dare alla crescita, sono indicati i settori da riformare che includono il rafforzamento del triangolo della conoscenza tra istruzione, ricerca e attività economica.

Per contribuire a tale obiettivo, nel 2011 il Parlamento europeo ha messo a disposizione i fondi per il lancio delle Knowledge Alliances. Nate come progetti pilota, esse sono partenariati strutturati che intendono stimolare l’innovazione tramite la cooperazione tra università e imprese. Le Alleanze dovrebbero incoraggiare gli istituti di formazione superiore ad assumere il ruolo di motori dell’innovazione, grazie allo scambio di conoscenze con le imprese, al fine di sviluppare partenariati strategici di lungo periodo. Inoltre, esse dovrebbero fornire incentivi alla sperimentazione di metodi di insegnamento innovativi, alla promozione dell’imprenditorialità, della generazione di nuove idee e dell’interdisciplinarietà.

Infine, con il Piano di azione imprenditorialità 2020 del 9 gennaio 2013, la Commissione si è soffermata sul contributo che l’istruzione superiore può dare all’educazione all’imprenditorialità, una competenza chiave il cui sviluppo rientra nel novero delle azioni individuate dalla comunicazione “Ripensare l’istruzione”. In particolare, si sottolinea che l’istruzione in tale ambito dovrebbe essere avvicinata alla vita reale attraverso modelli di apprendimento ancorati nella pratica ed esperienze di imprenditori attivi nell’economia. In aggiunta, dovrebbe essere favorito lo sviluppo di competenze imprenditoriali nell’ambito dell’apprendimento non formale e informale.

Da parte sua, il Parlamento europeo, con una risoluzione di iniziativa del 20 aprile 2012, ha incoraggiato gli Stati membri ad intensificare l’interazione tra le tre componenti del triangolo della conoscenza, quale elemento chiave per la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro. In quest’ambito, gli eurodeputati hanno chiesto agli imprenditori e alle imprese, incluse le PMI, di agire attivamente per sviluppare partenariati con gli istituti di formazione superiore.

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Il punto di vista europeo
Con un position paper pubblicato il 28 gennaio 2013 e dedicato all’iniziativa della Commissione “Ripensare l’educazione”, BUSINESSEUROPE ha affermato che una maggiore attenzione ai risultati dell’apprendimento e una più stretta collaborazione tra università e imprese rispetto alla definizione dei curricula possono essere importanti per assicurare che i giovani siano a conoscenza dei possibili sbocchi occupazionali associati ai corsi di studio.

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I programmi europei di finanziamento
Per informazioni sulle possibilità di finanziamento si rimanda alla sezione Monitoraggio bandi del sito.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:54 )