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Gli aiuti alla ricerca, sviluppo e innovazione

Le regole dell’Unione europea sugli aiuti di Stato a ricerca sviluppo e innovazione, di competenza della Direzione Generale Concorrenza della Commissione europea, definiscono le condizioni per la concessione di contributi alle imprese per lo svolgimento di tali attività. Le nuove regole in materia, approvate il 21 maggio 2014 e applicate a partire dal 1° luglio 2014, contribuiranno al raggiungimento all’obiettivo di spesa per R&S pari al 3% del PIL stabilito dalla Strategia Europa 2020, limitando, allo stesso tempo, le distorsioni della concorrenza nel Mercato interno.

Obiettivi
Iter normativo

Obiettivi

Gli aiuti di Stato a ricerca, sviluppo e innovazione intendono accrescere l'efficienza economica e contribuire in tal modo alla crescita sostenibile ed all'occupazione. Essi possono essere considerati compatibili se contribuiscono ad accrescere le attività di R&I e se la distorsione della concorrenza non è contraria all'interesse comune. Lo scopo della disciplina è quello di aiutare gli Stati membri ad orientare meglio tali aiuti rispetto alle imperfezioni del mercato.

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Iter normativo

L’approvazione delle nuove linee guida dà seguito ad uno studio del dicembre 2012 che individuava i temi di maggior rilievo per la riflessione sulla revisione della disciplina degli aiuti nel settore, e ad una consultazione chiusasi nel febbraio 2014. Esse sostituiscono le linee guida del 2007 e costituiscono un elemento importante dell’iniziativa per la modernizzazione degli aiuti di Stato, lanciata dalla Commissione nel 2012. In aggiunta, la materia è parzialmente disciplinata dal nuovo Regolamento generale di esenzione per categoria (GBER) che fissa le condizioni per la concessione di aiuti esenti dall’obbligo di notifica alla Commissione europea, anch’esso applicabile a partire dal 1° luglio 2014. Le linee guida forniscono indicazioni in merito agli aiuti non coperti dal GBER.

Le principali novità rispetto alle regole del 2007 sono:

  • l’aumento dei casi esenti da notifica;
  • l’aumento delle soglie di esenzione in modo tale da assicurare maggiore flessibilità agli Stati e velocizzare le procedure;
  • il mantenimento delle intensità degli aiuti previste dal regolamento GBER precedente, ma le stesse risultano aumentate significativamente nelle linee guida. In particolare, nell’ambito di queste ultime, sarà possibile concedere aiuti per coprire fino al 70% dei costi ammissibili per le grandi imprese e il 90% per le piccole imprese che svolgono attività di ricerca. Tale maggiore intensità sarà disponibile solo in caso di presenza di un reale gap di finanziamento. La Commissione effettuerà un’analisi dettagliata al fine di confermare la necessità della loro concessione;
  • la semplificazione e il chiarimento delle regole grazie all’introduzione di esempi relativi alla dimostrazione della presenza di un fallimento del mercato, all’eliminazione dell’obbligo per gli Stati di inviare una relazione annuale sull’effetto di incentivazione degli aiuti nel caso di concessione a grandi imprese nel quadro del GBER, all’aggiunta di principi chiari ed esempi per facilitare e velocizzare la valutazione dei prevedibili effetti negativi degli aiuti, al chiarimento della differenza tra attività economiche e non economiche svolte da Università e centri di ricerca, al miglioramento delle linee guida su contratti e collaborazioni per attività di R&S tra organizzazioni di ricerca finanziate dal settore pubblico e imprese private al fine di evitare gli aiuti di Stato indiretti, a spiegazioni su come evitare la concessione di aiuti di Stato indiretti ad imprese private che effettuano attività di ricerca nel caso dell’organizzazione di appalti nel settore.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:40 )